BA . TO . NI .

Sotto il nome così punteggiato, si scorge una figura scolpita, barbata,

rappresentante Batone con fasce legate intorno al petto, avente sui

lombi una larga cintura, ed al collo una doppia catena, o collana,

adornata con due pallottole rotonde (_torques_). Colla destra stringe

un coltello; la sinistra è difesa dallo scudo, ed egli ha la testa

nuda. Il Winckelmann[490] pubblicò di nuovo questo bassorilievo, e su

di esso fece le seguenti osservazioni: «Egli non ha che un gambale

alla gamba sinistra, formato da una lastra, e legatovi dietro con

delle fasce...... Questa gamba, che mirasi così armata nelle figure di

Castore e Polluce, tanto rinomati pei giuochi ginnici, dipinte in un

vaso di terra cotta....; sì in due gladiatori impressi in una lucerna

anch’essa di terra cotta[491], fanno vedere quest’uso essere stato

proprio di coloro che combattevano nei giuochi pubblici. L’andar poi

eglino così armati ne fa supporre che i gladiatori, mettessero avanti

il piede sinistro, e ritirassero il destro; sebbene la destra gamba di

Batone non rimane senza difesa; vedendovisi legato sotto il ginocchio

un riparo per li colpi, che l’avversario avesse cercato di dargli in

quella parte».

Regnando Macrino, un fulmine, come vedremo, appiccò il fuoco

all’Anfiteatro, che rimase perciò mutilo per qualche tempo; ed i

giuochi gladiatorî si diedero nello Stadio[492].

Eliogabalo ne intraprese il restauro, e Severo Alessandro lo

portò a perfezione. Una medaglia di quest’imperatore (dell’a.

223) rappresenta il combattimento di un uomo con una belva[493]

nell’arena dell’Anfiteatro Flavio. Fuori di questo si scorge, su di un

piedistallo, un frammento di colonna, e l’imperatore in atto di entrare

nell’Anfiteatro, seguito da una guardia: dall’altra parte apparisce una

specie di portichetto con frontone[494]. La medaglia ha questa scritta:

L'anfiteatro Flavio nei suoi venti secoli di storia · 第 19 / 94 题