Spuntava l'alba del 6 e gran folla di popolo s'accalcava sul piazzale
d'Acquaviva. Adagiato su poca paglia lungo i gradini della chiesa, un
uomo, tutto insanguinato, lottava colla morte, e nella sua agonia
sorrideva. Inginocchiata a lui d'accanto, una giovane donna piangente
e discinta gli tergeva con pannolino il sudore, e con affetto sublime
lo baciava in fronte. Dolore acuto e profondo era quello della donna,
e ne' suoi occhi velati e gonfi dalle lagrime ognun leggeva la storia
d'un amore sviscerato e imperituro. Chini sul morente, due giovani
montanari ne contemplavano con visibile angoscia le ferite fasciate e
le labbra semiaperte; avrebber di cuore sacrificata parte della loro
vigoria per salvar la vita dell'amico; non piangevano, ma i loro
sospiri e l'agitazione de' loro sembianti attestavano il cupo e mal
celato strazio dell'animo. La folla stessa singhiozzava; il prematuro
e fatale morir di quell'uomo era dunque un affanno comune, tutti
sentivano che in lui si spegneva un'esistenza preziosa, si recidevano
speranze lungamente nutrite, affezioni cementate dai fatti.
--Addio, Iza mia... addio Enzo, Bino addio... ed a voi pure
popolani... addio! muoio... ma muoio contento... la mia valle è
risorta... e l'isola respira! Abbiate sempre cara la libertà...
sull'altare di essa deponete rancori ed odii... amatela, la patria...
questa terra nostra... questa terra... Oh, sento mancarmi le ultime
forze... addio amici... Iza, Iza mia, ricordati del tuo Pardo... amalo
anche morto... e spesso parla di me alla vecchia Rosalia... ai villici
di Sutera... Oh Sutera!... ieri fuggivo... esulavo... oggi eccomi
ucciso... Addio Iza... Iza!... dammi l'ultimo bacio!--E colle braccia
strinse al seno la desolata sposa, baciandola, ribaciandola,
coll'impeto dell'abbandono estremo. Iza, vinta da tanto dolore, teneva
fissi gli sguardi negli occhi di Pardo; e le suppliche d'Enzo e Bino
perchè di là si levasse, si togliesse a quel luttuoso spettacolo, a
nulla valsero; nessun conforto, consolazione nessuna ascoltò...
abbracciava ancora le spoglie del marito che le campane salutavano con
mesta melodia il sole risorto.