I delitti stessi sembrano in quell'epoca funesta assumere qualcosa di
strano, di raffinato, stavo per dire di _barocco_... Chi non ricorda
la storia di Virginia de Leyva, di Lucrezia Buonvisi, del Monaldeschi?
Chi non ripensa con fremiti d'orrore al terribile lusso di supplizi
in quel tempo, a quel che patirono i poveri _Untori_, alle migliaia
e migliaia di streghe — cioè di innocenti — torturate e arse vive? e
a quei pedanteschi e diabolici libri di Martino del Rio e di Giacomo
Sprenger — _Le Disquisizioni Magiche_ — _Il Martello delle Streghe_,
che costarono più vite umane di tutte le guerre napoleoniche? Come
nota abbastanza caratteristica, ecco un passo del _Diario_ del Ghezzi,
citato dall'Ademollo nel suo libro delle _Giustizie a Roma_.
“Quando un condannato moriva in carcere, la sentenza si eseguiva
_sul cadavere_: ma ad evitare quanto fosse possibile questo caso, pei
condannati in procinto di morte naturale si affrettava il supplizio e
si mandavano al patibolo _anche moribondi_, facendoli portare in una
sedia d'appoggio con stanghe, da uomini _mascherati_, e si tiravano su
per la forca _con le girelle_.„
Che dire degli uomini _mascherati_ in una processione funerea? Nè
si creda che fosse una maschera purchessia, tanto da celare il viso.
“Un giovane che _non voleva acconciarsi a morire_, scrive lo stesso
Ghezzi, fu trascinato sopra la carretta, perchè si era indebolito; e
dietro gli andavano due mascherati, con _maschere di traccagnino et
abito di pulcinella_, con girelle e corde per tirarlo sul patibolo se
bisognava.„ Pare però che quella volta non vi fosse bisogno dell'aiuto
dei _pulcinelli_.... Peccato per altro che si fosse in quaresima! Se
invece era di carnevale, i pulcinelli dal patibolo potevano andare a
far baccano nel Corso senza cambiar di vestiario.
Cristina di Svezia è un tipo di donna che riassume tutto lo
stravagante, l'ingegnoso, il ridicolo, il pomposo, il falso, il
barocco e il crudele di quell'epoca: dai suoi primi studii, alla
sua conversione e ingresso trionfale in Roma; dal freddo e barbaro
assassinio di Monaldeschi, alla sua morte teatrale. Piena d'ingegno,
di spirito e di dottrina — un po' gobba e calva — nera come una
talpa — superba come Lucifero — intrigante e prepotente, simulatrice
e sfacciata — omicida e devota — un vero _maschiaccio_, come la
chiamavano i trasteverini. E che avesse più aria di maschio che di
femmina, lo attesta un ammirabile busto di lei, scolpito dal Bernini,
e che si vede in Firenze in casa del marchese Piero Azzolino. — E
dire che il povero Bernini; moribondo, supplicò che si facesse pregare
per lui da S. M. la regina Cristina di Svezia “stimando, diceva, che
quella gran signora avesse un _linguaggio suo particolare_ con Dio, da
essere sempre intesa„. (V. Baldinucci). Questo è veramente il re dei
_colmi_: il Bernini morente che spera nella intercessione e nei meriti
di Cristina di Svezia, e nel _volapuk_ di questa nuova santa col Padre
Eterno!...