A notte fitta, mentre tutto era quiete, si udì improvisamente un
battere concitato al portone del castello, come se alcuno chiedesse in
fretta e in furia l'entrata. I cani vaganti facevano eco alla dimanda
con urla e latrati.
Il portinajo, sceso a vedere che fosse, spedì un raggio di luce della
sua lanterna attraverso ad un uscialetto praticato nell'imposta, e vide
che un pellegrino, ravvolto in una vestaccia nera, con un mantelletto
cosparso di conchiglie, ed un cappello a tesa larga ed arricciata,
picchiava alla più bella col bordone stretto fra le due mani,
imprecando e bestemmiando contro i malcreati, che non accorrevano ad
aprire.
Il portinajo era uomo abbastanza sollecito; ma l'aspetto dell'arrivato
questa volta lo rendeva non a caso meno lesto del solito. Passava egli
in esame quell'incognito dal cucuzzolo alle calcagna; vedevagli un viso
arcigno e torbido, due occhi che sotto ciglia aggrottate brillavano
di una luce infida; rilevava una barba inculta che pareva posticcia;
poi un fare misterioso, che gli dava l'aria d'un poco di buono. Tutto
ciò, e quel furioso arietare contro la porta, i mille cancri e i cento
mila diavoli spediti al suo indirizzo, gli ponevano in cuore qualche
incertezza su ciò che dovesse fare. — Ma vinse il dover suo, e diè
risposta al chiedente:
“Ohe, ohe, non gettate abbasso la porta — Chi è, chi batte a quest'ora?„
“Che ti pappi il diàscolo, portinajo dell'inferno, urlò il pellegrino;
è un secolo che grido ai sordi — Apri.„
“A quest'ora si apre soltanto a chi dice il suo nome e le sue
intenzioni — Come vi chiamate, e che volete?„
L'incognito invece di rispondere, interrogò:
“Dimmi, o cerbero sdentato, il signor di Pavia non è forse qui?„
“È qui.„
“Malato, a quanto si dice.„
“Presto guarito, la Dio mercè.„
“Ho bisogno di parlare a lui. — Fa l'ambasciata, e presto e súbito, che
non ho tempo da perdere.„
“L'ambasciata? soggiunse il portinajo con nuova esitanza, e in nome di
chi?...„
“In nome mio. — Va alla malora, seccafistole.„
“Ditemi chi vi manda, o vi lascio la buona notte, e torno a pollajo.„
Il pellegrino pronunciò fra' denti non so che bestemmia, ma dovette
arrendersi. — Avvicinatosi, quanto era possibile, allo sportello, disse
a voce bassa:
“Fa che il Conte di Virtù sappia sùbito, che un tale venuto da Milano,
e ch'egli ben conosce, desidera parlargli. — Se vuol sapere chi è,
digli, che si chiama...„ e pronunciò il suo nome. “Ma tieni fra i
denti questa parola, finchè lo puoi. — Va difilato, e intanto lasciami
entrare, e prestami da sedere, che ho le gambe aggranchiate dalia
stanchezza.„
Il portinajo aperse la porta, e mostrò una panca al pellegrino: poi
andò per l'ambasciata, affidando la custodia del forestiero a due
grossi alani, che gli si aggiravano intorno ringhiando.
Intanto che il portinajo va pe' fatti suoi (cosa non troppo spiccia
perchè tutti dormivano a quell'ora) noi diremo chi fosse quel
personaggio. — Poichè il lettore dovrà incontrarlo molte volte nel
séguito del racconto, tanto fa ch'ei lo conosca a dirittura.
V'ha degli uomini che nascono così tristi da lasciar credere che
niuna legge, nessuna educazione, nemmanco l'interesse, varrebbero a
rinsavirli ed a migliorarli. Essi sono nell'ordine morale quello che
nella natura fisica sogliono essere certe costituzioni orribilmente
deformi, che la scienza oppignora ancor vivi, per esporli a suo tempo
in un museo di patologia.
Il nostr'uomo, quanto all'animo suo, era di questo numero. — L'egoismo,
la doppiezza, la perversità fuse insieme, facevano di lui il tipo
dell'uom malvagio; l'astuzia vi aggiungeva l'arte di usare a proposito
e con certa parsimonia i suoi mezzi, onde in caso di mala fortuna poter
sempre, com'egli diceva, cascare in piedi.
La sua nascita era un mistero. Nelle vicinanze di Medicina, terra del
Bolognese, una povera donna, nello spazzare la neve che ostruiva la
porta del suo casolare, vide un bambino appena nato, ravvolto in luridi
cenci e deposto in un tegolo, che gli serviva di cuna. — Lo raccolse,
lo riscaldò, lo nutrì; e poichè essa aveva una nidiata di figliuoli, ve
lo aggiunse, imponendogli il nome di Benvenuto e dicendo: — “che tu lo
sii davvero: è un atto di carità, che facciamo: il Signore ce ne terrà
conto„.
In quella famigliuola egli era infatti riguardato come un figlio; nè
più, nè meno. — Ottenne le più solerti cure durante la fanciullezza;
ed una congrua misura di pane e di lavoro nell'adolescenza. — Solo non
in egual proporzione gli spettavano le bravate della massaja, e gli
scappellotti del castaldo. Perocchè il lupacchino mostrava già i primi
istinti della sua natura malvagia, e morsecchiava senza pietà quella
mano, che lo aveva beneficato.
Un bel dì (aveva egli dieci anni, ed era incaricato della sorveglianza
del porcile) spingendo davanti a sè i due più tondi e più luccianti
tra' suoi allievi, diè le spalle alla capanna coll'animo risoluto di
non ritornarvi più. Viaggiò tutto il giorno finchè credette d'essersi
tanto allontanato da rendere vana ogni ricerca. — Sulla sera si nascose
in una foresta; e vi trovò un placido sonno, come se quel giorno
fosse del tutto simile agli altri. Il dì vegnente licenziò i suoi
due allievi, cedendoli a taluno, che passava: e questa volta non fu
indifferente, come nel dividersi da' suoi benefattori; ma tripudiò,
poichè intascava non so quante monete.
Da questo momento, egli credette esser libero e ricco: con quello
scarso peculio pensò poterla durare tutta la vita. — Miserabile! quel
denaro che non valeva ad assicurargli l'indimani, bastava a sviluppare
nell'animo suo il germe del male, che ancora vi stava latente. Di
là i primi colpevoli desiderj, le voglie imperiose, le indeclinabili
necessità.
Esaurite quelle poche monete, e ciò avvenne assai presto, era mestieri
procurarsene delle nuove: con ogni mezzo però all'infuori che col
lavoro. — Egli sapeva mettere la mano sulla roba d'altri: ma alla
arrischiata violenza della rapina preferiva l'arte più sicura di
uccellare la buona fede altrui. Possedeva il tetro talento dell'intrigo
e il freddo calcolo, che lo circonda d'infallibili mezzi. Tentò le
prime prove; vi riuscì, e fe' baldoria: ritentò, fu scoperto e tradutto
davanti alla giustizia.