CAP. LXXIV.

_Come si scoperse che messer Bernabò era vivo, e ’l trattato tenea del

castello di Bologna._

Essendo tanto stata la fama di non sapere novelle di messer Bernabò,

che li più affermavano che morto fosse per molti indizi e congetture

che ciò parevano mostrare, esso in questi giorni lavorava alla coperta

colla lima sorda, nulla dimostranza dando di sè, ma piuttosto ampiando

la fama della morte sua, e cercava trattato, lo quale ordinato avea

con uno Spagnuolo e due suoi famigli, a’ quali in grande confidanza

il legato di Spagna avea accomandato la guardia del castello della

porta che va verso Modena di Bologna: costui per ingordo boccone di

danari per tornarsi ricco a casa l’avea promesso a messer Bernabò, e di

ciò era stato il motore a messer Bernabò messer Giovanni da Bileggio

mentre che là era in prigione, anzi che mandato fosse ad Ancona, e

dovea averlo la notte di san Bartolommeo d’agosto: e scopersesi questo

trattato per un ragazzino che venne al castellano di notte, e fu preso.

Per questa cagione messer Bernabò venne in persona a Parma con duemila

barbute non sapendosi la cagione nè il perchè, se non che scoperto il

tradimento si tornò alla caccia, e il castellano con gli altri che gli

erano consenzienti in Bologna furono attanagliati e impiccati.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 78 / 217 题