_Come messer Piero da Farnese entrò in Firenze, e il capitano de’
Pisani colle insegne e’ prigioni rassegnarono a’ priori._
A dì 11 di maggio, messer Piero da Farnese col capitano, bandiere e
prigioni de’ nemici entrò in Firenze, dove ricevuto con grande letizia
e allegrezza di popolo, e consegnati furono per lui a’ priori col
capitano e bandiere de’ Pisani centocinquanta prigioni, essendoli
per lo comune offerto una ghirlanda d’alloro umilemente la ricusò,
e non la volle prendere, dicendo, che tale ghirlanda si convenia
con altro trionfo e maggiore vittoria, siccome per il senato di
Roma era diputato; furonli donati quattro destrieri nobili coverti
dell’arme sua. Con lui venne messer Simone da Camerino fatto cavaliere
nella battaglia, il quale fu lietamente veduto, e onorato di doni
cavallereschi; e di poi a dì quattordici di maggio colle solennità
usate furono al capitano date per messer Niccolaio degli Alberti
gonfaloniere di giustizia l’insegne, e per lo capitano accomandate
furono a’ Tedeschi a guardia, dando la reale a un messer Amerigone
soldato del nostro comune, il quale la ricevette in nome di messer
Giovanni di..... Tedesco, il quale era al campo. Non vi mancò augurio,
perocchè subitamente come messer Piero l’ebbe in mano surse una lieve
aura che le dirizzò verso Pisa, di che il capitano prese baldanza.