CAP. XLII.

_Come morì messer Simone Boccanera primo doge di Genova._

A dì 13 di marzo di detto anno, essendo gravemente malato messer Simone

Boccanera doge di Genova, e correndo la boce ch’egli stava male, il

popolo prese l’arme, e chiamò venti popolani, i quali domandarono in

guardia il palagio del doge, e a dì 14 del mese v’entrarono e trassonne

circa a trecento tra parenti, e famigli e amici del doge, e nel palagio

lasciarono lui, e la moglie e’ figliuoli, e questi venti che teneano il

palagio elessono altri sessanta popolani al consiglio loro, e con loro

consiglio e favore crearono nuovo doge, lo quale fu messer Gabbriello

Adorno mercatante di buona condizione e fama, il quale vollono, che

campasse o morisse messer Simone Boccanera, fosse doge; e ciò fatto

riposò il popolo, e puose giù l’arme, e i gentili uomini e gran case

di tutto niente si travagliarono. Durando nella infermità il Boccanera,

furono creati sei sindachi ch’avessono a ricercare le ragioni de’ suoi

ufici, e infine tra per l’oppressione de’ sindachi, e chi disse, e

forse non mentì, aiutato, assai miseramente passò di questa vita, e il

corpo suo con due bastagi e un famiglio fu portato alla chiesa. E tale

fu il fine del valente e famoso uomo della primizia de’ dogi di Genova.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 150 / 217 题