SCENA XV.

_AGNESE ed ANNA dalla destra. DETTI._

FAUST. _(sulla soglia della porta in fondo)_. — Che finchè non mi ha

pagato, questa è più casa mia che sua!

CARLO. — Questo è troppo!

FAUST. — La rivedrò, signor cavaliere, ma meno orgoglioso!... _(esce dal

fondo)_

CARLO. — Vigliacco! — Ieri operaio, oggi si vale della fortuna per

schiacciare i suoi compagni di lavoro!

ANNA. — Basta, basta! Se rimanessi ancora un minuto, sarei troppo

colpevole. Agnese, preparati subito a partire con me.

CARLO. — Mia moglie? Ah questo poi no!

ANNA. — Dopo di averla condannata a fare una vita indegna, la vuoi anche

uccidere con cotesto scenate?

CARLO. — Egisto, portala via, portala via!

EGISTO. — Ma se ha ragione! Che è una vita questa?

CARLO. — Perchè non vai anche tu? Perchè ci sei venuto?

EGISTO. — Perchè speravo che le prime lezioni ti giovassero.

CARLO. — No, che non è così. Tu sei venuto qui con lei per farmi quella

guerra muta, continua, implacabile, che è l'ostacolo più doloroso che io

abbia incontrato nella mia vita; perchè la vostra cortesia viene dalle

labbra e non dal cuore; perchè voi non sentite entusiasmo per nessuna

cosa, per quanto possa esser bella e generosa; perchè in te, come in

lei, tutto si riassume in una parola: egoismo; ma il peggio degli

egoismi, l'egoismo gretto, beffardo, pedante!

EGISTO. — Pedante? Andiamo via subito, o mi coglie un accidente!

ANNA. — Sicuro che andiamo... Su, Agnese.

AGNESE. — Carlo, per nostro figlio, se non per me, cedi!

CARLO. — No, no e no; non cederò che morto!

ANNA. — Cederà quando non sarà più in tempo, come suo padre!

CARLO. — E sarò anch'io vittima del lavoro, ma non avrò ceduto!

ANNA. — Ma che vittima del lavoro, vittima del fallimento, della

disperazione...

AGNESE. — Non è vero! non è vero!

ANNA _(seguitando)_. — Me lo disse lui spirando!

Capitale e mano d'opera Le Commedie, vol. 1 · 第 70 / 118 题