NOTE:

[634] Da Erodoto, Senofonte, Erodiano, Ammiano, Chardin, ec., ho

estratto alcune _probabili_ notizie sulla nobiltà persiana, le quali

sembrano o comuni ad ogni secolo, o particolari a quelle dei Sassanidi.

[635] I moderni filosofi della Svezia sembrano accordarsi a credere, che

le acque del Baltico gradatamente scemino in una regolare proporzione,

ch'e' si sono avventurati a valutare mezzo pollice ogni anno. Venti

secoli addietro, il basso terreno della Scandinavia deve essere stato

coperto dal mare; mentre le terre più alte sovrastavano alle acque, come

altrettante isole di forme e dimensioni diverse. Tale difatto è l'idea

che Mela, Plinio e Tacito ci danno delle vaste contrade intorno al

Baltico. Vedi nella _Bibliothèque raisonnée_, tom. XL e XLV un lungo

estratto della Storia di Svezia di Dalin, scritta in lingua Svezzese.

[636] Particolarmente il Sig. Hume, l'Abate du Bos, ed il Sig.

Pelloutier Stor. dei Celti tom. I.

[637] Diod. Sic. l. V p. 340 ediz. Wessel. Erodiano l. VI p. 221.

Jornandes c. 55. Sulle rive del Danubio il vino, quando era portato in

tavola, veniva ghiacciato in grossi pezzi, _frusta vini_. Ovid. Epist.

ex Ponto l. IV 7, 9, 10. Virgil. Georg. l. III 355. Il fatto è

confermato da un soldato filosofo, che avea provato l'intenso freddo

della Tracia. Vedi Senofonte, Anabasis l. VII p. 560, edizione

Hutchinson.

[638] Buffon Stor. Nat. tom. 12 p. 79, 116.

[639] Caesar de bello Gallico VI 23 ec. I più curiosi esploratori tra i

Germani ne ignoravano gli ultimi confini, benchè molti di essi vi

avessero viaggiato per più di 60 giorni di cammino.

[640] Cluverio (_Germania Antiqua_ l. III c. 47) rintraccia piccoli

dispersi avanzi della foresta Ercinia.

[641] Charlevoix _Histoire du Canada_.

[642] Olao Rudbeck sostiene che le donne svezzesi generavano sovente

dieci o dodici figli, e non è straordinario il numero di venti o di

trenta; ma l'autorità di Rudbeck si deve avere per molto sospetta.

[643] _In hos artus, in haec corpora, quae miramur, excrescunt._ Tacit.

German. 3, 20. Cluver l. 1, c. 14.

[644] Plutar. in Mario. I Cimbri per divertimento sdrucciolavano dalle

montagne di neve sopra i loro grandi scudi.

[645] Fecero i Romani la guerra in tutti i climi, e con l'eccellente lor

disciplina si conservarono in gran parte la salute ed il vigore. È da

osservarsi, che l'uomo è il solo animale, il quale possa vivere e

moltiplicare in ogni paese, dall'Equatore ai Poli. Sembra che in questo

privilegio il porco si avvicini più d'ogni altro animale alla nostra

specie.

[646] Tacit. German. c. 3. I Galli nella loro emigrazione seguitarono il

corso del Danubio, e si sparsero nella Grecia e nell'Asia. Tacito non

potè rinvenire che una sola piccola tribù, la quale conservasse alcune

tracce di una gallica origine.

[647] Secondo il Dott. Keating. (Stor. d'Irlanda p. 13, 14) il gigante

Partolano, ch'era figlio di Seara, figlio di Esra, figlio di Sru, figlio

di Framant, figlio di Fathaclan, figlio di Magog, figlio di Jafet,

figlio di Noè, approdò alla costa di Munster, ai 14. Maggio, l'anno del

Mondo 1978. Benchè egli avesse un felice successo nella sua grande

impresa, la rilassata condotta della sua moglie gli rendè la vita

domestica molto infelice, e lo irrito a un segno, che uccise.... di lei

favorito veltro. Questo, come il dotto Storico osserva, fu il _primo_

esempio di falsità e d'infedeltà femminile che mai si conoscesse

nell'Irlanda.

[648] Stor. Genealog. dei Tartari, di Abulghazi Bahadur Khan.

[649] La sua opera intitolata _Atlantica_, è rarissima; Bayer ne ha

fatto due curiosi estratti, _République des Lettres, Janvier et Février

1685_.

[650] Tacit. Germ. II 19. _Litterarum secreta viri pariter ac foeminae

ignorant._ Possiam contentarci di questa decisiva autorità, senza

entrare nelle oscure dispute concernenti l'antichità dei caratteri

Runici. Il dotto Celsio, svezzese, letterato e filosofo, era d'opinione

che quei caratteri altro non fossero che lettere romane, con le curve

cangiate in linee rette per la facilità dell'incisione. Ved. Pelloutier

Stor. dei Celti l. II c. 11. _Dictionnaire Diplomat._ tom. I. p. 223.

Possiamo aggiugnere che le più antiche iscrizioni runiche si credono

essere del terzo secolo, ed il più antico Scrittore che le rammenti, è

Venanzio Fortunato (Carmen. VII 18) il quale viveva verso la fine del

sesto secolo.

_Barbara fraxineis pingatur RUNA tabellis._

[651] _Recherches Philosoph. sur les Améric._ tom. III. pag. 228.

L'autore di questa bella opera è (se non sono male informato) tedesco di

nascita.

[652] Il geografo Alessandrino è spesso criticato dall'esatto Cluverio.

[653] Vedi Cesare ed il dotto Sig. Whitaker nella sua Storia di

Manchester vol. I.

[654] Tacit. German. 15.

[655] Quando i Germani ordinarono agli Ubii di Colonia di scuotere il

giogo romano, e ripigliare con la nuova lor libertà gli antichi costumi,

insisterono sull'immediata demolizione delle mura della Colonia.

_Postulamus a vobis, muros coloniae, munimenta servitii detrahatis;

etiam fera animalia, si clausa teneas, virtutis obliscuntur._ Tacit.

Hist. IV. 64.

[656] Gli sparsi villaggi della Slesia si estendono per diverse miglia

di lunghezza. Vedi Cluver. l. I c. 13.

[657] Centoquaranta anni dopo Tacito, furono erette alcune fabbriche più

regolari vicino al Reno e al Danubio Erodiano, l. VII p. 234.

[658] Tacit. Germ. 17.

[659] Tacit. German. 5.

[660] Caesar De bell. Gall. VI 21.

[661] Tacit. Germ. 26 Caesar VI 22.

[662] Tacit. Germ. 6.

[663] Dicesi che i Messicani ed i Peruviani senza l'uso della moneta e

del ferro, han fatto un grandissimo progresso nelle arti. Queste arti,

ed i monumenti, da esse prodotti, sono stati moltissimo esagerati. Ved.

_Recherches sur les Américains_ tom. II p. 153 ec.

[664] Tacit. Germ. 15.

[665] Tacit. Germ. 22, 23.

[666] Id. 24. Poteano i Germani avere apprese dai Romani le _arti_ del

giuoco, ma la _passione_ di esso è mirabilmente inerente all'umana

specie.

[667] Tacit. Germ. 14.

[668] Plutarc. in Camillo. Tit. Liv. V. 33.

[669] Dubos. Stor. della Monarc. francese tom. I p. 93.

[670] La nazione elvetica che uscì dal paese chiamato _degli Svizzeri_,

conteneva trecentosessantottomila persone di ogni età e d'ogni sesso

(_Caesar De bell. Gall._ l. 29.) Adesso il numero degli abitatori nel

_pays de Vaux_ (picciol distretto sulle rive del lago Lemano, molto più

illustre per la cultura che per l'industria) ascende a 112591. Vedi un

eccellete trattato del Sig. Muret, nelle Mem. della Società di Berna.

[671] Paolo Diacono c. 1. 2. 3, Machiavello, Davila, ed il restante dei

seguaci di Paolo, rappresentano queste emigrazioni come disegni troppo

regolari e concertati.

[672] Guglielmo Temple e Montesquieu si sono, su questo soggetto,

lasciati trasportare dalla solita vivacità della loro fantasia.

[673] Machiavello Stor. di Firenze l. I. Mariana Stor. spagnuola l. V c.

I.

[674] Robertson, Vita di Carlo Quinto. Hume, Saggi politici.

[675] Tacit. Germ. 44, 45. Frensemio (che dedicò il suo supplemento di

Tito Livio a Cristina di Svezia), si crede in obbligo di far molto lo

sdegnato con quel Romano che mostrò così poco rispetto per le Regine del

Settentrione.

[676] Non sarebbe egli da sospettarsi che la superstizione generasse il

dispotismo? Dicesi che i discendenti di Odino (la cui stirpe non si

estinse fino all'anno 1060) regnarono nella Svezia per più di mille

anni. Il tempio di Upsal era l'antica sede della Religione e

dell'Impero. Nell'anno 1153 ritrovo una legge singolare, la quale a

tutti proibisce l'uso ed il possesso delle armi, eccettuate lo guardie

del Re. Non è egli probabile che fosse questa legge colorita col

pretesto di ristabilire una antica istituzioni? Ved. Dalin; Storia di

Svezia nella Biblioteca Ragionata tom. XL. e XLV.

[677] Tacit. Germ. c. 43.

[678] Tacit. Germ. c. 11, 12, 13 ec.

[679] Grozio muta una espressione di Tacito, _pertractantur_ in

_praetractantur_. La correzione è giusta non men che ingegnosa.

[680] Nel _nostro_ antico Parlamento ancora, i baroni sovente decidevano

una questione non tanto col numero dei voti, quanto con quello dei loro

seguaci.

[681] Caesar de Bell. Gall. VI. 23.

[682] _Minuunt controversias_, è una espressione di Cesare.

[683] _Reges ex nobilitate, duces ex virtute sumunt._ Tacit. German. 7.

[684] Cluver. Germ. Ant. l. I. c. 38.

[685] Caesar VI 22. Tacit. Germ. 26.

[686] Tacit. Germ. 7.

[687] Tacit. Germ. 13, 14.

[688] _Esprit des loix_ l. XXX c. 3. La brillante immagine di

Montesquieu è però corretta dal semplice e freddo ragionamento

dell'Abate di Mably. Osservazioni sulla storia di Francia tomo. I p.

556.

[689] _Gaudent muneribus, sed nec data imputant, nec acceptis

obligantur._ Tacit. Germ. c. 21.

[690] L'adultera veniva frustata pel villaggio. Nè la ricchezza o la

beltà potevano inspirar compassione, o procurarle un secondo marito.

Ivi, 18, 19.

[691] Ovidio impiega dugento versi nella ricerca dei luoghi più propizi

all'amore. Soprattutto egli considera il teatro come il più adatto a

riunire le bellezze di Roma o indurle alla tenerezza ed alla sensualità.

[692] Tacit. Stor. IV 61, 65.

[693] I doni nuziali consistevano in bovi, cavalli ed armi. Vedi Germ.

c. 18. Tacito è alquanto pomposo su questo soggetto.

[694] La mutazione di _exigere_ in _exugere_ è una correzione

eccellente.

[695] Tacit. Germ. c. 7. Plutarco in Mario. Prima che le vedove dei

Teutoni si distruggessero da se stesse con i loro figli, si erano

offerte a rendersi, con il patto di esser ricevute come schiave delle

Vestali.

[696] Tacito ha impiegato poche righe, e Cluverio cento ventiquattro

pagine su questo oscuro soggetto. Il primo ritrova nella Germania gli

Dei della Grecia e di Roma. L'ultimo decide che, sotto gli emblemi del

sole, della luna e del fuoco, i suoi devoti antenati adoravano la

Trinità nell'Unità.

[697] Il sacro bosco, descritto con sublime orrore da Lucano, era nella

vicinanza di Marsiglia. Ma ve n'erano molti della stessa specie nella

Germania.

[698] Tacit. German. c. 7.

[699] Tac. c. 4.

[700] Vedi Robertson vita di Carlo V. Vol. I nota 10.

[701] Tacit. Germ. c. 6. Questi stendardi altro non erano che teste di

animali feroci.

[702] Vedi un esempio di questo costume in Tacito, Annal. XIII. 57.

[703] Cesare, Diodoro e Lucano sembrano attribuire questa dottrina ai

Galli, ma il Sig. Pelloutier (Stor. dei Celti l. XIII c. 18) si sforza

d'interpretare le loro espressioni in un senso più ortodosso.

[704] Riguardo a questa grossolana, ma seducente dottrina dell'Edda,

vedi la favola XX nella curiosa traduzione di quel libro, pubblicata dal

sig. Mallet nella sua introduzione alla storia di Danimarca.

[705] Vedi Tacito Germ. c. 3, Diod. Sicul. l. V, Strab. l. IV p. 197. Il

dotto lettore può rammentarsi il grado di Demodoco nella Corte feacia, e

l'ardore infuso da Tirteo negli avviliti Spartani. Vi è per altro poca

probabilità, che i Greci ed i Germani fossero una stessa nazione. Quante

erudite fole si risparmierebbero, se volessero i nostri antiquarj

riflettere, che situazioni simili produrranno naturalmente simili

costumi.

[706] _Missilia spargunt._ Tacit. German. c. 6. O questo Storico si è

servito di una indeterminata espressione, o ha voluto dire che erano

gettati a caso.

[707] Era questa la loro principale distinzione dai Sarmati, i quali

generalmente combattevano a cavallo.

[708] La relazione di questa impresa occupa una gran parte dei libri

quarto e quinto della Storia di Tacito, ed è più pregevole per

l'eloquenza, che per la chiarezza. Enrico Saville vi ha osservate molte

negligenze.

[709] Tacito Stor. IV 13. Avea come essi perduto un occhio.

[710] Erano comprese tra i due rami dell'antico Reno, come sussistevano

prima che l'arte e la natura cambiassero l'aspetto del paese. Vedi

Cluver. German. Antiq. l. II c. 30, 57.

[711] Caesar De Bell. Gall. l. VI 23.

[712] Sono essi però rammentati nel IV e V secolo da Nazzario, Ammiano,

Claudiano ec. come una Tribù di Franchi. Vedi Cluver. Germ. Antiq. l.

III c. 13.

[713] _Urgentibus_ è la comun lezione; ma il buon senso, Lipsio ed

alcuni Mss. si dichiararono per _vergentibus_.

[714] Tacit. German. c. 33. Il devoto abate de la Bleterie è molto

sdegnato con Tacito; parla del diavolo, che fu un assassino fin da

principio ec. ec.

[715] Possono rinvenirsi molte tracce di questa politica in Tacito ed in

Dione; e molte più si possono dedurre dai principj della natura umana.

[716] Stor. Aug. p. 31. Ammian. Marcell. lib. XXXI c. 5. Aurel. Vittor.

L'Imperatore Marco Aurelio fu ridotto a vendere i ricchi addobbi del

palazzo, ed arruolare gli schiavi ed i ladri.

[717] I Marcomanni (colonia, che dalle rive del Reno occupò la Boemia e

la Moravia) avevano una volta eretta una grande e formidabile Monarchia

sotto il loro Re Marobodno. Vedi Strabone l. VII, Vell. Paterc, II. 105,

Tacit. Annal. II 63.

[718] Il Sig. Wotton (Stor. di Roma p. 166) estende la proibizione ad

una distanza dieci volte maggiore. Il suo ragionamento è specioso, ma

non concludente. Cinque miglia erano sufficienti per una fortificata

barriera.

[719] Dione l. LXXI e LXXII.

[720] Vedi un'eccellente dissertazione su l'origine e l'emigrazione

delle nazioni nelle Memorie dell'Accademia delle Iscrizioni tom. XVIII

p. 48, 71. È raro, che l'antiquario e il filosofo si trovino sì

felicemente uniti in una sola persona.

Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 01 · 第 39 / 45 题