_BOBI dalla sinistra guardingo. DETTI. Quindi BARTOLO pure dalla
sinistra._
BOBI. — Amici, gran nuovità; il signor Faustini ha accresciuto l'orario
senza crescere la paga, e perciò tutti i suoi operai sono in isciopero.
CENCIO. — Che n'importa? Noi abbiamo promesso di lavorare, e lavoriamo
anzi un'ora di più, colla differenza però che il nostro principale ce la
paga. _(a Bartolo)_ Che vieni a fare tu qui?
BART. — Sentite, anche la fabbrica Ramaccini fa sciopero, e mi hanno
mandato a dirvi che vogliono facciate il medesimo.
MART. — Vogliono?
BART. — Sono più di duecento con quelli del Faustini.
MART. — Duecento, o mille, che importa? Se esco io col martello scappano
tutti.
ORESTE. — Se mi volete, mi incarico io degli apprendisti.
CENCIO. — Insomma abbiamo promesso e lavoriamo.
BOBI. — Io non ho mai promesso di lavorare: e poi gli è tanto di riposo
perduto!
BART. — Badate che potrebbe finir male, ma molto male!
BOBI. — Sicuro; perchè vi volete far rompere la testa, e perdere
quest'occasione di far la legge anche un pochino voi altri?
MART. — Sentite; la testa io l'ho dura, e se si deve far la frittata ci
voglio essere anch'io. Dunque pochi discorsi, perchè sappiamo che voi
altri avete del rancore contro il Valori. _(a Bartolo)_ E tu cosa fai
qui? Gira l'Italia!