CAP. LXIX.

_Di fuoco che senza rimedio arse in Roma san Giovanni Laterano._

Egli è da dolere a tutti i cristiani quello che ora sono per narrare

della nobile e venerabile chiesa di san Giovanni Laterano di Roma, e

ciò pare piuttosto ammirabile che degno di fede. Uno maestro ricopriva

il tetto della nave maggiore della detta chiesa, la quale essendo

coperta di piombo conveniva che con ferri roventi le congiunture delle

piastre si congiugnessero per ammendare i difetti, ed avendo il maestro

il fuoco acceso di carboni sopra il tetto, per sinistro avvenimento

un poco di carbone cadde, e come che si entrasse, senza avvedersene il

maestro si posò sopra una trave, e quella incese, e appresso con quella

tutto l’altro edifizio senza potere essere atato a spegnere, non che

grande popolo non vi traesse con ogni argomento, ma quasi come fosse

volontà di Dio tutta la nave della chiesa, e tutte l’altre parti di

quella, e tutte le cappelle con quella di Sancta Sanctorum arse, che

nulla vi restò fuori che le mura, con danno inestimabile del costo di

tale e tanto edificio: è vero che le reliquie di Sancta Sanctorum si

camparono; e ciò avvenne del mese d’agosto del detto anno. Giugnendo

fuoco a fuoco, in questo medesimo tempo nelle contrade di Bossina fuoco

cadde da cielo, e arse gran paese senza riparo nessuno.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 73 / 217 题