CAP. IX.

_Come novecento cavalieri di quelli di messer Bernabò furono sconfitti

da seicento di quelli di messer Cane Signore._

Era la gente di messer Cane Signore e di Polo Albuino in numero di

seicento cavalieri del mese di luglio 1362, essendo messer Bernabò

in Brescia con gente molta più assai di cavallo, la detta gente di

messer Cane in passaggio albergò dinanzi delle porte della città,

e una domenica mattina partendosi di quindi per ridursi a Pescara

e coll’altra gente della lega, lasciato fornite Ganardo e Pandegoli

castella di nuovo per loro acquistate in sul Bresciano, ed essendo

già intra ’l detto Pandegoli e Smaccano, la gente di messer Bernabò

in numero di novecento barbute e oltra, che in que’ giorni s’era

ricolta nel castello di Lenado, parendo loro avere mercato della gente

di messer Cane, s’apparecchiarono ad assalirla. La gente di messer

Cane sapendo che i nemici avanzavano il terzo e più, e che nel luogo

dov’erano aveano il disavvantaggio del terreno, e che si metteano in

punto per assalirli, non aspettarono, e il detto giorno nell’ora del

vespro nella disperazione presono cuore, e assalirono francamente i

nemici in su l’ordinarsi, e col favore di Dio li misono in rotta, e

assai ne furono morti e magagnati e assai presi, intra’ quali di nome

furono messer Mascetto Rasa da Como loro capitano, con venticinque

conestabili assai pregiati in arme, e altri assai che non si nominano;

e quindi a non molti giorni trecento barbute della gente di messer

Bernabò in sul Bresciano dalla gente della lega furono sconfitti.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 117 / 217 题