CAP. LII.

_Come i Fiorentini comperarono il castello di Cerbaia._

Il comune di Firenze avea dato bando a Niccolò d’Aghinolfo de’ conti

Alberti conte di Cerbaia perchè avea morto un popolare di Firenze;

e vedendo che la Cerbaia era una chiave forte alla guardia del suo

contado da quella parte, gli venne voglia d’avere quel castello, e

fece trattato di comperarlo; il conte per uscire di bando, ed essere

cittadino popolano di Firenze, e considerando che a tenere quella

fortezza gli era non meno di spesa che d’entrata, e sempre ne vivea in

gelosia, ne domandò per prezzo fiorini settemila d’oro, e ’l comune si

fermò a sei, e ’l conte non vi si volle arrecare, e però si mise alla

difesa, ed il comune, come contro a suo sbandito, a dì 21 di maggio

vi pose l’assedio. Il conte vedendosi ribellato il fratello carnale,

e collegato co’ Fiorentini e fattosi loro accomandato, vedendosi

mal parato, l’ultimo dì di maggio diede il castello liberamente

a’ Fiorentini, e rimisesi alla misericordia del comune: il comune

lo ribandì, e fecelo suo popolare, e per via di diritta compera

solennemente fattone le carte per ser Piero di ser Grifo notaio delle

riformagioni, glie ne diè contanti fiorini seimiladugento d’oro, e fu

descritto il castello di Cerbaia in possessione e contado del comune

di Firenze, e tutti i fedeli dalla fedeltà furono liberati, e fatti

contadini di Firenze.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 56 / 217 题