_BOBI dal fondo. DETTI._
BOBI. — Se lo diceva io ch'eravate qui tutti. _(starnuta)_ Accidenti!
MART. — A te!
BOBI. — Ora che non faccio più nulla, sono raffreddato, mondo ladro!
AMBR. — Provati a sudare.
BOBI. — Se non posso!
ORESTE. — Se vuoi sudare di sicuro, il modo te lo mostro subito: provati
a fare il galantuomo.
GLI ALTRI. — Bravo!
BOBI. — Bada veh! che te ne suono tante!
MART. — Che tu possa _esse massò_... Non è buono che a minacciare i
ragazzi lui! Provati con me, su!
BOBI. — Zitto là che ho fatto per celia. Dunque ci aggiustiamo una volta
col Faustini?
MART. — Si vede che non hai letto il suo regolamento. Orario di dodici
ore e tutti pagati a cottimo!
BOBI. — Questa veramente mi pare una porcheria poco pulita: se non si
lavora, non si mangia, perdinderindella!
GENN. — E _sulfeggià_? _Chi sulfeggia_, cacciato su due piedi! _(a
Bobi)_ _Ah managgia a te che c'hai fatto fa a' rivoluzione contro
maestro Valori!_
MART. — Sì; abbiamo fatto un bel guadagno a darti retta; miseria in casa
e mortificazioni in piazza!
BOBI. — Che mortificazioni! È tutto per noi questo popolo!
MART. — Già, gli è tanto per noi che dal dì dello sciopero non ha più
aperto una bottega.