CAP. LV.

_Delle compagnie d’oltramonti._

Appare che la penna non si possa passare senza fare memoria delle

compagnie, che maravigliosa cosa è il vederne e udirne tante creare

l’una appresso dell’altra in flagello de’ cristiani, poco osservatori

di loro legge o fede. La moglie che fu del siri di Ricorti accolse

da millecinquecento cavalieri di diverse lingue per volere fare

guerra in suo paese, poi fu tirata dalla compagnia, e in persona

con la sua gente venne in servigio della Chiesa e del marchese di

Monferrato in Piemonte, e quivi lasciò con gli altri la sua compagnia

a guerreggiare. E appresso a questa scese in Provenza un’altra gran

compagnia d’Inghilesi, Guasconi e Normandi, e un’altra se n’adunò in

questi tempi medesimi presso Avignone di Spagnuoli, Navarresi e altra

gente, e questa venne sopra la città d’Arli, e corse voce che venia

a petizione del Delfino, che si dicea che volea essere re d’Arli, ma

non fu vero, per loro procaccio venne la compagnia, e una seguiva il

Petetto Meschino Alvernazzo, che poi crebbe, e fece grave danno al re

di Francia. Il paese di Provenza di là da Rodano e di qua, e ’l Venisì

e la corte di Roma ne stava in continova tribolazione.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 59 / 217 题