Forse la felicità non è che la simmetria del tempo; l'ora, il giorno,
l'anno, eguali all'altra ora, all'altro giorno, all'altro anno.... La
passione è il disordine, e il disordine è il dolore.
Emilia si divincolava invano sotto l'assillo. Celava il volto in
mucchi di rose rosse, fresche e simili a labbra innamorate; si
chiudeva in lunghi silenzii o prorompeva in risa febbrili.... Neppur
l'alba riusciva ormai a quietarla: neanche il torpore suppliva al
sonno. Cercava i narcotici, che distendono il corpo quasi sopra nuvole
di bambagia.
Fuggire! Pareva quello il sogno più caro alla sua anima.... Era il
formidabile istinto di salvezza, che sul viso del soldato nuovo
diffonde un pallore mortale, e lo fu guardare indietro con immenso
desiderio ai piani liberi e tranquilli, mentre la massa oscura del
nemico si delinea e giganteggia di minuto in minuto.... Fuggire in
qualche paese straordinario, dove il suo cuore avesse potuto
riprendere il battito quieto, dove le sue notti fossero potute
ridiventar calme e senza sogni.... Ma il paese straordinario, il cielo
iperbolico sotto il quale tacciono le miserie, non sono cogniti ad
alcuno. Nella più serena plaga del mondo non s'incontra che tenebra
umana....
Ella avrebbe voluto confessarsi a qualche anima intenditrice. A fianco
di lei era soltanto Roberta, una fantasima ammalata, la quale
trascinava la vita sotto un altro peso, con un altro spettro.... Oh
come le teste giovanili piegavano in quei giorni al soffio delle cose
implacabili, al rinascere infaticato delle visioni! La casa era piena
di silenzio, e le donne camminavano in una lieve nube di
sonnambulismo, senza parlarsi; e spesse volte calava la sera e l'ombra
si faceva sempre più densa e nessuna delle due sorelle pensava a
difendersi da quell'oscurità, in cui l'anima cercava un rifugio
avidamente....
Ciascuna era assorta nelle variazioni infinite del proprio tema.
Roberta, nelle variazioni sul tema della morte; Emilia, nelle
variazioni sul tema dell'amore.... Spingevano e rivolgevano ambedue il
fardello, arrivavano al culmine d'una faticosa salita imaginaria, e il
fardello ricadeva in basso, e le due condannate riprendevano a
sospingerlo, indefessamente così, l'intero giorno.
Emilia era afferrata dalla follia di gettarsi ai piedi di Roberta....
(Roberta non s'era a lei confessata? non le aveva detto il mistero
dello spavento che la divorava?).... E di gridarle:
--«Ascolta, ascolta; anch'io sono malata. Anch'io ho bisogno
d'illudere la mia vita e di snebbiare una visione.... Ascolta la mia
tortura: da notti innumerevoli, non riposo; da giorni e da notti
innumerevoli, un pensiero mi coglie di soprassalto, mi passa traverso
l'anima come una lama infuocata.... Aiutami a salvarmi, Roberta!...
Dimmi in qual modo potremmo distruggere gli spettri della nostra
vita.... Non v'ha un paese di silenzio, di là da quell'orizzonte? un
paese d'oblio, dove tutti vivano in pace solenne e la vita sia una
meccanica semplice, la quale non muterà mai, non sarà mai turbata dal
mistero del domani? Vuoi che viviamo laggiù?... Tu non temerai la
morte; io non temerò l'amore.... Ogni cosa avrà i suoi colori ingenui,
e le notti saranno calme.... Dimmi se v'ha una terra così felice, e
dovunque ella sia, noi la raggiungeremo.... Oh fuggire all'ignoto,
comprendi? sarà la nostra salvezza.... Anche tu soffri il terrore
dell'ignoto; anche tu ti domandi: «Quando sarà? Sarà oggi? Sarà
domani? Quanto manca ancòra?...» Dobbiamo fuggire, per non interrogare
l'anima nostra.... Non v'è un paese dove l'anima tace?».
Ella avrebbe voluto confessarsi, gettarsi ai piedi di Roberta e
piangere con lei, come altre volte.... Ma se la furia del tormento la
spingeva fino alla sorella, e se Roberta alzava gli occhi
interrogativi a guardarla, Emilia sentiva le fiamme salirle alle
guance e alla fronte.... Che pensava?... Colei era la fanciulla, era
la vergine, monda nel corpo e candida nel pensiero.... Poteva
dirle?.... Poteva confessarle?...
Poteva dirle:--«Le mie notti sono più torturanti delle tue; la mia
vita è più spaventevole della tua; la mia giovinezza sfiorisce in un
desiderio vano di sentirmi amata, nell'agonia di trovare un affetto
più caldo, più misterioso, più inebbriante del tuo affetto di
sorella?»;
Poteva confessarle:--«Non so rimanere sola; ti ho promesso di vivere
sempre al tuo fianco, e mi sono ingannata, e ti ho ingannata, perchè
invoco l'amore, perchè invoco la felicità fuori della nostra
esistenza, quotidiana. E so che l'amore esiste, e verrà a cercarmi, e
dovrò rifiutare la felicità implorata?»
Nulla poteva dirle di tutto questo; si rinchiudeva in sè e si smarriva
per le solitudini del dolore.... Oh, come in quei giorni le teste
giovanili piegavano al soffio della sventura prossima!... La catena
delle abitudini s'era spezzata, e nulla le due donne facevano, che non
fosse per ingannare la tenacità del pensiero caparbio. Uscivano a
passeggio, andavano al mare, camminavano pel giardino, aspiravano i
profumi dei fiori, assistevano alle feste del sole, udivano le minacce
degli uragani; e lo spirito invisibile dentro di loro martellava la
domanda:--«Quando sarà?... Quanto manca ancòra?...»--«Non v'è un paese
dove l'anima tace?...»
Gli episodii esterni erano indifferenti. Esse non percepivano con
acutezza se non gli episodii delle proprie ossessioni, i quali erano
senza fine; poichè all'una tutto intorno parlava della morte, e
all'altra tutto parlava d'amore; l'una, in ogni filo d'erba, in ogni
albero, in ogni farfalla, vedeva qualche cosa destinata a scomparire
miseramente, e presto; l'altra vedeva il frutto d'un amplesso
universale, necessario, sacro, divino.
E dopo aver lottato per metodica resistenza, si abbandonavano
perdutamente alla sciagurata voluttà delle inquietudini diuturne,
quasi calando a poco a poco in un abisso pieno di raggi lunari....