EUFRANONE solo.
EUFRANONE. Giá ho dato la nuova a' parenti, agli amici e a tutta la
cittá; e ciascuno ne ha infinito piacere e allegrezza, veggendo che la
nostra casa anticamente cosí nobile e ricca per una disgrazia sia
venuta in tanta miseria e povertade, e ora per una cosí insperata
occasione risorga a quel primiero splendore e grandezza; e che la
bellezza e onorati costumi di Carizia, che meritava questa e maggior
cosa, abbino sortito cosí felice ventura per esserne le sue parti tali
da farsi amar insin dalle pietre. Oh quanta sará la mia allegrezza
dimani, quando vedrò la mia figliola sposar da cosí degno cavaliero
con tanta grandezza e concorso di nobili, e gionta a quell'eccelso
grado che merita la sua bontade! Dubito che non passará mai questa
notte ché veggia quell'alba, per lo gran desiderio che ho di vederla.
Ma perché trattengo me stesso in tante facende? andrò su, cenerò
subito e andrò in letto, accioché dimani mi levi per tempo. Sommo Dio,
appresso cui son riposte tutte le nostre speranze, fa' riuscir queste
nozze felici per tua solita bontade, ché so ben che noi tanto non
meritiamo!