CAP. L.

_Come la compagnia d’Anichino di Bongardo ch’era nel Regno si

rassottigliò e venne al niente._

Del mese d’aprile erano nella compagnia d’Anichino di Bongardo in

Puglia gli Ungari tanto moltiplicati, che passavano il numero di

tremila. Il re loro avendo di questo sentore loro mandò comandando, che

non fossono contro i suoi consorti, per la qual cosa s’accordarono col

re Luigi una gran parte, e partironsi dalla compagnia de’ Tedeschi, e

promisono di dare vinta o cacciata la compagnia del Regno per trentasei

migliaia di fiorini d’oro, de’ quali si convennono col re: e seguitando

il gran siniscalco ridussono Anichino co’ suoi Tedeschi in Basilicata,

e ridussonli in Atella terra tolta per loro al duca di Durazzo, e ivi

li assediarono, stando d’intorno alle frontiere; e durando il giuoco

lungamente, molti se ne tornarono nella Marca e nella Romagna, e

gli altri rimasono al servigio del re, e senza cacciare o vincere la

compagnia catuno consumava i paesani.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 54 / 217 题