Se a tener viva la discussione non fosse bastata l'indole del soggetto,
v'avrebbe contribuito l'opportunità del momento. L'intemperie, ben
lungi dall'essere sedata dopo uno sfogo di molte ore, pareva ripigliare
con maggior impeto. E ad ingannare l'insonnia e lo spavento cagionati
dalla terribile armonia della bufera, nulla era più conveniente alle
donne, che lo star vicine vegliando e conversando. — Era poco lontana
la mezzanotte, quando in un istante di silenzio, parve ad Agnesina udir
battere al portone del castello.
“Che è?„ — disse ella, stringendosi nelle spalle con un moto di
sorpresa, e stendendo in avanti la destra per invitare la compagna a
stare in ascolto.
Pochi minuti dopo si fece udire un raddoppiamento di percosse forti e
concitate; alle quali risposero i mastini di guardia.
“Chi può essere?„ — sclamarono all'unisono le due donne dando al sùbito
terrore la forma di una oziosa interrogazione. Ognuna ricordava la
visita fatale di tre notti addietro.
“A quest'ora, e col tempo che fa!...„ — soggiungeva Canziana, facendo
una pausa assai significativa: e stava in attenzione per indovinare
che avvenisse, ma il ripigliar del vento eludeva ogni ascolto....
“Scommetterei, ripigliava essa, che il portinaio preso dal sonno non
avrà udito, e che appena desto sarà più sollecito ad aprire che a
domandar chi è. — Che Dio ne guardi.„
In quella penosa aspettativa surse fra le interlocutrici una gara di
ragionamenti per rinfrancarsi a vicenda. L'una tentava di combattere i
timori dell'altra, provando non già chi potesse essere il misterioso
ospite, ma chi per certo non era. Un famiglio? no: un viandante? si
sarebbe indirizzato all'ospizio dei pellegrini... Neppure un uomo a
cattive intenzioni, poichè non avrebbe posto l'allarme in tutto il
castello colle sue chiamate. Quanto a ciò, le ragioni erano buone, ma
non sufficenti a calmare del tutto le apprensioni! — “le intenzioni
di malvagi, pensava Canziana, sono torbide ed incommensurabili come
l'acqua di una pozzánghera.„
“Zitto, — sclamò sommessamente la donzella accompagnando la parola col
gesto; — non m'inganno; non odi tu lo strepito leggero di una pedata
che monta i gradini della scala interna?„
Canziana faceva cenno di sì; ma forse non udiva altro che il martellare
del suo cuore. — E in quella sospensione d'animo, che si propaga fra i
timidi e può diventare un delirio come il coraggio, si avvicinava alle
coltri della fanciulla, e vi si stringeva; poi cercata una mano di lei,
serrandola nelle sue fortemente, pareva volesse dimandare e promettere
soccorso.
Ma quando l'incognito penetrò nella camera vicina, ogni sospetto
dileguò. Il rumore di quei passi era noto; noto il bussare alla porta,
amica la voce che chiedeva il permesso d'entrare.
La donna del portinajo, mentre questi proverbiava l'arrivato tassandolo
d'importuno con un brontolare sottovoce, aveva l'incarico di salire
alle stanze di madonna, e di riferirle che una persona venuta da Milano
mostrava gran premura di parlare a lei, il più presto possibile, di
cose d'alta importanza.
Canziana, come è ben naturale, rispose non essere quello nè momento, nè
modo di fare ambasciate; chiunque ei fosse, attendesse.
Tale risposta era preveduta, poichè l'intermediaria l'interruppe
soggiungendo: “abbiamo parlato dello stesso tenore anche noi; ma
l'incognito, che a mio giudizio benchè burbero ha la ciera di un
dabben'uomo, prese la parola per dirci: che quando madonna saprà di che
si tratta, stimerà essa pure che per riferire di tali cose non si vada
negli scrupoli sull'ora e sul commodo di chi deve ascoltare. — Chi ha
tempo non aspetti tempo, e chi vuol star meglio pigli i passi innanzi.
— Io m'incamminava per riferire tutto ciò, quand'egli mi fece tornare
indietro per aggiungermi: che egli non avrebbe incommodato madonna,
se altra persona venisse da lei incaricata d'ascoltarlo in sua vece. —
Quando fosse certo che le sue parole erano arrivate all'orecchio della
figlia di messer Maffiolo, egli si sentirebbe la coscienza scarica, e
non avrebbe altro a chiedere.„
“Ma perchè non disse tutto a voi a dirittura? — dimandò Canziana?
“Perchè, rispose la donzella, ei s'aprirà meglio con te. Va sùbito,
ascoltalo; e corri poscia a riferirmi che hai inteso. Il cuore mi dice
che la previdenza non ci abbandonerà.„
Canziana non si fece dire due volte d'andare. — L'invito di un
incognito le era sembrato un comando odioso; il comando d'Agnesina le
parve una affettuosa preghiera: ella volò tosto ad esaudirla. Ma giunta
al luogo del ritrovo, appena ebbe fissato l'incognito, lo riconobbe per
un antico cliente della casa, un protetto di Maffiolo, un di quei pochi
che le avevano giovato nella sua corsa recente a Milano. — S'affrettò
quindi a porre un termine alle importune sofisticherie del portinajo,
salutando cortesemente l'arrivato, e invitandolo ad entrare in un
salotto terreno; dove, per essere sola, spedì il portinajo, divenuto
più mansueto ma non meno curioso, a cercar legna onde accendere un buon
fuoco, ed a provedere checchè si trovasse per una pronta refezione.
Rimasti soli e postisi entrambi a sedere, Canziana gli volse la parola:
“Che abbiam di nuovo, Ginotto?„ — Costui girò lo sguardo intorno,
quasi temesse d'essere spiato; poi con quella voce sommessa, che è il
veicolo dei secreti importanti: — “Dite a madonna, rispose, che prima
dell'albeggiare faccia in modo d'essere fuori da questo castello, e
lontana da Campomorto quanto è possibile.„
“Perchè?„ — chiese l'altra con spavento,
“Dite a madonna che non metta tempo di mezzo.„
“Ma in nome di Dio, che mistero è questo?„
“Ho fiutato l'aria che spira dai covi della Rocchetta. La cella di
messer Maffiolo è vuota; e il signor Barnabò vuol rifarsi dell'ospite
fuggiasco. Egli annasa da lontano, il sapete.„
“Ma qui non siamo vassalli del signor di Milano.„
Il popolano sorrise con amarezza, e — “dove sono i confini, ripigliò,
dove i soldati e i giudici del Conte di Virtù? È forse la prima volta
che il Visconti di Milano comanda in casa del Visconti di Pavia? Colui
mena colpi a dritta e a manca, poi dice: il Papa ve li levi da dosso
se può. Fa debito coi vicini, li confessa, e li salda a suo modo. Per
carità, non mi fate dir altro. Qui non siamo a Milano, ma gli artigli
di Barnabò arrivano fin qui, ed oltre, se ei li spiega e li arrota.„
“Voi mi mettete i brividi. E che dobbiam fare dunque?„
“Ve lo dissi. Svignare a tutte gambe, senza dir motto, e tosto.„
“E dove?„
“Dove meglio v'aggrada; purchè nemmen l'aria lo sappia.„
“Ma alla fin fine, che male si oserebbe fare a madonna? Quali sono le
sue colpe, i suoi torti?„
“Che Dio vi perdoni la vostra caparbietà. — Ahi, tristo assunto il
drizzar le gambe ai cani! Dovrei dirvi: restate e vedrete; ma non ho
cuore d'esporvi a subire una lezione troppo severa. Voi dovreste sapere
come vanno queste bisogna. — Il signor Barnabò, voi dite, è troppo alto
birbone per spendere le sue forze in queste inezie; lo credo anch'io.
Ma quando è in vena di far caccia, lascia scapricciare i segugi anche
sur un carcame di leprattino, onde apprendano il mestiere. — Egli
avrà detto a' suoi sgherri: Campomorto è roba di rubello, fatene quel
che v'aggrada, ve lo do a còttimo. — Lasciate la roba a costoro; ma
voi fuggite, perchè, se trovassero qui madonna, andrebbero superbi
di presentarla al loro padrone, come il pellegrino, che vien da terra
santa, una reliquia.„
“Santo Iddio! ripigliò Canziana, quel che mi dite è pur troppo assai
probabile. Se vi ho messo avanti qualche difficoltà, non è che dubiti
delle vostre parole; è che, per togliere madonna dal letto ove giace
indisposta, e metterla sur una via nel fitto della notte e con un tempo
sì indiavolato, ci vuole una ragione forte. Questo che voi mi dite
lo è fatalmente; lo è, e dà il tratto alla bilancia. Andrò dunque da
lei, e le racconterò il tutto. Poveretta!... intanto voi asciugatevi,
e pigliate qualche ristoro. — Dio vi ha bene ispirato, ch'egli vi
rimuneri della vostra buona azione.„ — Ed avviandosi a fare la dolorosa
ambasciata, ripeteva fra sè “oh Signore Iddio che mare di disgrazie!
quanti accoramenti! O vergine santa, ajutateci voi...„ e framezzava le
invocazioni coi sospiri.