AGNESE. — Crudeli!
EGISTO. — Sì, ma lo ha voluto.
Anna _(ad Agnese, mentre trae con sè Egisto, sottovoce)_. — O in questo
istante, o mai più.
EGISTO. — (Un'altra di queste scene, e altro che pedante... sono
addirittura morto!) _(esce con Anna dalla destra)_
CARLO. — Mio padre! Mio padre!
AGNESE. — Non fare così, Carlo, te ne scongiuro!
CARLO. — No, non resisterò a questo colpo! Il modello della mia vita, la
memoria più soave ed illibata, ad una sola parola spariscono nell'orrore
di un delitto!
AGNESE. — Carlo, calmati... Vedi, io temo che il tuo carattere istesso
ti faccia ingiusto... Tu non sai per quali strette passò il suo, prima
di cedere...
CARLO. — Suicida mio padre!
AGNESE. — Perdonami; ma tu non lo devi giudicare, povero vecchio! Non
sai se gli ostacoli con cui ha dovuto lottare non erano anche più grandi
di quelli che tu combatti!
CARLO. — Ma suicida, lui! Tutto il mio coraggio si sente disarmato:
sparito il faro, a che lottare colla tempesta!
AGNESE. — Come? Tu che sai dov'è il male, tu che puoi rimediarvi, ti
avvilisci e stai per cedere atterrito? Ma ciò sarebbe dar ragione ai
pusillanimi ed a quelli che odiano, e torto a quelli che amano! Sarebbe
la condanna spietata di tuo padre che amò forse morire, non per viltà di
chi fugge, oh no! egli non sarebbe stato tuo padre! ma per lasciare a
te, giovine, coraggioso, intelligente, quel còmpito che era divenuto
troppo superiore alle forze di un povero vecchio spossato e senza
conforti di famiglia... Sai che cosa diceva a mia madre nella sua ora
suprema? Non dirlo a Carlo; egli forse non mi comprenderebbe e non
avrebbe più fede! E tu saresti ingiusto colla sua memoria?... No, Carlo,
non sia mai così! Coraggio! Avanti sempre!
CARLO. — Agnese, tu non mi hai mai parlato in questo modo...
AGNESE. — È vero; ma io ti ho visto soffrire ed ho sentito che per me
era un dovere ed una consolazione lasciar parlare il cuore, e l'ho
lasciato parlare...
CARLO. — Dunque, se io non mi dessi per vinto, tu non mi abbandoneresti?
AGNESE. — Abbandonarti? Ma se non mi sono mai sentita tanto felice
d'esserti moglie come in questo momento!
CARLO. — Ah! grazie, Agnese, grazie di queste tue parole che ridestano
tutto il mio valore! Se Faustini vuole opprimermi, se i parenti mi
negano soccorso, ebbene, mi salveranno i miei lavoranti!