_Come si scoperse che messer Bernabò era vivo, e ’l trattato tenea del
castello di Bologna._
Essendo tanto stata la fama di non sapere novelle di messer Bernabò,
che li più affermavano che morto fosse per molti indizi e congetture
che ciò parevano mostrare, esso in questi giorni lavorava alla coperta
colla lima sorda, nulla dimostranza dando di sè, ma piuttosto ampiando
la fama della morte sua, e cercava trattato, lo quale ordinato avea
con uno Spagnuolo e due suoi famigli, a’ quali in grande confidanza
il legato di Spagna avea accomandato la guardia del castello della
porta che va verso Modena di Bologna: costui per ingordo boccone di
danari per tornarsi ricco a casa l’avea promesso a messer Bernabò, e di
ciò era stato il motore a messer Bernabò messer Giovanni da Bileggio
mentre che là era in prigione, anzi che mandato fosse ad Ancona, e
dovea averlo la notte di san Bartolommeo d’agosto: e scopersesi questo
trattato per un ragazzino che venne al castellano di notte, e fu preso.
Per questa cagione messer Bernabò venne in persona a Parma con duemila
barbute non sapendosi la cagione nè il perchè, se non che scoperto il
tradimento si tornò alla caccia, e il castellano con gli altri che gli
erano consenzienti in Bologna furono attanagliati e impiccati.