NOTE:

[520] Non vi era ancora stato esempio di tre generazioni successive sul

trono: si erano soltanto veduti tre figli governare l'Impero dopo la

morte dei loro padri. Non ostante la permissione e la frequente pratica

del divorzio, i matrimonj dei Cesari generalmente furono infruttuosi.

[521] Storia Aug. p. 138.

[522] Stor. Aug. p. 140. Erod. l. VI p. 223, Aurel. Vittore. Paragonando

questi autori, sembra che Massimino avesse il comando particolare della

cavalleria Triballiana, e la commissione di disciplinare le reclute di

tutto l'esercito. Il suo biografo avrebbe dovuto più accuratamente

indicare le sue imprese, ed i diversi gradi, pei quali egli passò.

[523] Vedi la lettera originale di Alessandro Severo. Storia Aug. p.

149.

[524] Stor. Aug. p. 135. Ho moderate alcune delle più improbabili

circostanze riferite nella sua vita, per quanto se ne può giudicare

dalla narrazione di questo sciaurato biografo, secondo il quale parrebbe

che il buffone di Alessandro entrasse a caso nella sua tenda, mentre ei

dormiva, e lo svegliasse, e che il timor del castigo l'inducesse a

persuadere ai malcontenti soldati di commettere quell'assassinio.

[525] Erod. l. VI. p. 223. 227.

[526] Caligola, il maggiore dei quattro, non aveva che 25 anni quando

ascese al trono; Caracalla ne avea 23; Commodo 19, e Nerone 17 soltanto.

[527] Sembra ch'egli ignorasse interamente il greco, linguaggio d'uso

universale allora nello scrivere e nel conversare, lo studio che faceva

parte essenziale d'ogni culta educazione.

[528] Stor. Aug. p. 141. Erod. l. VII p. 237. Ingiustamente si accusa

quest'ultimo Storico di aver nascosti i vizj di Massimino.

[529] Veniva paragonato a Spartaco, e ad Atenione: Stor. Aug. p. 141.

Alcune volte la moglie di Massimino sapeva con i suoi savj e dolci

consigli rimettere il tiranno sulla via della verità e dell'umanità.

Ved. Am. Marcellino l. XVII. c. 1, dove fa allusione a quella

circostanza, ch'egli ha più estesamente riferita sotto il regno di

Gallieno. Si può vedere dalle medaglie, che quella benefica Imperatrice

si nominava Paulina: il titolo di _Diva_ indica ch'essa morì avanti

Massimino. (Valois, _ad loc. cit._ Amm.) Spanheim _de U. Et P. N._ tom.

II. p. 300.

[530] Erod. l. VII p. 238; Zosimo l. I p. 15.

[531] Nel fertile territorio di Bizacena a cento cinquanta miglia da

Cartagine verso mezzogiorno. Fu probabilmente Gordiano, che dette il

nome di Colonia a quella città, e vi fece fabbricare un anfiteatro, che

il tempo ha rispettato. Vedi _Itineraria_ Wesseling p. 59, ed i viaggi

di Shaw pag. 117.

[532] Erod. l. VII p. 239, Stor. Aug. p. 153.

[533] Stor. Aug. p. 152. Marco Antonio s'impadronì della bella casa di

Pompeo, _in carinis_. Dopo la morte del Triumviro essa fece parte del

dominio imperiale. Traiano permise ai Senatori opulenti di comprare

questi magnifici palazzi già divenuti inutili al Principe (Plinio

Panegir. c. 50.) Allora probabilmente il bisavolo di Gordiano acquistò

la casa di Pompeo.

[534] Queste quattro specie di marmo erano il claudiano, il numidico, il

caristio, ed il sinnadio: non sono stati molto ben descritti i loro

colori per poterli esattamente riconoscere. Sembra però che il caristio

fosse un verdemare, e che il sinnadio fosse un bianco mischiato di

macchie di porpora ovali. Vedi Salmasio, ad _Hist. Aug._ p. 164.

[535] Stor. Aug. p. 151 152. Faceva talvolta comparir sull'arena

cinquecento coppie di gladiatori, e non mai meno di centocinquanta:

dette egli una volta per l'uso del Circo cento cavalli Siciliani ed

altrettanti della Cappadocia. Gli animali per le cacce erano orsi,

cignali, tori, corvi, alci, asini selvaggi ec. Pare che i leoni e gli

elefanti fossero riservati per l'imperiale magnificenza.

[536] Vedi nella Stor. Aug. p. 152 la lettera originale, che mostra il

rispetto di Alessandro pel Senato, e la sua stima pel Proconsole

designato da quell'Assemblea.

[537] Il giovane Gordiano ebbe tre o quattro figli da ogni concubina; le

sue produzioni letterarie, avvegnachè in minor numero, non sono da

disprezzarsi.

[538] Erod. l. VII p. 243; Stor. Aug. p. 144.

[539] _Quod tamen patres dum periculosum existimant, inermes armato

resistere approbaverunt._ Aurel. Vittor.

[540] Gli Uffiziali e gli stessi famigli del Senato erano esclusi, ed i

Senatori esercitavano essi medesimi le funzioni di Cancelliere ec. Siam

debitori alla Stor. Aug. p. 159 di questo curioso esempio dell'antico

uso osservato nel tempo della Repubblica.

[541] Questo discorso, degno di un zelante cittadino, pare che sia stato

estratto dai registri del Senato, e trovasi inserito nella Storia Aug.

p. 156.

[542] Erod. l. VII p. 244.

[543] Erod. l. VII p. 147; l. VIII p. 277; Stor. Aug. p. 156 158.

[544] Erod. l. VII. p. 254; Stor. Aug. p. 150 160. In vece di un anno e

sei mesi pel regno di Gordiano, il che è assurdo, bisogna leggere nel

Casaubono e nel Panvinio un mese e sei giorni. Ved. Comment. p. 193;

Zosimo riferisce con una strana ignoranza della Storia, o per uno strano

abuso della metafora (l. I p. 17.), che i due Gordiani perirono in una

tempesta in mezzo alla loro navigazione.

[545] Vedi Stor. Aug. p. 166 sull'autorità dei registri del Senato. La

data è sicuramente falsa: ma è facile di correggere questo sbaglio,

riflettendo che si celebravano allora i giuochi Apollinari.

[546] Discendeva da Cornelio Balbo, nobile spagnuolo, e figlio adottivo

di Teofane, Storico greco. Balbo ottenne il diritto di cittadinanza pel

favor di Pompeo, e lo conservò per l'eloquenza di Cicerone (Vedi _orat.

pro Corn. Balbo_). L'amicizia di Cesare, al quale egli rendè in secreto

importanti servigi nella guerra civile, gli procurò le dignità di

Console e di Pontefice, onori dei quali niun forestiero era stato

peranco rivestito. Il nipote di questo Balbo trionfò dei Garamanti. Vedi

il Dizionario del Baile alla parola _Balbo_. Questo giudizioso scrittore

distingue varj personaggi di tale nome, e rileva con la sua ordinaria

esattezza, gli abbagli di coloro che hanno trattato lo stesso soggetto.

[547] Zonara l. XII. p. 622; ma come possiamo fidarci della autorità di

un Greco sì poco istrutto della Storia del terzo secolo, che crea

diversi immaginarj Imperatori, e confonde i Principi che hanno realmente

esistito?

[548] Erod. l. VII p. 256, suppone che il Senato fosse prima convocato

nel Campidoglio, e lo fa parlare con molta eloquenza. La Stor. Aug. p.

116 sembra molto più autentica.

[549] In Erod. l. VII p. 249, e nella Storia Aug. abbiamo tre diverse

arringhe di Massimino alla sua armata per la ribellione dell'Affrica e

di Roma. Tillemont ha osservato che non sono coerenti tra loro, nè

s'accordano con la verità. Stor. degl'Imperatori tom. III p. 799.

[550] L'inesattezza degli Scrittori di quel secolo ci pone in un grande

imbarazzo: I. Sappiamo che Massimo e Balbino furono uccisi nel tempo dei

giuochi Capitolini (Erodiano l. VIII p. 285). L'autorità di Censoriano

(_de die natali_ c. 18.) c'insegna che questi giuochi furono celebrati

nell'anno 238, ma noi non sappiamo nè il mese nè il giorno. II. Non si

può dubitare che Gordiano non sia stato eletto dal Senato il 27 di

Maggio; ma è difficile di sapere se ciò fu nello stesso anno o nel

precedente. Tillemont e Muratori, che sostengono le due opposte

opinioni, si fondano sopra molte autorità, congetture, e probabilità.

L'uno ristringe la serie dei fatti tra queste due epoche, l'altro

l'estende al di là, e sembra che ambidue si allontanino ugualmente dalla

ragione e dalla Storia. È per altro necessario seguire uno dei due.

[551] Velleio Patercolo l. II c. 24. Il presidente di Montesquieu, nel

suo dialogo tra Silla ed Eucrate, esprime il sentimento del Dittatore in

una maniera sublime ed ingegnosa.

[552] Il Muratori (Ann. d'Italia tom. II. p. 294) crede che lo

scioglimento delle nevi indichi piuttosto il mese di Giugno o di Luglio,

che quel di Febbraio. L'opinione di uno che passava la vita tra le Alpi

e gli Appennini, è senza dubbio di gran peso: conviene per altro

osservare; I. che il lungo inverno, sul quale si fonda il Muratori, non

si trova che nella versione latina, e che il testo greco di Erodiano non

ne fa menzione. II. che le piogge ed il sole, al quale furono i soldati

di Massimino esposti successivamente (Erod. l. VIII p. 277), indicano

piuttosto la primavera che la state. Sono queste le diverse correnti che

insieme unite formano il Timavo, di cui Virgilio ci ha data una

descrizione tanto poetica, prendendo questa parola in tutta la sua

estensione. Le loro acque scorrono a dodici miglia in circa a levante di

Aquileia. Vedi Cluverio _Italia Antiq._ tom. I p. 189.

[553] Erodiano l. VIII p. 272. La divinità Celtica fu supposta essere

Apollo, e sotto questo nome gli rendè grazie il Senato. Si fabbricò

ancora un tempio a Venere Calva per eternare la gloria delle donne di

Aquileia, le quali aveano in quell'assedio generosamente sacrificati i

loro capelli, per farne corde ad uso delle macchine di guerra.

[554] Erodiano l. VIII p. 279. Stor. Aug. p. 145. Eutropio fa regnare

Massimino tre anni ed alcuni giorni (l. IX I.) Possiamo credere che il

testo di questo autore non è corrotto, poichè l'originale latino

confronta colla versione greca di Peanio.

[555] Otto piedi romani e un terzo. Vedi il trattato di Graves sul piede

romano. Massimino potea bere in un giorno un'_anfora_ di vino, o

mangiare trenta o quaranta libbre di carne. Poteva strascinare una

carretta carica, rompere con un pugno la gamba ad un cavallo, stritolare

con le mani le pietre, e svellere piccoli alberi. Vedi la sua vita nella

Storia Augusta.

[556] Vedi nella Stor. Aug. la lettera di congratulazione scritta dal

Console Claudio Giuliano ai due Imperatori.

[557] Stor Aug. p. 171.

[558] Erod. l. VIII p. 258.

[559] Erod. l. VIII p. 213.

[560] Il Senato aveva imprudentemente fatta questa osservazione; e lo

notarono i soldati come un insulto. Stor. Aug. p. 270.

[561] _Discordiae tacitae, et quae intelligerentur potius quam

viderentur._ Stor. Aug. p. 170. Questa felice espressione è

probabilmente presa da qualche migliore Scrittore.

[562] Erodiano l. VIII p. 287 288.

[563] _Quia non alius erat in praesenti._ Stor. Aug.

[564] Quinto Curzio (l. X c. 9) elegantemente si rallegra

coll'Imperatore del giorno, perchè colla felice sua assunzione al trono

ha spente tante fiamme, fatti rientrare tanti brandi nella guaina, e

posto fine ai mali di un diviso Governo. Dopo avere attentamente pesate

tutte le parole di questo passo, non vedo in tutta la Storia romana

altr'epoca, alla quale possa meglio convenire che all'innalzamento di

Gordiano. In questo caso si potrebbe determinare il tempo in cui ha

scritto Quinto Curzio. Quei che lo pongono sotto i primi Cesari, si

fondano sulla purità e sull'eleganza del suo stile; ma non possono

spiegare il silenzio di Quintiliano, che ci ha data una lista

esattissima degli Storici romani senza far menzione dell'autore della

vita di Alessandro.

[565] Storia Aug. p. 161. Da alcune particolarità contenute in queste

due lettere, io penso che gli eunuchi fossero scacciati dal palazzo con

qualche violenza, e che il giovane Gordiano si contentò di approvare la

loro disgrazia senza acconsentirvi.

[566] _Duxit uxorem filiam Misithei, quem causa eloquentiae dignum

parentela sua putavit, et praefectum statim fecit; post quod, non

puerile jam et contemptibile videbatur imperium._

[567] Stor. Aug. 162, Aurel. Vittore, Porfirio _in vita Plotini ap.

Fabricium_, _Biblioth. graeca_ l. IV c. 36. Il filosofo Plotino

accompagnò l'esercito, mosso dal desiderio d'istruirsi e di penetrare

nell'India.

[568] A diciotto miglia incirca dalla piccola città di Circesio su i

confini dei due Imperi.

[569] L'iscrizione, che conteneva un curioso equivoco, fu cancellata per

ordine di Licinio, il quale vantava qualche grado di parentela con

Filippo (Stor. Aug. pag. 165); ma il _tumulus_ o monticello di terra,

che formava il sepolcro, sussisteva nel tempo di Giuliano. Vedi Amm.

Marcellino XXIII 5.

[570] Aurelio Vittore, Eutrop, IX 2; Orosio VII 20 Ammian, Marcell.

XXIII. Zosimo l. I p. 10. Filippo era nato a Bostra e non aveva allora

che verso quarant'anni.

[571] Il termine di aristocrazia può egli essere giustamente applicato

al governo d'Algeri? Ogni governo militare ondeggia fra gli estremi di

un'assoluta monarchia e di una feroce, rozza democrazia.

[572] La Repubblica militare dei Mammalucchi nell'Egitto avrebbe

somministrato al Signore di Montesquieu (v. _Considerations sur la

grandeur et la décadence des Romains_ cap. 16.) un parallelo più giusto

e più nobile.

[573] La Storia Augusta (p. 163 164.) non può in questo passo

conciliarsi con se medesima, nè con la probabilità. Come potea Filippo

condannare il suo predecessore, e ciò non ostante consacrarne la

memoria? Come potea egli mai far pubblicamente morire il giovane

Gordiano, e scrivendo poi al Senato discolparsi della taccia della di

lui morte? Filippo, benchè usurpatore ambizioso, non era però un furioso

tiranno. Gli acuti occhi di Tillemont e del Muratori hanno anch'essi

scoperte alcune cronologiche difficoltà in questa pretesa associazione

di Filippo all'Impero.

[574] Sarebbe difficile determinar l'epoca nella quale furono celebrati

per l'ultima volta que' giuochi. Allorquando Bonifacio VIII stabilì i

giubbilei pontificj, che sono una copia dei giuochi secolari, l'avveduto

Papa pretese di non aver fatto altro che richiamare a vita un'antica

istituzione. Vedi _Le Chais, Let. sur les Jubil._

[575] Questo intervallo era di cento, o centodieci anni. Varrone e Livio

adottarono la prima opinione, ma l'ultima fu consacrata dalla

infallibile autorità delle Sibille (Censorino. _De die Natali_ c. 17.)

Gl'Imperatori Claudio e Filippo non si conformarono agli ordini

dell'oracolo.

[576] L'idea dei giuochi secolari si ricava meglio dall'ode di Orazio e

dalla descrizione di Zosimo l. II p. 167 ec.

[577] L'adottato calcolo di Varrone, assegna alla fondazione di Roma

un'Era che corrisponde all'anno 754 avanti G. C. Ma così poco conto può

farsi della cronologia romana nei primi secoli, che il Cav. Isacco

Newton ha trasportata la medesima epoca all'anno 627.

Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 01 · 第 35 / 45 题