SCENA X.

_ANNA ed AGNESE dalla sinistra. DETTI._

EGISTO. — Carlo, io ti confesso volentieri che non posso rimanere

insensibile ad un progetto così nobile e generoso...

ANNA. — Egisto, t'ho da parlare.

CARLO. — Un istante, un istante. Dunque mi hai compreso?

EGISTO. — Sì, le tue idee sono belle, sono veramente patriottiche, e tu

meriti di essere aiutato.

ANNA. — Non avete ancora finito? Egisto!

CARLO. — Un momento. Non ti ho detto che, grazie alla mia invenzione di

un nuovo metodo di fusione, io posso già lottare sui mercati coi

prodotti delle fabbriche estere. Pensa quale sarà il profitto quando

sarà avviata la mia officina! Ma ora ho urgente bisogno del tuo aiuto.

ANNA. — Egisto, insomma?

EGISTO. — Ne riparleremo...

CARLO. — Ma io non posso aspettare!...

EGISTO. — Ma, prima di disporre del mio capitale, bisogna che mi

consigli colla sorella.

CARLO. — Giustissimo; ma, se anche non ti decidessi ad affidarmelo

subito tutto, spero che, alle stesse condizioni, non mi negheresti

cinquemila lire che mi sono indispensabili per le paghe degli operai.

ANNA _(a Carlo)_. — Tu perdi il fiato: Egisto non può e non vuole

incoraggiare un gentiluomo pari tuo a derogare dalle belle e buone

usanze dei nostri avi.

CARLO _(ad Egisto)_. — È vero?

EGISTO _(imbarazzato)_. — Ecco... Come cittadino puoi aver ragione.....

Ma come gentiluomo, abbi pazienza, bisogna che io convenga colla sorella

che tu deroghi e di molto!

CARLO. — Ma fammi il piacere di non bestemmiare! Sì, perchè quei nostri

avi che ti proponi a modello soltanto nel non far nulla, sortirono tutti

dai banchi e dall'industria; e perchè loro non si vergognarono di fare

gli industriali, le sete e le lane fiorentine andavano famose e

ricercate sui migliori mercati del mondo, e noi s'aveva allora tanti

quattrini da imprestarne ai Re di Francia e d'Inghilterra, e ne avanzava

per giunta da piantare Santa Maria del Fiore!

EGISTO _(ad Anna sottovoce)_. — Hai inteso? Anche Santa Maria del Fiore

mi pianta, e io..... e io non so che rispondere! (Se ci metto ancora

bocca, che mi caschi la lingua!) _(va a sedere sulla poltrona a destra)_

AGNESE. — Carlo, non inquietarti...

CARLO. — Oh! non m'inquieto più con loro! Ma tu, Agnese, mi faresti uno

di quei favori che non si dimenticano mai più?

Capitale e mano d'opera Le Commedie, vol. 1 · 第 29 / 118 题