_Come i Fiorentini comperarono il castello di Cerbaia._
Il comune di Firenze avea dato bando a Niccolò d’Aghinolfo de’ conti
Alberti conte di Cerbaia perchè avea morto un popolare di Firenze;
e vedendo che la Cerbaia era una chiave forte alla guardia del suo
contado da quella parte, gli venne voglia d’avere quel castello, e
fece trattato di comperarlo; il conte per uscire di bando, ed essere
cittadino popolano di Firenze, e considerando che a tenere quella
fortezza gli era non meno di spesa che d’entrata, e sempre ne vivea in
gelosia, ne domandò per prezzo fiorini settemila d’oro, e ’l comune si
fermò a sei, e ’l conte non vi si volle arrecare, e però si mise alla
difesa, ed il comune, come contro a suo sbandito, a dì 21 di maggio
vi pose l’assedio. Il conte vedendosi ribellato il fratello carnale,
e collegato co’ Fiorentini e fattosi loro accomandato, vedendosi
mal parato, l’ultimo dì di maggio diede il castello liberamente
a’ Fiorentini, e rimisesi alla misericordia del comune: il comune
lo ribandì, e fecelo suo popolare, e per via di diritta compera
solennemente fattone le carte per ser Piero di ser Grifo notaio delle
riformagioni, glie ne diè contanti fiorini seimiladugento d’oro, e fu
descritto il castello di Cerbaia in possessione e contado del comune
di Firenze, e tutti i fedeli dalla fedeltà furono liberati, e fatti
contadini di Firenze.