Veramente un uomo savio, e che ha tutti i suoi giorni, queste

scioccheríe non può dirle. Lasciamo stare la parte etimologica, sorella

del prezzémolo di Carafulla, ma quel _cioè barbaramente_ è cosa da

gente più che barbara e più che cretina. Il Boccaccio scrisse prima del

rinascimento, quando l'arte gotica dominava per tutto il mondo civile,

(nè d'altra arte gotica può parlarsi, perchè l'arte architettonica

era solo conosciuta), e l'etimologista pretenderebbe che il Boccaccio

stesso la volesse battezzare per barbara!! e confermandolo esso in

nome proprio con quel _cioè_, viene a dire che son fatti con _arte

barbara_ quegli edifizj gotici che tutto il mondo ammira anche adesso,

e che tutti gli artisti studiano ed illustrano mirabilmente. Queste

sciocchezze può dirle Stenterello per far ridere il popolíno della

_Piazza Vecchia_, e di Borgo[65]; ma che s'abbiano a vedere poste sul

serio in quel gran codice della Nazione che costa 43,000 lire l'anno...

Ma per ora basterà, uditori miei riveriti: continueremo un'altra volta.

_Un popolano_. L'ha detto che il Vocabolario costa 43,000 lire l'anno:

o chi le paga?

_Io_. Le paga il Governo.

_Pop_. Ig Goerno? O ig Goerno e' cattrini di doe gli lea[66]?

_Io_. Dalle imposizioni.

_Pop_. Ma le'mposizioni le si pagano noi: dunche tutti che' cattrini e'

si pagano con le nostre tasche. La sa icch'i' gli ho a dire? che questa

faccenda la 'un va bene; perchè spende' tanti filussi per farsi cuculià

da' forestieri, l'è cosa da grulli. Loro letterachi le ci pensino, e

ricorrino a chi si dee, perchè faccia smétte, questa burletta[67]...

_Io_. Caro amico, noi l'abbiamo detto e ridetto, nè cesseremo di dirlo;

ma gli Accademici vanno insinuando che siamo gente trista e invidiosa:

mettono de' pezzi grossi alle còstole di chi comanda, acciocchè questa

burletta che tu dici tu, la si perpétui...

_Pop_. E' pezzi grossi si segano, e si mettan su if foco[68]...

Qui tutti diedero in una gran risata: io dovei promettere di fare

un'altra _diatriba etimològica_ per la sera della Befana; e chi andò in

qua, chi in là.

FINE.

INDICE

NOVELLA I. Don Ficchíno _Pag._ 1

" II. La consolazione della vedova " 15

" III. I tordi-merli " 19

" IV. Le píllole bachícche " 25

" V. La discrezione de' Frati " 33

" VI. Una scommessa " 37

" VII. Il Genio d'Italia col capo di cavallo " 43

" VIII. Sero sapiunt Phryges " 49

" IX. Il mio ciuco è andato sempre di qui " 51

" X. Di un francese che voleva digiunare " 53

" XI. Il sarto raddirizzagobbi " 55

" XII. Del frate cambiato in asino " 59

" XIII. Sette di vino " 61

" XIV. Una gita degli alpinisti sul medio evo " 63

" XV. Il diavolo scolaro de' Gesuiti " 71

" XVI. L'ipòcrita còlto al laccio " 77

" XVII. La pasta frolla " 83

GHIRIBIZZI DRAMMATICI.--La visita di un Ispettore

scolastico; commedia fatta per celia " 89

" L'Arlecchino, il Brighella e il Còla del

Vocabolario novello della Crusca; scherzo

drammatico " 157

" Il Codíno " 177

" Il Collare della SS. Annunziata; tragedia

di un verista, in tre atti " 189

Di alcune Etimologíe del Vocabolario della Crusca;

diatriba drammatizzata, fatta sulla piazza

dell'Impruneta l'ultimo giorno della fiera " 203

NOTE:

[1] Vedi in fin del volume le _Illustrazioni_, al N. I.

[2] Frucchíno è colui che mette le mani per tutto, che si profferisce a

tutti, che entra ne' fatti di tutti. Lecchíno, è colui che loda e adúla

per entrare nella grazia altrui.

[3] Trasporto alla sepoltura di bambini morti prima dei sette anni.

[4] _Madonníno_ era una moneta toscana di quattro crazie (28

centesimi); e tanto soleva darsi agli abatónzoli, i quali assistevano

alle funzioni.

[5] La cassetta, dentro cui sta chiuso un piccolo braciere, sulla quale

tengono i piedi le signore nell'inverno.

[6] _Gli venne gli áscheri_, modo familiare per dire Gli venne voglia,

Gli prese vaghezza.

[7] _Essere a piedi_. Non essere sufficiente a una cosa.

[8] _Fare pa_ è modo fanciullesco, che vale Carezzare strisciando

soavemente la palma della mano sulle gote.

[9] Dante disse:

«Intra duo cibi, distanti e moventi

D'un modo, prima si morría di fame,

Che liber uom l'un si recasse a' denti,»

Par., C. IV.

[10] Acqua leggermente purgativa, di cui c'è la sorgente a Montecatini

nella Val di Nièvole.

[11] _Ripicchiarsi_, Acconciarsi, o Vestirsi con ogni cura.

[12] _Trottolare_ è camminare a passi corti e presti, andando e

riandando, in piccolo spazio.

[13] _Una capatína_. Dare una capata, o capatína in un luogo, è

andarvi, senza molto trattenervisi.

[14] _Riscaldarsi_ è del freddo; _refocillarsi_, del cibo.

[15] Iperbole dell'uso comune, per significare l'archeggiamento di

stomaco prodotto da cibi sudici e puzzolenti.

[16] Grassoccia ed attraente.

[17] _Necci_ sono stiacciatine di farina di castagne, cotta fra due

lastre infocate.

[18] Suol dirsi quando la soverchia stizza ci fa parere amaro il cibo.

[19] _Sbuzzare_, Aprire, stracciando o tagliando, la sopraccarta di un

plico, per vedere o leggere i fogli che vi son dentro.

[20] Vedi _Illustrazioni_, N. II.

[21] Modo dell'uso comune per significare il superlativo con più

efficacia.

[22] Vedi _Illustrazioni_, N. III.

[23] _Avventore_ è colui che abitualmente va a comprare ad una tal

bottega, o si giova dell'opera d'un artefice.

[24] Questi passaggi dal narrativo al drammatico sono frequenti

appresso gli antichi, e, saputi fare, sono veramente efficaci.

[25] _Di quello_, cioè Squisito, Eccellente. Questa reticenza, o

ellissi, è comune nell'uso; e ciascuno ascoltatore o lettore la compie

agevolmente da sè.

[26] Levarli dallo spiedo, dove sono infilati.

[27] _Zolfíno_ si dice comunemente di una persona, che per cosa a nulla

si accende d'ira.

[28] _Sdrúcio_ è ferita assai larga e lacerata.

[29] _Storcere_, usato intransitivamente, è Fare un atto con la bocca,

storcendo in una parte le labbra chiuse; il che significa disgusto, o

che una cosa si fa di mala voglia.

[30] _Nel mezzo de' mezzi_, modo usato da' nostri artefici a

significare il preciso punto di mezzo, rispetto a larghezza.

[31] _Calettare_, di uso comune tra' nostri artefici, è quando un pezzo

di legno incastrato in un'altro, calza bene e combacia esattamente in

ogni punto.

[32] _Permío_ è esclamazione di sdegno o di maraviglia, comunissima

nell'uso, per non dirne un'altra dov'entra il nome di Dio.

[33] Il vero Cruscajuolo ha già rinunziato alla ragione, per ascoltare

solo l'autorità. _Lo 'nfarinato_ e _lo 'nferigno_ sono i veri profeti;

il signor Arciconsolo è il solo papa; unico vangelo linguistico il

vocabolario della Crusca, la quale è pur essa infallibile: i censori

della Crusca sono eretici, ciurmatori, furfanti. Spesso il Cruscajuolo

è un professoricchio di ginnasio, o un impiegatuccio d'archivio, che

lustra le scarpe, e fa il servitorino a' capi Cruscanti, o per avere

avanzamenti, o per essere fatto accademico. Se, per caso rarissimo, il

Cruscajuolo ha un po' d'ingegno, o prima o poi si vergogna, e abjura la

fede cruschevole.

[34] Modo proverbiale usato dagli antichi comici, e non uscito al tutto

d'uso; della cui vera o supposta origine parla, raccontando anche una

graziosa novella, il Passarini ne' suoi _Modi di dire proverbiali_. Si

usa per significare, Qui sta il punto formale della questione; che suol

dirsi anche _qui sta il busillis_, dove per altro c'è di più l'idea di

una difficoltà da vincere.

[35] _Il povero Gabriello.... gli pareva di sognare._ Costruito

comunissimo nel parlar familiare, e usitatissimo anche appresso i buoni

scrittori; nè tal uso è contrario alla ragione, come mostrai nel mio

opuscolo _Di alcune proprietà della lingua italiana_. Il costrutto

grammaticale sarebbe stato _al povero Gabriello... parve di sognare_;

ma ne scapita la efficacia e la naturalezza.

[36] Modo dell'uso comune a significare fiero disgusto, e ripudio

assoluto.

[37] _Gli soggiornava_. Aveva per essi tutte le cure più gelose,

affinchè nulla mancasse loro.

[38] _Darsi l'intesa_ è il trovarsi d'accordo, due o più persone, di

fare in un dato caso una cosa. Qui n'è detto per traslato.

[39] _Quella po' di minestra_. Modo usitatissimo per significare la

scarsezza, e anche la povertà, del mangiare contadinesco.

[40] _Trabiccolajo_ è voce del popolo, che significa, enfaticamente,

qualunque luogo erto e scosceso.

[41] _Castroneria_ è grave errore, di giudizio più specialmente, quasi

dica errore da qualificare chi lo fa per un castrone.

[42] _Stralinco_ è l'uomo storto e contraffatto di tutte le membra.

[43] _Sghengo_ equivale presso a poco a Stralinco.

[44] _Rimpolpettare_, voce dell'uso familiare, è Studiarsi, provando e

riprovando, di ridurre in miglior forma un'opera o lavoro qualunque.

[45] _Pettata_ è salita così faticosa che affatica il polmone, e fa

venire, come suol dirsi, il fiato grosso.

[46] _Cortina_ è quello spazio delle mura esterne di una fortezza, che

è tra baluardo e baluardo. A Pistoja si chiamano Cortine i quattro

comuni suburbani, per rispetto al loro territorio che sta dinanzi alle

quattro cortine della fortezza. È insomma quel medesimo che erano per

Milano i Corpi santi.

[47] _Battibecco_ è contesa di parole assai vivace.

[48] Luogo di riunione delle persone civili, così detto per antonomasia.

[49] _Berlicche_ è nome col quale i nostri fanciulli chiamano il

diavolo.

[50] _Ciaccherino_, e _Buon ciaccherino_ si dice ironicamente per Uomo

tristo, e pien d'ogni magagna.

[51] _Sanfirenzini_ si chiamano coloro che frequentano l'oratorio

di Filippo Neri, che in Firenze è nella chiesa di S. Firenze; e

s'intendono per una specie di ipòcriti tristi.

[52] _Sul Ponte_. Per antonomasia si chiama così il Ponte vecchio dagli

orefici fiorentini, che vi hanno le botteghe.

[53] _Miglioramento_, per la migliore e più nobil parte di

suppellettili, di gioje, o simili che uno possiede, è bella voce usata

per antico; è viva tuttora a Siena, e la uso anch'io perchè vorrei

vederla diventare di uso comune.

[54] _Strizzava limoni_. I falsi devoti, per parer santi, essendo in

chiesa, congiungono le mani in atto di preghiera, e spesso, quasi

presi da impeto di amor divino, le premono molto, ristringendosi nelle

spalle, e alzando gli occhi al cielo. Quell'atto di stringer forte le

mani, è simile a quello di chi strizza limoni, e però il popolíno usa

questa frase in tal caso; e quell'alzar degli occhi al cielo lo chiama

stralunargli: il quale stralunare è anche più diabolico di quello de'

diavoli danteschi

«Che stralunavan gli occhi per ferire.»

[55] Vedi nell'Appendice.

[56] In quell'anno che andai io allo spedale, ci venne anche Filippo

Pacini, che adesso onora tanto la scuola medica fiorentina.

[57] _Spianare la pasta_ è ridurla in larga falda, passandovi e

ripassandovi sopra col matterello, detto per ciò anche Spianatojo.

[58] _Impazzare_ si dice di ogni vivanda liquida fatta con latte,

o torli d'uovo sbattuti, quando, o per troppo bollire, o per altre

negligenze, venga granellosa o a stracci.

[59] _Chiccajo_ si chiama colui che va attorno vendendo paste dolci

fatte alla peggio, le quali esso porta sopra una gran téglia, o una

larga paniera.

[60] Gli errori de' quali qui si tocca, sono stati veramente detti

e stampati da persone che hanno ufficj nell'insegnamento; e questo

dell'angelo scambiato con Beatrice lo fece veramente il prete Tigri,

dandolo per soggetto a un pittore, e facendo poi egli stesso la

illustrazione di quel dipinto, la quale illustrazione, che si fonda

tutta sopra questo incredibile errore, è stampata. L'autore si è

giovato di tali errori, per applicarli al suo personaggio ideale.

[61] _Far pa_, si dice del Far carezze a' bambini fregando loro

amorosamente la mano sulle gote.

[62] È questo un puro scherzo, il quale non tocca minimamente la

persona di questo o di quell'Accademico; ma solo l'ufficio accademico.

[63] Così chiamano a Firenze lo Spedal de' matti.

[64] Esclamazione con la quale si vuol dar del matto ad altrui.

[65] Sono due teatri popolareschi di Firenze.

[66] Il Governo? O il Governo? i quattrini di dove gli leva?

[67] Ma le imposizioni le si pagano noi: dunque quei quattrini e' si

pagano con le nostre tasche. Lo sa quel che gli ho a dire? che questa

faccenda la non va bene: perchè spender tanti filussi (_denari_) per

farsi cuculiare da' forestieri, l'è cosa da grulli. Loro letterati

ci pensino, e ricorrano a chi si deve, perchè faccia smettere questa

burletta.

[68] I pezzi grossi si segano e si mettono sul fuoco.--È un di que'

giuochi di parole tanto amati dal nostro popolo che gli ha in bocca

ogni momento. Qui si scherza sul doppio significato di _pezzi grossi_

che vale _uomini di molta autorità_, e _grosse legne da ardere._

Novelle e ghiribizzi · 第 9 / 9 段