IX.

Forse la felicità non è che la simmetria del tempo; l'ora, il giorno,

l'anno, eguali all'altra ora, all'altro giorno, all'altro anno.... La

passione è il disordine, e il disordine è il dolore.

Emilia si divincolava invano sotto l'assillo. Celava il volto in

mucchi di rose rosse, fresche e simili a labbra innamorate; si

chiudeva in lunghi silenzii o prorompeva in risa febbrili.... Neppur

l'alba riusciva ormai a quietarla: neanche il torpore suppliva al

sonno. Cercava i narcotici, che distendono il corpo quasi sopra nuvole

di bambagia.

Fuggire! Pareva quello il sogno più caro alla sua anima.... Era il

formidabile istinto di salvezza, che sul viso del soldato nuovo

diffonde un pallore mortale, e lo fu guardare indietro con immenso

desiderio ai piani liberi e tranquilli, mentre la massa oscura del

nemico si delinea e giganteggia di minuto in minuto.... Fuggire in

qualche paese straordinario, dove il suo cuore avesse potuto

riprendere il battito quieto, dove le sue notti fossero potute

ridiventar calme e senza sogni.... Ma il paese straordinario, il cielo

iperbolico sotto il quale tacciono le miserie, non sono cogniti ad

alcuno. Nella più serena plaga del mondo non s'incontra che tenebra

umana....

Ella avrebbe voluto confessarsi a qualche anima intenditrice. A fianco

di lei era soltanto Roberta, una fantasima ammalata, la quale

trascinava la vita sotto un altro peso, con un altro spettro.... Oh

come le teste giovanili piegavano in quei giorni al soffio delle cose

implacabili, al rinascere infaticato delle visioni! La casa era piena

di silenzio, e le donne camminavano in una lieve nube di

sonnambulismo, senza parlarsi; e spesse volte calava la sera e l'ombra

si faceva sempre più densa e nessuna delle due sorelle pensava a

difendersi da quell'oscurità, in cui l'anima cercava un rifugio

avidamente....

Ciascuna era assorta nelle variazioni infinite del proprio tema.

Roberta, nelle variazioni sul tema della morte; Emilia, nelle

variazioni sul tema dell'amore.... Spingevano e rivolgevano ambedue il

fardello, arrivavano al culmine d'una faticosa salita imaginaria, e il

fardello ricadeva in basso, e le due condannate riprendevano a

sospingerlo, indefessamente così, l'intero giorno.

Emilia era afferrata dalla follia di gettarsi ai piedi di Roberta....

(Roberta non s'era a lei confessata? non le aveva detto il mistero

dello spavento che la divorava?).... E di gridarle:

--«Ascolta, ascolta; anch'io sono malata. Anch'io ho bisogno

d'illudere la mia vita e di snebbiare una visione.... Ascolta la mia

tortura: da notti innumerevoli, non riposo; da giorni e da notti

innumerevoli, un pensiero mi coglie di soprassalto, mi passa traverso

l'anima come una lama infuocata.... Aiutami a salvarmi, Roberta!...

Dimmi in qual modo potremmo distruggere gli spettri della nostra

vita.... Non v'ha un paese di silenzio, di là da quell'orizzonte? un

paese d'oblio, dove tutti vivano in pace solenne e la vita sia una

meccanica semplice, la quale non muterà mai, non sarà mai turbata dal

mistero del domani? Vuoi che viviamo laggiù?... Tu non temerai la

morte; io non temerò l'amore.... Ogni cosa avrà i suoi colori ingenui,

e le notti saranno calme.... Dimmi se v'ha una terra così felice, e

dovunque ella sia, noi la raggiungeremo.... Oh fuggire all'ignoto,

comprendi? sarà la nostra salvezza.... Anche tu soffri il terrore

dell'ignoto; anche tu ti domandi: «Quando sarà? Sarà oggi? Sarà

domani? Quanto manca ancòra?...» Dobbiamo fuggire, per non interrogare

l'anima nostra.... Non v'è un paese dove l'anima tace?».

Ella avrebbe voluto confessarsi, gettarsi ai piedi di Roberta e

piangere con lei, come altre volte.... Ma se la furia del tormento la

spingeva fino alla sorella, e se Roberta alzava gli occhi

interrogativi a guardarla, Emilia sentiva le fiamme salirle alle

guance e alla fronte.... Che pensava?... Colei era la fanciulla, era

la vergine, monda nel corpo e candida nel pensiero.... Poteva

dirle?.... Poteva confessarle?...

Poteva dirle:--«Le mie notti sono più torturanti delle tue; la mia

vita è più spaventevole della tua; la mia giovinezza sfiorisce in un

desiderio vano di sentirmi amata, nell'agonia di trovare un affetto

più caldo, più misterioso, più inebbriante del tuo affetto di

sorella?»;

Poteva confessarle:--«Non so rimanere sola; ti ho promesso di vivere

sempre al tuo fianco, e mi sono ingannata, e ti ho ingannata, perchè

invoco l'amore, perchè invoco la felicità fuori della nostra

esistenza, quotidiana. E so che l'amore esiste, e verrà a cercarmi, e

dovrò rifiutare la felicità implorata?»

Nulla poteva dirle di tutto questo; si rinchiudeva in sè e si smarriva

per le solitudini del dolore.... Oh, come in quei giorni le teste

giovanili piegavano al soffio della sventura prossima!... La catena

delle abitudini s'era spezzata, e nulla le due donne facevano, che non

fosse per ingannare la tenacità del pensiero caparbio. Uscivano a

passeggio, andavano al mare, camminavano pel giardino, aspiravano i

profumi dei fiori, assistevano alle feste del sole, udivano le minacce

degli uragani; e lo spirito invisibile dentro di loro martellava la

domanda:--«Quando sarà?... Quanto manca ancòra?...»--«Non v'è un paese

dove l'anima tace?...»

Gli episodii esterni erano indifferenti. Esse non percepivano con

acutezza se non gli episodii delle proprie ossessioni, i quali erano

senza fine; poichè all'una tutto intorno parlava della morte, e

all'altra tutto parlava d'amore; l'una, in ogni filo d'erba, in ogni

albero, in ogni farfalla, vedeva qualche cosa destinata a scomparire

miseramente, e presto; l'altra vedeva il frutto d'un amplesso

universale, necessario, sacro, divino.

E dopo aver lottato per metodica resistenza, si abbandonavano

perdutamente alla sciagurata voluttà delle inquietudini diuturne,

quasi calando a poco a poco in un abisso pieno di raggi lunari....

Roberta · 第 16 / 27 题