SCENA IV.

LUCIO _e_ NORA.

_Lucio_

Voi avete qualche cosa da dirmi, Nora?

_Nora_

Sì.

_Lucio_

Bene. È un pezzo che preferite i lunghi silenzi, mentre una volta,

ricordate?, voi riempivate i silenzi miei con la vostra parlantina di

bambinona gaia. Dite. Dite.

_Nora_

Non sarò gaia neanche ora.

_Lucio_

Poco fa, ridevate....

_Nora_

Giovanni mi faceva ridere, ma... io non ne avevo punto voglia....

_Lucio_

Mi spaventate.

_Nora_

Spaventarsi è male. Io vi chiedo, invece, una saggia serenità.

_Lucio_

Contateci.

_Nora_

Lucio, io sono venuta qui, con voi, perchè... perchè, forse, senza di

me, voi non vi sareste deciso a questo cambiamento d'aria e d'ambiente

che era indispensabile per la vostra salute. Son venuta in casa di

vostro zio, che è un uomo di mondo e che sa comprendere e compatire. Ma

non posso non riconoscere....

_Lucio_

Nora!

_Nora_

Mi avete promesso d'essere sereno. Non posso non riconoscere la

bizzarria del fatto.

_Lucio_

Vi lascerete vincere, voi, da un gretto convenzionalismo?

_Nora_

Da nessun convenzionalismo mi lascio vincere. Io non mi disdico, io non

muto le mie convinzioni. Ieri, mi domandaste se io credessi strano il

vostro affetto fraterno e io vi risposi di no. Questo pensavo, e questo

penso. Ma venire a vivere in casa di vostro zio, con voi, sia pure per

quindici, per dieci giorni, conveniamone, Lucio, è una cosa molto

diversa!

_Lucio_

E volete andarvene?

_Nora_

Debbo andarmene.

_Lucio_

E vi pare possibile che io guarisca lontano da voi?

_Nora_

Verrò a trovarvi.

_Lucio_

Non basterà.

_Nora_

Verrò a trovarvi spesso.

_Lucio_

Non basterà, non può bastare.

_Nora_

Eppure, secondo i vostri ideali, dovrebbe bastare.

_Lucio_

_(come un bambino, accalorandosi)_ Ho bisogno di voi, oramai.

_Nora_

Ma non della mia presenza.

_Lucio_

Ho bisogno di sapervi vicino a me.

_Nora_

Il mio spirito starà con voi anche quando non ci starà la mia persona.

_Lucio_

Ma alla vostra persona voi mi avete abituato.

_Nora_

Vi ho abituato all'affezione migliore di cui è capace il mio cuore.

_Lucio_

E non contate per nulla le vostre cure?... la vostra voce?... la vostra

mano buona e sicura?... i vostri occhi buoni e indulgenti?... Non

contate per nulla _(animandosi sempre più)_ ciò che è in voi, solamente

in voi, e che io non trovo in nessun'altra donna? Tutto questo... tutto

questo... _(quasi circondando con le mani il volto di lei)_... non lo

contate per nulla, voi; e credete che possa essere dimenticato o

sostituito o non desiderato quando voi non siete lì, tutta quanta vicino

a me?

_Nora_

E non avete il sospetto, Lucio, che quello che mi dite stanotte, qui,

non somigli a quello che mi dicevate ieri in casa vostra?

_Lucio_

_(colpito)_ Come!?

_Nora_

Non v'accorgete che questo attaccamento comincia a non aver niente di

comune con l'amicizia purissima, che è più benefica e più duratura di

ogni altro legame?

_Lucio_

Nora, che dite?!

_Nora_

Che dico? Siete voi che mi avete insegnato a penetrare l'importanza

intima di tutti i nostri desiderii, di tutte le nostre tendenze, di

tutte le più lievi variazioni dell'anima; siete voi che mi avete

iniziata a certi sottili discernimenti; e ora penso col vostro cervello,

parlo il vostro linguaggio, _dico_ le vostre parole. Tutti avrebbero il

diritto di non comprendermi. Voi, no!

_Lucio_

.... È la prima volta che mi trattate con tanta severità.

_Nora_

Ed è per me una fatica atroce. Ma ho finito. Lucio, noi ci siamo intesi.

_Lucio_

_(dopo un tormentoso dibattito con sè medesimo, appare risoluto.)_

No.... Ascoltate. Sono io che vi domando la grazia di non ragionare

troppo. E, d'altronde, ogni vostro ragionamento sarebbe vano perchè,

sappiatelo: senza di voi, qui, io non resterò nemmeno un giorno!

_Nora_

_(con un misto d'asprezza è di tenerezza)_ Ciò significa che sinora

avete ingannato voi stesso, e, ingannando voi stesso, avete ingannata

anche me.

_Lucio_

Nora!

_Nora_

Lo so, vi sembra crudele la mia sincerità; ma nel mio pensiero non c'è

nessuna intenzione che non sia degna di me e di voi. L'abitudine

giustifica la vostra inconsapevolezza; ma giacchè voi, sempre, e in

buona fede, mi avete parlato di affetto puro, di amicizia, di

fraternità, e giacchè il fantasma dell'Amore vi fa paura e voi lo

scacciate, convinto ch'esso rappresenti il Pericolo e l'Infelicità, io

ho il dovere di dirvi: -- Badate, Lucio, badate! Voi non mi siete

fratello, voi non mi siete amico, no! no! Voi _mi amate_ o state per

amarmi: questa, Lucio, questa è la verità!

_Lucio_

_(resta come schiacciato. Dilata le pupille, si caccia le mani nei

capelli e ripete sommessamente:)_ La verità?!... _(Si accosta a Nora, le

piglia le mani, ne ha una sensazione evidente, un fremito che gli

attraversa il corpo. Poi lascia cadere le proprie braccia penzoloni. Le

si accosta di nuovo, e, trepidando, le fiata:)_ E... voi?

_Nora_

_(come se avesse ricevuto un urto)_ Io?

_(Si guardano fissamente negli occhi.)_

_Lucio_

... Mi amate?

_Nora_

_(esita, e poi dice con fermezza:)_ Sì.

_Lucio_

Volevate dirmi di no?

_Nora_

Volevo dirvi di no.

_Lucio_

Avete anche voi paura dell'amore?...

_Nora_

Ho paura della mia coscienza.

_Lucio_

E che vi rimprovera essa?

_Nora_

_(risoluta)_ Per ora, niente.

_Lucio_

E che potrebbe rimproverarvi più tardi?

_Nora_

Non conosco l'avvenire.

_Lucio_

Ma voi soffrite, povera Nora!

_Nora_

Molto.

_Lucio_

E non dovete soffrire.

_Nora_

Io non sono perfetta come voi credete.

_Lucio_

Perchè non siete perfetta? Avete mentito qualche volta?

_Nora_

Non ho mentito. Ho taciuto.

_Lucio_

Spiegatevi.

_Nora_

Ho taciuto perchè voi non mi avete mai interrogata....

_Lucio_

Su che?

_Nora_

Non m'avete mai domandato che cosa sono io.

_Lucio_

La vostra esistenza, per me, comincia da quando vi ho incontrata, da

quando mi avete beneficato. Il resto non m'importava.

_Nora_

Non v'importava sino a che non sospettavate d'amarmi. Ma, adesso?

_Lucio_

Adesso, nulla è mutato. Non vi ho ripetuto che tutto quanto è inerente

alla debolezza umana non costituisce, per me, l'essenza della vita?

Sarete stata debole, avrete potuto cedere a una tentazione, a

un'aberrazione, avrete potuto errare: ma, _dentro_, voi avete sofferto,

Nora...

_Nora_

_(è in preda a uno spasimo ineffabile.)_

_Lucio_

... come soffrite in questo momento. Avete sofferto e, aspettando me, vi

siete serbata spiritualmente intatta. Lo stesso martirio che ora i

vostri ricordi v'infliggono mi dice _che cosa siete voi_. La confessione

delle vostre debolezze e l'orrore che esse destano in voi ci aiuteranno

a salvarci. E siamo ancora in tempo perchè la mia bocca non ha sinora

neppure sfiorata la vostra. Noi ci salveremo. Datemi, datemi questa

grande onestà dell'anima, e io non vi chiederò niente altro, mai!

_(Un silenzio.)_

_Nora_

No, Lucio, è necessario che mi respingiate addirittura.

_Lucio_

Sentite, forse, di potere amare un altro?

_Nora_

«_Amare?_» _(Sicura ed energica)_ Amare, no!

_Lucio_

E dovrei respingervi?

_Nora_

Quello che pretendete dal vostro cuore è inverosimile. _(Come

chiedendogli una grazia)_ Respingetemi, Lucio, respingetemi!

_Lucio_

Non è inverosimile quello che pretendo dal mio cuore. Ammettiamo che io

non vi sia amico, che io non vi sia fratello. Sì, ammettiamolo. Ma io so

di essere tuttora così distaccato, così lontano dalla miseria materiale

di cui voi, forse, siete stata vittima e mi sento tuttora così forte

della mia fede, che sono convinto di poter combattere contro quella

miseria, di poter combattere sino all'ultimo e di potervi amare, sempre,

come voglio io! Nora, non vi lasciate vincere da non so quale sfiducia.

Nora! Nora!... ve ne prego.

_Nora_

_(disfatta, si abbandona su di una seggiola.)_

_Lucio_

Scacciate i pensieri che vi torturano, mia buona creatura.... Il vostro

Lucio è qui dinanzi a voi, devotamente, come dinanzi a Dio.... Vedrete,

vedrete che non verrà mai il giorno in cui voi dovreste _ricordare_ e

_arrossire_ e in cui io dovrei transigere. Intanto, io mi rassegnerò

alla vostra lontananza. Mi rassegnerò. Voi, quando vorrete, anche

domani, tornerete in città.... Mi sentite, eh? Mi sentite?... E così

comincerò a dimostrarvi che la vostra presenza _non mi è_ indispensabile

e che nulla ancora mi avvince a voi che possa farvi temere un

avvilimento ed una profanazione. _(Pausa)_ Siete... siete pìù calma?

_Nora_

_(accompagnando con lento cenno del capo la parola appena pronunziata)_

Sì.

_Lucio_

Non mi rimproverate più?

_Nora_

_(fa cenno di no.)_

_Lucio_

Grazie. _(Si leva. Respira stentatamente. Va alla finestra, e la

spalanca.)_

_(Il lume di luna biancheggia più vividamente.)_

_Lucio_

_(respirando meglio)_ Ah! Questa luce, quest'aria fresca e fragrante mi

fanno tanto bene!

_Nora_

_(si alza e lo saluta con gentilezza dolcissima.)_ Buona notte, Lucio.

_(Lucio va verso di lei. Nora gli stende la mano. Lucio gliela stringe e

la trattiene.)_

_Lucio_

Siete più calma?

_Nora_

Sì.

_Lucio_

Il trionfo: Dramma in quattro atti · 第 47 / 63 题