CAP. VII.

_Cominciamento della nuova compagnia d’Anichino di Bongardo Tedesco._

Levatasi la gente di messer Bernabò del distretto di Bologna, Anichino

di Bongardo Tedesco, non senza infamia d’avere maculata sua fede,

all’entrata d’ottobre s’accolse a Salaruolo presso di Faenza a tre

miglia con ottocento barbute e trecento Ungheri, ricettato dal legato,

e datoli vittuaglia; e sì avea il legato circa a milledugento barbute

e quattromila Ungheri da poterlo prendere o cacciarlo di suo paese,

per la qual cosa assai fu manifesto che il legato per nuovo servigio

gli fosse obbligato: e avvegnachè assai fosse segreto, egli stette

tanto a Salaruolo, che pagati gli furono quattordicimila fiorini,

ovvero genovini d’oro; il perchè egli tantosto crebbe sua compagnia

e di Tedeschi e masnadieri, e di volontà del legato a mezzo ottobre

cavalcò il contado de’ conti d’Urbino; appresso entrò nella Ravignana,

e di là valicò ad Ascoli del Tronto in servigio della Chiesa per certa

rivoltura fatta in quella città contro al legato, e stettono alquanti

dì nel paese, e poi di novembre valicarono il Tronto, e arrestaronsi

nel paese verso Lanciano, ove soffersono lungamente gran disagio,

come al suo tempo diremo. Stando in questa compagnia nel numero di

duemila cinquecento tra Ungheri e Tedeschi, e molti fanti a piè nella

Ravignana, e dando boce di valicare da Firenze, i Fiorentini ne tennono

consiglio, e infine deliberaro di provvedersi alle difese, e imposono

per legge personale a chi consigliasse, trattasse o parlasse occulto

o palese del prender accordo alcuno con la detta compagnia: e ciò fu

assai utile cagione e materia a tutti i Toscani, perocchè le compagnie

vanno cercando chi fugga e fannone preda, e fuggono le resistenze,

perocchè dove e’ le trovano non possono durare, nè trarne furtivo

guadagno.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 11 / 217 题