XXIV.

_Silvio ad Eugenio._

«Tu mi rampogni perchè non so decidermi a lasciare Gossau e a ritornare

costì, e per farmi arrendere mi dici che Carlotta non è più a Milano.

E con ciò tu hai torto doppiamente; anzi tutto volendo che io cambii

la serenità di questi luoghi, colla mefitica atmosfera delle vostre

sale; e in secondo luogo credendo che io non saprei trovarmi innanzi

a Carlotta senza imbecillire a un tratto e cadere nelle mie vecchie

follie. Finchè io stesso lo temeva, te l'ho confessato; ma ora ti giuro

che mi sentirei assai più forte; non voglio dire indifferente, perchè

tu non la creda una millanteria inutile.

Del resto io sarei teco dalla metà d'ottobre, se la mia vicina non

avesse tenuto così vivamente eccitata la mia curiosità. Lo crederesti

che io non so ancora come si chiami, che cosa faccia, se sia bella e

se abbia proprio 22 anni come la fantasia si ostina ad affermare? Lo

scoprire tutte queste cose è diventato per me una occupazione seria;

mezze le mie giornate le passo alle finestre che guardano nel suo

giardino; le altre mezze a pensare alla mia incognita. Se mi partissi

di qui senza avere la chiave di questo piccolo mistero, credo che non

me ne conforterei più nella vita.

Ti parrà strano che io debba incontrare tante difficoltà in una cosa

di così lieve importanza; ma pensa che la mia incognita non esce mai

di casa, così suppongo, che i vetri delle sue finestre sono coperti da

cortine a maglia, sempre troppo fitte per la distanza che le separa

dalle mie; rammenta il pergolato benedettissimo che mi sta di sotto,

e poi il viale di pini selvatici, e vedrai che tutte le mie risorse si

confinano in quell'intervallo fra il settimo e l'ottavo pino.

Tuttavia sono già andato innanzi nelle mie ricerche; anzitutto ho

pensato di fare il giro del muro di cinta del giardino per riuscire

in faccia all'abitazione. Speravo di incontrare una porta aperta; ma

fui deluso anche in ciò; l'uscio d'ingresso, che sta in cima ad una

gradinata di pochi scalini, era chiuso; le finestre coperte come quelle

che guardano sul giardino; così una volta, così sempre. Ieri soltanto

mi avvenne di vedere allo svolto della via un uomo che saliva quella

gradinata; affrettai il passo, ma, sia che quell'uomo mi avesse visto,

o che avesse davvero molta premura, aprì frettoloso l'uscio e sparì

richiudendolo dietro di sè, senza che avessi tempo di vederlo nel viso.

Stamattina mi sono levato più presto del solito e sono subito corso

alle finestre. Ho visto ancora quell'uomo, mi volgeva ancora le spalle,

ma tanto lo riconobbi egualmente. Egli non mi vide. Ma essa, essa!...

perchè si nasconde? Io m'affanno a rappresentarmene col pensiero

l'immagine; e la vedo ancora quale la vidi la prima volta. Se osassi

dirlo, ti confesserei che mi sento disposto ad amarla; vedi se io sono

ancora malato del mio vecchio male, come tu temi! Amarla! e perchè

no? s'ella ha 22 anni, ed è bella, perchè non l'amerei io? Se la sorte

ha confinato due persone di sesso diverso nei dirupi della Svizzera,

e le ha collocate l'una rimpetto all'altra, non si può ribellarsi

alla sorte. La natura ha fatto il resto in anticipazione, accendendo

nel cuore di quelle creature ravvicinate fortuitamente le fiamme del

desiderio e dell'amore.

Anzi, poi che mi pare che questo sillogismo mi riconforti, prometto

d'amare questa incognita a qualunque costo, di amarla tranquillamente,

allegramente, di accostarmi all'amore come un gastronomo si accosta

alla mensa, o un freddoloso al focolare. Il cuore della donna è per

lo appunto, come tu vuoi meglio, una tavola da pasti o un focolare: ci

si sta un po' stipati, ma in molti. Sarà una passioncella meditata, ma

sarà puro una passione; e forse sarò più fortunato che non lo sia stato

con colei, e mi compenserò del passato.

E se non fosse giovine e bella? Non posso crederlo. La statura forse

più alla di quella di Carlotta, il corpicino sottile, forse più

sottile di quello di Carlotta, il passo lento ma franco, sono indizio

di gioventù e di grazia. Sarebbe strano che la bellezza non vi si

accompagnasse; infine gioventù e grazia unite sono già per sè stesse

una bellezza; però se anche il naso di questa donna disarmonizzasse,

o i suoi occhi sporgessero un po' troppo sulla fronte, prometto di

starmene pago al resto, e di amarla ugualmente............»

Un segreto, vol. 1 · 第 31 / 42 题