CAP. XCII.

_Dell’operazioni delle compagnie in questi tempi._

Tornando a’ tormenti delle compagnie, in questi giorni del verno

avanti alla primavera, la Compagnia bianca col marchese di Monferrato

acquistate più castella le quali si teneano per messer Galeazzo

nel Piemonte, e più feciono loro cavalcate infino a Pavia passando

il Tesino, e quivi stati più giorni si ritornarono in Piemonte. La

compagnia la quale era in Borgogna capitanata dal Pitetto Meschino,

uomo alvernazzo e di niente, e per sua prodezza e maestria di guerra

montato in grande stato e pregio d’arme, prese in Borgogna più terre,

dove s’adagiò con la sua brigata, conturbando forte tutta la parte

del re di Francia, riguardando sempre tutti quelli che al re erano

contrari, il perchè il re condusse la compagnia delli Spagnuoli per

cacciare il Pitetto Meschino di Borgogna, i quali Spagnuoli ne’ detti

giorni erano in Berrì, e condotti, così faceano di male ad amici come

a nemici, dove stendere potessono le mani senza guastare il paese

o uccidere. La compagnia d’Anichino di Bongardo uscita del Regno, e

condotta da messer Bernabò, in questi giorni se ne venne in Toscana per

andare sopra Bologna. Così e molto più era intrigata e avviluppata la

cristianità dalle maladette compagnie in questi tempi.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 96 / 217 题