SCENA VIII.

_FRANCESCO dalla destra. Voci dalla piazza in fondo. DETTI._

BART. — Sia pure; ma avete da cedere tutti quanti.

FRANC. — No, che non si cederà! Aria, galantuomo. _(Bartolo esce dalla

sinistra. — Francesco chiude col catenaccio e colla mandata la porta a

sinistra e va ad appendere la chiave presso la macchina a vapore)_ La

porta è solida e si chiude per bene; dall'inferriata della finestra non

passano. Lavoriamo tutti come se nulla fosse. _(si rompe un vetro della

finestra in fondo)_ Che fate?

UNA VOCE _(chiara e vibrata dalla piazza)_. — Il lavoro deve cessare in

tutte le officine finchè non sia diminuito l'orario.

FRANC. — E se noi si volesse lavorare?

LA VOCE. — È inutile resistere. Siamo più di duecento noi.

FRANC. — Sentite, vi do un consiglio; fate la vostra strada.

CENCIO. — E andate a farvi friggere!

LA VOCE. — Poche parole: per l'ultima volta, sì o no?

TUTTI. — No! no!

LA VOCE. — Vigliacchi!

FRANC. — Ah! venite dentro, se l'osate; venite alla porta!

TUTTI. — Venite!

(si armano di martelli e d'aste, meno Bobi che è disceso

a destra; intanto una scarica di sassate dalla piazza

frantuma quasi tutti i vetri e ferisce Martino)

MART. — Tirano delle _pere_ loro!

FRANC. — Ah! volete proprio far davvero? Ebbene il padrone ha delle armi

per difenderci, e noi ci difenderemo. _(corre per uscire dalla destra)_

BOBI _(arrestandolo)_. — Fermo. _(gli operai, senza badare a Bobi,

parlano concitati fra di loro)_

FRANC. — Levati dai piedi, poltrone!

BOBI. — Meno superbia, sor Cecchino, se non vuole che ricordi a sua

moglie dove ci siamo conosciuti!

FRANC. — A mia moglie! Ebbene, sia; sarà meno peggio che subire le tue

minaccie!

BOBI. — Ma non basta, signorino, perchè lei e la sua famiglia sarà fatta

segno alla vendetta di tutti i miei compagni, se fa bisogno.

FRANC. — La mia famiglia?

BOBI. — La vada a dare un'occhiata là fuori, e poi mi dica se quei musi

la risparmierebbero!

FRANC. — E io dovrò cedere come un vile?

BOBI. — Che cedere? Non hai che da tacere. _(agli altri)_ Anche il

capo-fabbrica è convinto che non si può resistere.

CENCIO. — Non è possibile!

FRANC. _(dominato da Bobi)_. — Eppure è vero; riconosco, malgrado mio,

che bisogna cedere al numero.

CENCIO. — E allora è inutile rompersi la testa, compagni.

GLI ALTRI _(deponendo gli strumenti)_. — Quando lo dice il

capo-fabbrica!

FRANC. _(isolato ed assorto nei suoi pensieri)_. — (O che infamia! che

viltà vergognosa! Ma posso io esporre il mio onore ai sospetti di

Matilde, e Matilde istessa e la nostra creatura alla vendetta dei

ribaldi di cui costui è strumento?)

BOBI _(al fondo)_. — Pace! Pace! Neanche noi non si lavora più: evviva

la vera eguaglianza!

_Molte voci_ _(di fuori con applausi)_. — Bravi! Bravi! Evviva!

UNA VOCE. — Prendete e suggelliamo la pace...

(dalla piazza si sporgono agli operai vari fiaschi di

vino e qualche bicchiere; comincia a bere qualche

lavorante in fondo, e poi poco a poco finiscono per

fare lo stesso anche gli altri)

Capitale e mano d'opera Le Commedie, vol. 1 · 第 86 / 118 题