_Come morì Giovacchino degli Ubaldini e lasciò reda il comune di
Firenze._
Del mese di dicembre di detto anno, per uno fedele di Giovacchino di
Maghinardo degli Ubaldini rivelato gli fu, che Ottaviano suo fratello
l’avea richiesto, e tenea trattato di torli Castelpagano; Giovacchino
volle che il fedele seguisse il trattato, e procedendo a tanto venne
al fatto, che Giovacchino essendosi dentro fornito in modo che non
potea essere forzato, ordinò che il fedele al giorno dato mise i fedeli
e’ fanti di Ottaviano; Giovacchino fece serrare le porte, e mettere
al taglio delle spade quelli che dentro v’erano racchiusi. Occorse
ch’uno fedele di Ottaviano veggendosi in luogo da non potere campare,
disperando, come un verro accanato si dirizzò a Giovacchino, e lo
fedì nella gamba, della quale fedita di spasimo indi a pochi giorni
morì. Conoscendo Giovacchino il poco amore del fratello verso lui, e
ch’era cagione di sua morte, fè testamento, e lasciò erede il comune di
Firenze; il quale poi del mese di febbraio per suo sindaco, come giusto
e legittimo erede prese la tenuta di Castelpagano, e d’altre terre e
beni che s’apparteneano al detto Giovacchino.