XV.

_Alli magnifici Ambasciatori a presso al Papa._

_Magnifici Domini etc._ — Hiersera ci fu mandato dal reverendissimo

Arcivescovo di Capua un piego di vostre lettere, quali andavano

alli Magnifici Dieci; e trovandoci noi qui a negotiare accordi fra

la Santità di Nostro Signore e la nostra Repubblica, le leggemmo

per intendere quello che VV. SS. trattavano di costà con Sua

Beatitudine; e veduto che quelle dicono che Sua Santità ha dato

mandato libero al prefato reverendissimo Arcivescovo, per essere

più facile il negotiare rispetto alla vicinità. A che vi dichiamo

che Sua Signoria reverendissima dice, il suo mandato non si

estendere ad alterare in parte alcuna la Capitolazione fatta fra

Sua Santità e la Maestà Cesarea; il che non è a proposito di Sua

Beatitudine nè della nostra Città; e sarebbe meglio trattare con

Sua Santità. Però confortiamo VV. SS. a fare ogni opera ridurla

costì, che all’arrivar di questa saranno comparsi gli altri Oratori

vostri colleghi e forse la potrebbono disporre.

Noi habbiamo le medesime commessioni che hanno le SS. VV. e

crediamo fare poco frutto. E questo esercito si fa innanzi predando

e bruciando tutto il Paese; il che non passa senza carico di Sua

Beatitudine, essendo sua patria. Le allegate lettere di VV. SS. le

mandammo stamani di buon’hora alli signori Dieci. Nè altro, salvo

che del continuo a VV. SS. ci raccomandiamo. Di Feghine, a’ 30 di

settembre 1529.

Portò il Selbastrella cavallaro del Papa.

Storia della Repubblica di Firenze v. 3/3 · 第 47 / 80 题