l'avvenire ad imparare regolarmente la lingua ebraica, arriveranno a
capire i sacri libri mediante la già lodata traduzione tedesca, in cui
sono tradotti altresì li canti della sacra scrittura in versi tedeschi,
purchè li maestri inculchino a' loro discepoli l'utilità e la necessità
di questa lingua, e quanta attenzione si debba usare, onde li propri
versi abbiano credito nel mondo savio, e che verseggiando a dovere, si
giunga a persuadere e guadagnarsi lo spirito dell'uditorio, osservando
la consonanza delle parole, la purità delle frasi, la forza degli
esempi, e le parità, così insegnando i maestri, vedranno svegliarsi dal
loro letargo i discepoli; e molti, da questo esempio animati, ne
seguiranno le orme, sino a che una parte di essi giugnerà al desiderato
fine di divenire buoni rettorici, ed insigni e distinti poeti.
_CAPITOLO VIII._
Ecco dunque finite le particolari osservazioni che erano da notarsi
intorno al nostro passato contegno, e molte altre sarebbero ancora, le
quali, in grazia appunto della brevità, vengono ommesse; ma a questo, ed
a più inoltre è stato provveduto dalla pietà e saviezza di Sua Maestà
Imperiale (che Dio feliciti) mediante sua clementissima sovrana legge
con poche bensì, ma però significanti parole, avendo imposto agli ebrei
a dover erigere scuole in cui le proli israelitiche imparar debbano la
lingua tedesca nella vera purità, del che certamente gioirà ogni amico
dell'umanità, comprendendo quanto vantaggio ricaveranno le proli future.
Sta dunque ora a voi, miei fratelli e signori, a sollecitare l'effetto,
ed a dar pronta mano all'opra sì salutare con fondare scuole,
provvedendole di tutto ciò che per esse è necessario, mediante le quali
abbiamo tutta la speranza di conseguire l'effetto che si propose
l'Augusto Monarca, e che tende alla felicità de' nostri figli, come si è
detto; giacchè tutti gli oggetti che da principio si fondano con pietà e
giustizia, è assai facile di conseguirne il loro avanzamento e la
propagazione, non meno che una incessante sussistenza; ma li principj
tutti sono difficili, e specialmente in questo caso in cui si tratta di
piantare nella nazione una novità sin ad ora inaudita, di cui per il
corso di molti secoli li nostri padri non ne hanno avuto uso;
nulladimeno gente di abilità e buona condotta, come voi siete, non deve
dubitare, nè perdersi di coraggio per quelle piccole difficoltà che
s'incontrano, giacchè la vostra azione sarà compensata dal buon
successo; riflettete dunque, che non fate altro che rimontare li nostri
antichi principj e rimettere i nostri prudenti usi che non furono
dimessi, fuorchè per l'odio de' nostri indiscreti persecutori, come
abbiamo dimostrato al cap. 3. Ora disponetevi dunque a porre il tutto
nel suo dovuto ordine; e veramente fa duopo di una gran diligenza, e
buon metodo nella prima instituzione; ed il massimo pensiere deve essere
quello di scegliere maestri e professori abili e timorati di Dio, e ben
periti tanto nella grammatica e purità della lingua ebrea, quanto nella
tedesca, perchè possino instruire dal bel principio li loro discepoli a
leggere, e conoscere tutte due le lingue nel modo dovuto; e per ben
intendere la sacra scrittura, abbiamo già detto, non esservi meglio che
il Pentateuco già tradotto dal lodato eruditissimo signor Mendelssohn,
giacchè la traduzione è perfetta nella lingua, le spiegazioni sono
secondo l'intelligenza già approvata; e l'esposizioni secondo il vero
senso litterale de' testi rispettivi.
E se poi per avventura ne' vostri paesi non poteste rinvenire soggetti
abili per tutte e due le lingue, è vostro dovere di cercarli in tutta la
nazione, procurandoli, occorrendo, da' lontani paesi ancora, perchè nel
breve corso di anni tre, ne avrete formati nelle vostre stesse
communità; e molti de' vostri figli si renderanno capaci d'instruire li
propri confratelli, dacchè molti tra la vostra gioventù si daran
coraggio di ben studiare, e d'imitare i dotti maestri che si saranno
introdotti: molti si affaticheranno e si moltiplicheranno le cognizioni,
e così accaderà ancora con le scienze legali, fisiche, e matematiche,
giacchè allora quando la gioventù si presenterà di buona voglia alle
università delle rispettive nazioni, ciascuno riuscirà in quella scienza
a cui averà maggiore inclinazione, e fra pochi anni averemo il bel
piacere di avere in qualunque scienza de' professori nazionali, e così
deve ancora accadere nella compilazione de' libri atti ad instruire i
giovani nella fede e nella morale, che avendo tra voi soggetto che ne
sia capace, sarà un ottima cosa; e poichè è in verità molto difficile di
compilare un opera in buon ordine, e che sia analoga e proporzionata
alla qualità ed abilità de' discepoli, e che l'opera sia analoga a'
principj della nostra religione, e che sia tale, onde non abbia alcun
difetto, ed estesa in ebraico tale da potersi agevolmente tradurre in
lingua tedesca; e poichè, dissi, ciò è molto difficile, convien cercare
un tale soggetto in tutta la nazione sino a tanto che vi riesca di
rinvenirlo; e con questo mezzo lo ritrovarete, giacchè, Dio lodato, non
siamo interamente spogli di letterati, ed ogni secolo vanta soggetti
proporzionati al bisogno; sicchè non mancherà chi faccia la cosa a
dovere; basta però al primo ingresso, che si insegnino li testi della
scrittura santa con la citata traduzione, ben instruendoli nell'una e
nell'altra lingua, ed in progresso poi di tempo averemo de' scrittori, e
nelle scienze, e nella morale; ed anzi averete tra voi stessi uomini
versati in ogni letteratura.
Avvertite però, che gli scolari siano divisi nelle proporzionate classi,
e che nessuno passi da quella scuola ove s'insegnano le rispettive
lingue, a quella in cui s'insegna la scrittura sacra, la fede, e la
morale, sino a che non sia stato prima ben esaminato da' direttori delle
scuole, e che giudichino, se abbia fatto il proprio dovere nella prima
scuola, o meno; e così pure dalla seconda scuola non passi a quella in
cui s'insegna il codice misnico e le parafrasi, sino a tanto che si
abbia giudicato, che abbia adempito il suo dovere nella scuola da cui
sorte; e se non è giudicato capace allo studio del codice misnico e
talmudico, meglio sia che egli non perda inutilmente il tempo, e si dia
a quell'arte o professione a cui meglio inclina, e che continui a
frequentare le cattedre della scrittura sacra e di morale, onde impari
vieppiù i doveri di ebreo, e quelli di cittadino, rendendosi così utile
a' suoi simili, tanto con la professione, quanto con i buoni costumi; ed
un eguale contegno si deve tenere con quelli che passano dalla cattedra
misnica a quella delle sottili e profonde instruzioni talmudiche, e così
tutti si renderanno felici proporzionatamente all'abilità ed alla
professione, e que' pochi che si renderanno esperti nella difficile
cognizione talmudica, e che si saranno già prima perfezionati nelle
scienze legali e matematiche, riusciranno veri letterati, giacchè
tratteranno li principj della propria religione con il vero modo, e con
quel retto contegno in cui saranno stati istrutti, e col mezzo delle
cognizioni acquistate capiranno le proposizioni talmudiche nella loro
vera vista e con un distinto criterio, e si renderanno utili alla
religione e alla republica, facendo anche onore alla nazione, ed i loro
fratelli in qualsivoglia esercizio impiegati li sosteniranno, e li
ajuteranno, perchè saranno di sollievo alle società rispettive, e utili
alle società generali ed allo stato, giacchè non siamo creati per essere
tutti profondi logici, talmudici, teologhi, o casisti, avendo la bontà
di Dio impartite alle anime distinte forze, e qualità proporzionate,
assegnando ad ognuna certa limitata disposizione dal momento in cui fu
creato, e ciascun si perfeziona a seconda delle proprie inclinazioni
intrinseche ed estrinseche.
E chiaramente si sono spiegati i nostri savi Rabini, dicendo, che di
cento che si presentano alle scuole, due soli riusciranno per il Talmud,
e cinque per l'intelligenza della scrittura; perchè dunque vorremo noi
forzare gli animi a quelle funzioni per le quali non hanno una naturale
disposizione, tanto più, che con un simile contegno noi li allontaniamo
da quelli esercizi a' quali sono naturalmente portati: oltre a che vi
sono ancora tanti oggetti a' quali conviene saviamente provvedere; ma io
mi accerto, che la vostra prudenza e buon contegno disponerà ogni cosa a
dovere; giacchè la lettera amica che io vi scrivo, non è, che un effetto
di amore fraterno per prevenire il minuto popolo, il quale non
comprendendo l'origine delle cose, e restando sorpreso dalle novità, non
sa distinguere, quale sia il vero bene, e quale il vero male; quindi per
instruire il medesimo, rapporto al fine delle cose, ha
clementissimamente fatte le sue ordinazioni S. M. I. il vostro savio
sovrano (che Iddio benedica) le quali tendono alla vostra felicità, ed
al perpetuo bene della vostra discendenza, tanto per il passaggiero bene
di questo mondo, quanto per promuovere il culto divino e conseguire
l'eterna salute.
Io mi dichiaro di non avere avuta intenzione d'imporre leggi alla parte
sana della nazione, ed a' direttori della medesima, perchè questi sanno
da se stessi molto più di quello che io li potrei rendere intesi.
Ora dunque, miei fratelli e signori, capi e direttori della nazione, se
voi vi darete pena di ben ordinare questo importante affare a seconda
delle savie prescrizioni del vostro pio monarca, riscuoterete lodi e
benedizioni universali, ed in seguito le generazioni future benediranno
il vostro nome, e ne terranno perpetua ricordanza, con giustizia
dicendo: siano pur benedetti li nostri buoni antecessori, cui Dio ha
inspirato di operare tanto gloriosamente a nostro favore, e sopra tutti
sia benedetta ed esaltata la maestà del pio imperatore, il quale da se
stesso (e senza essere supplicato) ha instituiti ordini tanto salutari
alli suoi felici sudditi, non dimenticandosi della nostra nazione,
provvedendo anche ad essa in modo che ella si rendi felice, ed
instruita, e tutti i nostri figli che da una all'altra generazione si
renderanno sempre più eruditi, si renderanno in conseguenza utili alla
società ed allo stato col mezzo delle loro cognizioni ed azioni, e si
dirà a ragione di loro: queste sono le provvidissime produzioni del pio
e savio sovrano, il quale calpestando con magnanimo piede i pregiudizi
delli trascorsi secoli, ha introdotta la tolleranza tra i popolatori
della terra.
Il quale è appunto il grande, l'incomparabile, il gloriosissimo sovrano
_GIUSEPPE_ II, il di cui decoro sia esaltato; e diremo noi tutti, che
come egli ha valorosamente superata la natura per operare graziosamente
in una maniera del tutto eccedente l'umano ordinario contegno, così il
supremo Dio, poichè lo ha distinto con una sì bella e virtuosa anima,
continuamente si degni di confortarlo, e di assisterlo con buone
inspirazioni, piovendogli in seno le più doviziose sue benedizioni,
colmandolo di felicità e di pace, in questa e nella migliore vita. Amen.
_Discorso del vostro fratello, e servitore_
Naftalì Herz Weisel.
__IL FINE.__
_Nota di Trascrizione_
Alcune parole compaiono nel corso del testo con varianti ortografiche
che sono state trascritte fedelmente, come comunità/communità,
Mosè/Moisè, istrutti/istruiti; in altri casi l'accentazione o gli
apostrofi sono diversi dall'uso moderno: un'importante.
Sono stati corretti i seguenti refusi:
- *p.11 l.22* anno preso un regolato sistema --> hanno preso un
regolato sistema
- *p.14, nota (a), l.2* Mosè Mendelschon --> Mosè Mendelssohn
- *p.16 l.-5* istrute --> istruite
- *p.19 l.-5* quando a quella --> quanto a quella
- *p.20 l.12* quando nelle scienze --> quanto nelle scienze
- *p.21 l.11* i quali anno per base --> i quali hanno per base
- *p.22, nota (a)* E nostro uso --> È nostro uso
- *p.25 l.-8* vedendo prosperate --> vedendo prosperare
- *p.25 l.-6* nomi che anno avuto --> nomi che hanno avuto
- *p.27 l.1* (b) --> (a) (riferimento a nota 18)
- *p.30 l.8* i Rabini anno spiegato --> i Rabini hanno spiegato
- *p.32, nota (a)* Salm. 12, v 7. --> Salm. 12, v. 7.
- *p.32, nota (b)* anno bisogno di una somma attenzione --> hanno
bisogno di una somma attenzione
- *p.36, nota (a)* Sal. 96, v 3 --> Sal. 96, v. 3.
- *p.41, l.-10* signor Mendelhsson --> signor Mendelssohn
Le note a pie' pagina, marcate alfabeticamente per pagina
nell'originale, sono state rinumerate progressivamente.