CAP. XCVIII.

_Come furono assegnati i prigioni al comune da’ soldati, ed entrarono

in Firenze in sulle carra._

Essendo condotti i prigioni pisani in Monticelli fuori della porta

a san Frediano di Firenze, alquanta di resistenza in parole feciono

i soldati di non darli se certi non fossono di paga doppia e mese

compiuto, e conobbesi essere moto altrui e a mal fine; il perchè

ricevuta speranza d’averla da quelli savi cittadini che con loro

ne parlarono, diedono liberamente i prigioni, i quali ricevuti con

dispettoso e vile spettacolo, col capitano, con l’insegne, e con la

gente dell’arme furono messi in città, perocchè i popolani di basso

stato con alquanti d’un poco meno che mezzano furono allogati in sulle

carra, e furono quarantaquattro carrate; a’ nobili e gente da bene fu

conceduto il venire a cavallo. E innanzi che questa pompa entrasse

nella città, tutte le campane del comune cominciarono a sonare alla

distesa acciocchè tutto il popolo traesse a vedere, e dinanzi alle

carra tutti gli stromenti e suoni del comune, e così quelli della

parte guelfa, vista certamente esemplare di diversa e varia fortuna,

verificante quello disse David, che disse: Vario è l’avvenimento della

guerra, e quinci e quindi consuma il coltello. I prigioni furono

allogati nelle prigioni del comune il più abilmente che si potè, e

dalle buone e pietose donne fiorentine a gara furono abbondantemente

provveduti di tutto ciò che loro bisognava.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 207 / 217 题