SCENA IX.

MARTEBELLONIO solo.

MARTEBELLONIO. Credo che non sia minor virtute e grandezza ferir un

corpo con la spada che un'anima con i sguardi: ben posso tenermi io

fra tutti gli uomini glorioso, ché posso non men con l'una che con

l'altra; ché non può starmi uomo, per gagliardo che sia, con la spada

in mano innanzi, né men donna, per onesta e rigida, a' colpi de'

sguardi miei; e se con la spada fo ferite che giungono insin al cuore,

con gli occhi fo piaghe profondissime che giungono insin all'anima.

Ecco Calidora che appena mi guardò una volta, che non sostenne il

folgore del lampeggiante mio viso; onde ne restò sconquassata per

sempre. Ma io con un generoso ardire non men uso misericordia a quei

che prostrati in terra mi chiedeno la vita in dono, che a quelle

meschinelle e povere donne che si muoiono per amor mio. Or io mi son

mosso a darle soccorso ché non la vegga miseramente morire; ed è gran

pezza che mi deve star aspettando. Ma io non veggio per qui Leccardo,

come restammo d'appontamento.

Gli duoi fratelli rivali · 第 46 / 77 题