ATTO SESTO

Cristo vien ora accusato e considerato qual seduttore. Il Re gli dirige

la parola, ma quegli tace. Allora Erode s’adira; lo fa vestire di

bianco, e trattandolo da pazzo, lo rinvia a Pilato. — Vedendo gli Ebrei

che quest’ultimo rimaneva perplesso e non avea coraggio di condannarlo,

schiamazzando dicono:

«Exaudi Pontio Pilato nostre voci,

Chè costui merta più di mille croci».

A queste parole Pilato si determina di interrogare il popolo se prima

della Pasqua vogliono liberare Cristo o Barabba. I Farisei domandano

la vita di quest’ultimo. Pilato chiama il _Cavaliere_, e gli ordina di

flagellare Gesù. Il _cavaliere_ compie il mandato; poi s’inginocchia

innanzi a Cristo, e gli dice: «O re dei Giudei»: dopo ciò il capo di

Gesù vien coronato di spine, e l’afflitto Signore esclama:

«Popolo che di spine m’hai coronato, ecc.»

Dopo ciò viene nuovamente menato innanzi a Pilato, il quale, vedendolo

così maltrattato, lo presenta ai Farisei, dice loro: «Perchè volete

crucifiggere il vostro re?» I Farisei, maggiormente sdegnati, domandano

la morte di Cristo. Pilato si lava le mani, e gli Ebrei gridando

dicono:

«Venga, Signor, su’ sangue ed aspri doli

Sopra di noi ed i nostri figliuoli!»

Giuda, dal suo canto, se ne sta triste tra i Farisei: prevede la

condanna dell’innocente: proferisce parole di pentimento: restituisce

i trenta danari, i quali vengono riposti in _corbonam_: narra le

gesta della sua vita fino a che divenne discepolo di Cristo: chiama

la _Morte_: questa non viene: apparisce invece la _Vita_, la quale

gli favella. Ma Giuda non l’ascolta, dispera e torna a chiamar la

_Morte_. Questa viene, e si dà principio un dialogo fra essa e Giuda:

dialogo che si prosegue fino all’impiccagione del traditore. Dopo

questo i Farisei dicono a Pilato che se non condanna Gesù sovverte _la

giustizia_. Allora Pilato, vinto dal timore, fa pubblicare la seguente

L'anfiteatro Flavio nei suoi venti secoli di storia · 第 42 / 94 题