_Di fuoco che senza rimedio arse in Roma san Giovanni Laterano._
Egli è da dolere a tutti i cristiani quello che ora sono per narrare
della nobile e venerabile chiesa di san Giovanni Laterano di Roma, e
ciò pare piuttosto ammirabile che degno di fede. Uno maestro ricopriva
il tetto della nave maggiore della detta chiesa, la quale essendo
coperta di piombo conveniva che con ferri roventi le congiunture delle
piastre si congiugnessero per ammendare i difetti, ed avendo il maestro
il fuoco acceso di carboni sopra il tetto, per sinistro avvenimento
un poco di carbone cadde, e come che si entrasse, senza avvedersene il
maestro si posò sopra una trave, e quella incese, e appresso con quella
tutto l’altro edifizio senza potere essere atato a spegnere, non che
grande popolo non vi traesse con ogni argomento, ma quasi come fosse
volontà di Dio tutta la nave della chiesa, e tutte l’altre parti di
quella, e tutte le cappelle con quella di Sancta Sanctorum arse, che
nulla vi restò fuori che le mura, con danno inestimabile del costo di
tale e tanto edificio: è vero che le reliquie di Sancta Sanctorum si
camparono; e ciò avvenne del mese d’agosto del detto anno. Giugnendo
fuoco a fuoco, in questo medesimo tempo nelle contrade di Bossina fuoco
cadde da cielo, e arse gran paese senza riparo nessuno.