LUCIO _e_ NORA.
_Lucio_
Voi avete qualche cosa da dirmi, Nora?
_Nora_
Sì.
_Lucio_
Bene. È un pezzo che preferite i lunghi silenzi, mentre una volta,
ricordate?, voi riempivate i silenzi miei con la vostra parlantina di
bambinona gaia. Dite. Dite.
_Nora_
Non sarò gaia neanche ora.
_Lucio_
Poco fa, ridevate....
_Nora_
Giovanni mi faceva ridere, ma... io non ne avevo punto voglia....
_Lucio_
Mi spaventate.
_Nora_
Spaventarsi è male. Io vi chiedo, invece, una saggia serenità.
_Lucio_
Contateci.
_Nora_
Lucio, io sono venuta qui, con voi, perchè... perchè, forse, senza di
me, voi non vi sareste deciso a questo cambiamento d'aria e d'ambiente
che era indispensabile per la vostra salute. Son venuta in casa di
vostro zio, che è un uomo di mondo e che sa comprendere e compatire. Ma
non posso non riconoscere....
_Lucio_
Nora!
_Nora_
Mi avete promesso d'essere sereno. Non posso non riconoscere la
bizzarria del fatto.
_Lucio_
Vi lascerete vincere, voi, da un gretto convenzionalismo?
_Nora_
Da nessun convenzionalismo mi lascio vincere. Io non mi disdico, io non
muto le mie convinzioni. Ieri, mi domandaste se io credessi strano il
vostro affetto fraterno e io vi risposi di no. Questo pensavo, e questo
penso. Ma venire a vivere in casa di vostro zio, con voi, sia pure per
quindici, per dieci giorni, conveniamone, Lucio, è una cosa molto
diversa!
_Lucio_
E volete andarvene?
_Nora_
Debbo andarmene.
_Lucio_
E vi pare possibile che io guarisca lontano da voi?
_Nora_
Verrò a trovarvi.
_Lucio_
Non basterà.
_Nora_
Verrò a trovarvi spesso.
_Lucio_
Non basterà, non può bastare.
_Nora_
Eppure, secondo i vostri ideali, dovrebbe bastare.
_Lucio_
_(come un bambino, accalorandosi)_ Ho bisogno di voi, oramai.
_Nora_
Ma non della mia presenza.
_Lucio_
Ho bisogno di sapervi vicino a me.
_Nora_
Il mio spirito starà con voi anche quando non ci starà la mia persona.
_Lucio_
Ma alla vostra persona voi mi avete abituato.
_Nora_
Vi ho abituato all'affezione migliore di cui è capace il mio cuore.
_Lucio_
E non contate per nulla le vostre cure?... la vostra voce?... la vostra
mano buona e sicura?... i vostri occhi buoni e indulgenti?... Non
contate per nulla _(animandosi sempre più)_ ciò che è in voi, solamente
in voi, e che io non trovo in nessun'altra donna? Tutto questo... tutto
questo... _(quasi circondando con le mani il volto di lei)_... non lo
contate per nulla, voi; e credete che possa essere dimenticato o
sostituito o non desiderato quando voi non siete lì, tutta quanta vicino
a me?
_Nora_
E non avete il sospetto, Lucio, che quello che mi dite stanotte, qui,
non somigli a quello che mi dicevate ieri in casa vostra?
_Lucio_
_(colpito)_ Come!?
_Nora_
Non v'accorgete che questo attaccamento comincia a non aver niente di
comune con l'amicizia purissima, che è più benefica e più duratura di
ogni altro legame?
_Lucio_
Nora, che dite?!
_Nora_
Che dico? Siete voi che mi avete insegnato a penetrare l'importanza
intima di tutti i nostri desiderii, di tutte le nostre tendenze, di
tutte le più lievi variazioni dell'anima; siete voi che mi avete
iniziata a certi sottili discernimenti; e ora penso col vostro cervello,
parlo il vostro linguaggio, _dico_ le vostre parole. Tutti avrebbero il
diritto di non comprendermi. Voi, no!
_Lucio_
.... È la prima volta che mi trattate con tanta severità.
_Nora_
Ed è per me una fatica atroce. Ma ho finito. Lucio, noi ci siamo intesi.
_Lucio_
_(dopo un tormentoso dibattito con sè medesimo, appare risoluto.)_
No.... Ascoltate. Sono io che vi domando la grazia di non ragionare
troppo. E, d'altronde, ogni vostro ragionamento sarebbe vano perchè,
sappiatelo: senza di voi, qui, io non resterò nemmeno un giorno!
_Nora_
_(con un misto d'asprezza è di tenerezza)_ Ciò significa che sinora
avete ingannato voi stesso, e, ingannando voi stesso, avete ingannata
anche me.
_Lucio_
Nora!
_Nora_
Lo so, vi sembra crudele la mia sincerità; ma nel mio pensiero non c'è
nessuna intenzione che non sia degna di me e di voi. L'abitudine
giustifica la vostra inconsapevolezza; ma giacchè voi, sempre, e in
buona fede, mi avete parlato di affetto puro, di amicizia, di
fraternità, e giacchè il fantasma dell'Amore vi fa paura e voi lo
scacciate, convinto ch'esso rappresenti il Pericolo e l'Infelicità, io
ho il dovere di dirvi: -- Badate, Lucio, badate! Voi non mi siete
fratello, voi non mi siete amico, no! no! Voi _mi amate_ o state per
amarmi: questa, Lucio, questa è la verità!
_Lucio_
_(resta come schiacciato. Dilata le pupille, si caccia le mani nei
capelli e ripete sommessamente:)_ La verità?!... _(Si accosta a Nora, le
piglia le mani, ne ha una sensazione evidente, un fremito che gli
attraversa il corpo. Poi lascia cadere le proprie braccia penzoloni. Le
si accosta di nuovo, e, trepidando, le fiata:)_ E... voi?
_Nora_
_(come se avesse ricevuto un urto)_ Io?
_(Si guardano fissamente negli occhi.)_
_Lucio_
... Mi amate?
_Nora_
_(esita, e poi dice con fermezza:)_ Sì.
_Lucio_
Volevate dirmi di no?
_Nora_
Volevo dirvi di no.
_Lucio_
Avete anche voi paura dell'amore?...
_Nora_
Ho paura della mia coscienza.
_Lucio_
E che vi rimprovera essa?
_Nora_
_(risoluta)_ Per ora, niente.
_Lucio_
E che potrebbe rimproverarvi più tardi?
_Nora_
Non conosco l'avvenire.
_Lucio_
Ma voi soffrite, povera Nora!
_Nora_
Molto.
_Lucio_
E non dovete soffrire.
_Nora_
Io non sono perfetta come voi credete.
_Lucio_
Perchè non siete perfetta? Avete mentito qualche volta?
_Nora_
Non ho mentito. Ho taciuto.
_Lucio_
Spiegatevi.
_Nora_
Ho taciuto perchè voi non mi avete mai interrogata....
_Lucio_
Su che?
_Nora_
Non m'avete mai domandato che cosa sono io.
_Lucio_
La vostra esistenza, per me, comincia da quando vi ho incontrata, da
quando mi avete beneficato. Il resto non m'importava.
_Nora_
Non v'importava sino a che non sospettavate d'amarmi. Ma, adesso?
_Lucio_
Adesso, nulla è mutato. Non vi ho ripetuto che tutto quanto è inerente
alla debolezza umana non costituisce, per me, l'essenza della vita?
Sarete stata debole, avrete potuto cedere a una tentazione, a
un'aberrazione, avrete potuto errare: ma, _dentro_, voi avete sofferto,
Nora...
_Nora_
_(è in preda a uno spasimo ineffabile.)_
_Lucio_
... come soffrite in questo momento. Avete sofferto e, aspettando me, vi
siete serbata spiritualmente intatta. Lo stesso martirio che ora i
vostri ricordi v'infliggono mi dice _che cosa siete voi_. La confessione
delle vostre debolezze e l'orrore che esse destano in voi ci aiuteranno
a salvarci. E siamo ancora in tempo perchè la mia bocca non ha sinora
neppure sfiorata la vostra. Noi ci salveremo. Datemi, datemi questa
grande onestà dell'anima, e io non vi chiederò niente altro, mai!
_(Un silenzio.)_
_Nora_
No, Lucio, è necessario che mi respingiate addirittura.
_Lucio_
Sentite, forse, di potere amare un altro?
_Nora_
«_Amare?_» _(Sicura ed energica)_ Amare, no!
_Lucio_
E dovrei respingervi?
_Nora_
Quello che pretendete dal vostro cuore è inverosimile. _(Come
chiedendogli una grazia)_ Respingetemi, Lucio, respingetemi!
_Lucio_
Non è inverosimile quello che pretendo dal mio cuore. Ammettiamo che io
non vi sia amico, che io non vi sia fratello. Sì, ammettiamolo. Ma io so
di essere tuttora così distaccato, così lontano dalla miseria materiale
di cui voi, forse, siete stata vittima e mi sento tuttora così forte
della mia fede, che sono convinto di poter combattere contro quella
miseria, di poter combattere sino all'ultimo e di potervi amare, sempre,
come voglio io! Nora, non vi lasciate vincere da non so quale sfiducia.
Nora! Nora!... ve ne prego.
_Nora_
_(disfatta, si abbandona su di una seggiola.)_
_Lucio_
Scacciate i pensieri che vi torturano, mia buona creatura.... Il vostro
Lucio è qui dinanzi a voi, devotamente, come dinanzi a Dio.... Vedrete,
vedrete che non verrà mai il giorno in cui voi dovreste _ricordare_ e
_arrossire_ e in cui io dovrei transigere. Intanto, io mi rassegnerò
alla vostra lontananza. Mi rassegnerò. Voi, quando vorrete, anche
domani, tornerete in città.... Mi sentite, eh? Mi sentite?... E così
comincerò a dimostrarvi che la vostra presenza _non mi è_ indispensabile
e che nulla ancora mi avvince a voi che possa farvi temere un
avvilimento ed una profanazione. _(Pausa)_ Siete... siete pìù calma?
_Nora_
_(accompagnando con lento cenno del capo la parola appena pronunziata)_
Sì.
_Lucio_
Non mi rimproverate più?
_Nora_
_(fa cenno di no.)_
_Lucio_
Grazie. _(Si leva. Respira stentatamente. Va alla finestra, e la
spalanca.)_
_(Il lume di luna biancheggia più vividamente.)_
_Lucio_
_(respirando meglio)_ Ah! Questa luce, quest'aria fresca e fragrante mi
fanno tanto bene!
_Nora_
_(si alza e lo saluta con gentilezza dolcissima.)_ Buona notte, Lucio.
_(Lucio va verso di lei. Nora gli stende la mano. Lucio gliela stringe e
la trattiene.)_
_Lucio_
Siete più calma?
_Nora_
Sì.
_Lucio_