Uno squillo sottile e prolungato rispose allo scrollo potente che il
sagrestano, avvezzo alle corde del campanile, aveva dato all'esile
cordicina verde che uscia da un buco dell'imposta. Pochi istanti dopo,
un rumor di passi si avvicinò e una vocina fievole chiese chi fosse.
--Son Baccio.
E la porta si aperse.
Cesare entrando in Roma colle spoglie delle Gallie, non aveva certo
l'aspetto più altiero e più trionfante di quello di Baccio, quando,
penetrato nel corridoio e fatto un sorriso alla vecchierella che ci
aveva aperto, disse a me:
--Resti servito!
La prima senzazione che provai, fu di un profumo d'incenso diffuso,
misto a quell'odore senza nome che emana dalla umidità delle pareti
nelle case poco abitate. La vecchierella che precedeva col lume,
parlava a bassa voce colla mia guida; giunta in fondo al corritoio che
dava in un cortiletto, si arrestò, mentre l'altro proseguiva col
bagaglio e poichè le fui giunto vicino, alzò con ingenua famigliarità
la lucernetta fino all'altezza del mio naso; allora vidi due occhietti
lucidi e profondi che mi fissavano con una curiosità che sapeva di
investigazione e che si sciolse in un lungo sorriso immobile.
--Santa Caterina! sclamò poi precedendomi di nuovo attraverso i
ciottoli erbosi, se l'avessi saputo prima, avrei almeno allestito
qualche cosa che fosse degno di un signore!
E dirigendomi la parola:
--Siamo in certi paesi, illustrissimo, che si ha proprio vergogna
quando arriva un forestiero come lei. Basta, Don Luigi le spiegherà
meglio ogni cosa. Ecco, s'accomodi qui: questo è il suo gabinetto.
Ciò che la ingenua Perpetua chiamava il gabinetto del signor curato,
era uno stanzone ampio ed alto, così che avrebbe potuto servire per
una festa da ballo. Sedetti sopra una specie di divano coperto di una
pelle color caffè, arrestata all'ingiro da piccoli bottoni d'ottone, e
mi diedi ad osservare. Davanti a me un largo tavolo quadrato, in
vecchio noce annerito, appoggiato a quattro gambe solide come colonne,
dominava da protagonista la scena. Per metà coperto da un tappeto di
panno verde grossolano, sopportava due alte cataste di registri legati
in cuoio, senza dubbio i registri delle nascite e delle morti, questa
_scrittura doppia_, questa _Entrata ed Uscita_ di un commercio senza
soluzione di continuità, per quanto possano mutare i tempi e gli
avvenimenti.
Accanto ad essi il breviario aperto pareva annoiarsi aspettando la
ripresa della lettura interrotta, in compagnia di un gran calamaio di
piombo da cui aveva l'aria di spiccare il volo una coppia di penne
d'oca; appoggiato al calamaio un rotolo di carta azzurrognola coperta
di fitti e grossi caratteri. A destra del tavolo nereggiava gettando
un'ombra lunga e tagliente sulla parete, una libreria.
Le novanta volte su cento voi potete giudicare del carattere, delle
abitudini, degli affetti di un uomo dal frontispizio dei volumi
schierati nella sua libreria, E ciò sopratutto in quelle silenti
dimore delle creature pensanti, sepolte nella monotona vita della
provincia, case bianche che serbano una tal aria di modesta
aristocrazia, se così è lecito esprimermi, in mezzo al bottegume ed al
borghesume; oasi strappate dagli uragani della vita al giardino della
civiltà, dalla civiltà dimenticate, ma che il viaggiatore filosofo
saluta e benedice talvolta colla pia gioia del nomade nel deserto. Là
non troverete le cento nullità letterarie di cui si pasce ogni giorno
la curiosità cittadina; il libercolo, l'opuscolo di circostanza, il
volume a margini sterminati, ultimo portato della speculazione
libraria, li cercherete invano sotto ai vetri puliti di quegli
scaffali che racchiudono tutte le memorie di un passato, pane
quotidiano di spiriti che, per lo più tuffati in un ozio meditativo,
non hanno bisogno di nuovi sapori, di sali più corroboranti per
innalzarsi al disopra delle monotone realtà che li circondano.
La libreria, la famiglia rispetto alla quale non siete nè figlio, nè
padre, ma che vi può dare tutte quelle gioie che stanno chiuse in
queste due parole, interrogatela quando è patrimonio dell'uomo
solitario, dell'uomo esiliato dalla società e che ha in essa creata la
società sua. Lo conoscerete.