Il dì dopo quest'olocausto di sventurati, due giovani salivano sul
battello a vapore per Patti. Un uffiziale avevali accompagnati sino a
bordo, e poco prima della partenza li salutò ed augurò loro viaggio
felice.
--Addio, Azzo.
--Arrigo, addio.
Ed appena il piroscafo abbandonò il porto, Arrigo disse alla compagna:
--Bel soggiorno a Messina, o Emma; ma molti cattivi v'ho trovati...
v'ebbi molte noie... molte paure...
--E non ritorneremo più colà, n'è vero?
--Giammai!...
E levato lo sguardo su Curcoraggio sussurrò:
--Volevano uccidermi!... ammazzarmi per una leggerezza giovanile!...
perchè la montanina moriva!... plebei, cadeste!
Emma ed Arrigo, perduta in Messina la baronessa, abbandonavano per
sempre quella città.