_FAUSTINI dalla destra. DETTI._
FAUST. — Signor cavaliere, eccomi ai suoi ordini.
CARLO. — (In questo momento! Eppure bisogna aver pazienza!) Rimani,
Egisto, rimani; con due parole mi sbrigo. Ella mi perdonerà se l'ho
fatto venire da me; ma sono stato due volte alla sua officina...
FAUST. — Non dica di più; fra di noi non si fanno complimenti.
CARLO. — Io vorrei pregarla di accordarmi la dilazione di un mese alla
scadenza delle cambiali.
EGISTO. — (Ora capisco perchè mi ha fatto restare).
FAUST. — Se ella non può assolutamente pagarmi all'epoca fissata...
CARLO. — No, la posso pagare; ma con troppo disturbo. Io sono
occupatissimo nel mandare a termine la commissione della casa Richard;
ma debbo pure prevedere un motivo per cui le macchine non fossero finite
o spedite. Mentre il tempo stringe, il caldo soffocante può rallentare
il lavoro o togliermi il tempo necessario alla spedizione... Insomma, se
mi accorda questa dilazione, mi obbliga assai.
FAUST. — (Non sa dove dare il capo!) Io gliela accordo volentieri...
CARLO. — Alle stesse condizioni d'interesse?
FAUST. — Alle stesse. Carta, penna e calamaio.