Vattene pur dunque, frate mosca.... All'udir queste cose frate Elia

s'ammutolì e partissene confuso. Tredicesima colpa di frate Elia fu

di non aver mai voluto riconciliarsi coll'Ordine, e rimase sino alla

morte nella sua ostinazione. E quando frate Giovanni da Parma Ministro

Generale mandò a lui il suo amico frate Gherardo da Modena, che era

uno de' frati primitivi, a pregarlo che per amore di Dio e del beato

Francesco, pel bene dell'anima propria, e per dare buon esempio,

ritornasse in seno alla Religione, cui era stato addetto, rispose:

Frate Gherardo, ho udito dire tanto bene di quel venerabile frate

Giovanni da Parma che non mi rifiuterei di prostrarmi a suoi piedi e

confessare le mie colpe, fidente nella sua benignità, ma temo assai

che que' Ministri provinciali, che sono stati offesi da me, mi tendano

insidia, mi caccino tra ceppi in carcere, e mi alimentino di poca

acqua e pan muffato. Inoltre, avendo io offeso anche la Corte romana,

so che il Cardinale governatore dell'Ordine vorrebbe intromettersi

nell'affare del castigo da infliggermi; nè io voglio perdere la

protezione che ho dell'Imperatore. Nulla ostante frate Gherardo da

Modena stette tutto un giorno intero nel convento di Cella di Cortona

in colloquio famigliare con frate Elia, e s'adoperò ad ogni potere

per vincerlo e convertire lui e i frati domestici di lui, e indurli

ad essere ossequenti alle discipline dell'Ordine.... Ma si ingegnò

invano, perchè Elia pei detti motivi non volle piegarsi...... Quel

frate Gherardo però passò colà tutta la notte successiva senza poter

dormire, e, come poscia narrò, gli era paruto di aver udito tutta

notte svolazzare demonii per la casa e pel convento come pipistrelli,

e li udiva emettere grida, che gli fecero correr per le ossa tremore

e terrore: _M'è venuto uno spavento ed un tremito, che ha spaventate

tutte le mie ossa, ed uno spirito è passato davanti a me, che mi ha

fatto arricciare i peli della mia carne_, dice Giobbe 4.º. Finalmente,

sorto il sole e dato un saluto, in fretta si partì col suo compagno,

e riferì al suo Generale tutto per ordine, quanto aveva veduto e

udito. In processo di tempo frate Elia morì scomunicato, come già

era, da Papa Gregorio IX; se abbia avuto l'assoluzione e se abbia

provveduto bene all'anima sua, ora se lo saprà. Ei ci pensi......

Dopo tempo, giacchè _a qualsivoglia affare v'è tempo e modo,_ come

dice l'Ecclesiaste 8.º, un Custode fece disseppellire il corpo di

frate Elia e gettare in una fogna..... Se vi è chi desideri sapere a

chi ne' lineamenti del volto si assomigliasse frate Elia, gli dico

che si assomigliava in tutto a frate Ugo di Reggio, cognominato

Pocapaglia, nel secolo, maestro di grammatica; destrissimo a dar la

beffa, parlatore prontissimo, e nell'Ordine ottimo e facondissimo

predicatore, che confutava vittoriosamente i calunniatori dell'Ordine,

e colla parola e coll'esempio li riduceva al silenzio. Ed un maestro

Guido Bonatti di Forlì, che si spacciava per filosofo e astrologo, e

gettava il fango sulle predicazioni dei frati, fu da lui sifattamente

confuso al cospetto di tutta l'Università e del popolo di Forlì, che

per tutto il tempo che frate Ugo soggiornò in quelle parti, non solo

non osò più fiatare, ma nè manco farsi vedere. Quest'Ugo aveva sempre

in pronto tanti adagi, tante sentenze, tante favole, tanto copiosa

messe d'esempi, e stavano sì bene sulle sue labbra, perchè li applicava

sempre a proposito, ed era tanto facondo, colto e graziosissimo

parlatore che tutti con gran diletto pendevano dalle sue labbra. I

Ministri e i Prelati dell'Ordine però non lo vedevano di buon occhio,

perchè parlava sempre allegoricamente, e con proverbii e con esempi

li confondeva. Ma egli non si dava pensiero di loro, protetto che si

credeva dalla santità della sua vita. E basti di frate Elia. Perchè

fu già mio proponimento di favellare di tutti i Ministri Generali

dell'Ordine del beato Francesco quando ne avessi tempo opportuno;

ma di Elia, che fu uno di loro, e quello appunto che mi ricevette

nell'Ordine, e che offre vasto campo all'istoria, ho voluto sbrigarmene

prima d'ogni altro per aver agio di continuare più spigliatamente

l'istoria incominciata, dopo di essermi alleggerito del gran fardello

ch'egli da solo mi dava da portare...... Innocenzo 3.º mandò legati a

Filippo Re di Francia per indurlo ad invadere la Terra degli Albigesi

e distruggerli, il quale li prese tutti e li fece abbruciare. Questo

Papa l'anno 1215, diciottesimo del suo pontificato, convocò un solenne

concilio, a cui concorsero Prelati da tutte le parti del mondo. Ed io

ho letto il discorso, che egli vi pronunciò, e cominciava: _Desiderio

desideravi hoc Pascha_ ecc. ed ho letto anche tutte le deliberazioni,

che vi si presero, tra le quali fu decretato che non si potesse più

fondare alcuna congregazione di frati mendicanti. Ma tale decreto,

per non curanza dei Prelati, non fu osservato, anzi, chi vuole, si

mette il cappuccio, e va mendicando, e si gloria di avere istituita

una nuova Religione. Da ciò nasce confusione nel mondo, e i secolari

ne sono gravati, e le limosine non bastano oramai più nemmeno per

quelli, che operando colla parola e colla dottrina, stabilì il Signore

che avessero a vivere del Vangelo; ed i secolari ignoranti, che non

hanno lume di discernimento, legano nelle loro tavole testamentarie

tanto ad una donnicciuola che vive sola in un romitaggio, quanto ad

una congregazione di trenta sacerdoti, che quasi ogni giorno dicono

messa pe' vivi e pe' morti. Provegga Iddio; e muti in meglio quello

che non va bene. Non parlo di tante altre ordinanze per non seccare

e per schivare le lungherie. Finalmente Innocenzo l'anno 1209 coronò

Ottone IV Imperatore, e lo fece sacramentare di rispettar tutti i

diritti della Chiesa. Ma esso, lo stesso dì, ruppe il giuramento e fece

depredare i romei; onde il Papa lo scomunicò e lo depose dall'Impero.

Deposto Ottone, fu eletto Federico figlio di Enrico, e fu coronato

Imperatore. Egli pubblicò buone leggi contro gli eretici ed a favore

delle libertà della Chiesa. Questi sopra tutti gli altri Imperatori

rifulse per gloria e per ricchezze; ma in sua superbia ne abusò.

Imperocchè tiranneggiò la Chiesa, imprigionò due cardinali, fece

trarre in carcere anche i Prelati, che Gregorio IX aveva convocati a

Concilio, e quindi ne fu scomunicato. Finalmente, morto Gregorio per

abbattimento di tante tribolazioni, Innocenzo IV Genovese, convocato un

Concilio a Lione, lo depose dall'Impero; e la sede dell'Impero, dopo

la deposizione e la morte di lui, rimane tuttora vacante. Si avvisa

che quanto riguarda Federico, Papa Gregorio e Innocenzo IV, è stato

detto qui fuori d'ordine cronologico in riepilogo anticipato......

Uguccione oriondo di Toscana, pisano, fu Vescovo di Ferrara. Compose

un libro _delle Origini_, e compose alcuni altri opuscoli utilissimi,

che corrono per le mani di molti, ed io li ho veduti e letti più volte.

Resse l'episcopato virilmente, degnamente ed onoratamente sino a che

chiuse la sua lodata vita. Volò al cielo l'ultimo giorno d'Aprile

del 1210, dopo 20 anni di episcopato, meno un giorno. Il 1º Giugno

1211 fu insediato nella cattedra Nicolò Vescovo di Reggio. Egli fu

nominato Vescovo e quasi uomo d'armi; godeva dei favori dell'Imperatore

Federico e della Corte romana; era di Padova, della nobile stirpe dei

Maltraversi, bell'uomo, splendido, cortese e fece ampliare l'episcopio

di Reggio, Usò tante deferenze ai frati Minori che volle sin loro dare

per abitazione la canonica della chiesa matrice, sede Vescovile; ed i

canonici di quel tempo l'acconsentirono, e per amore dei frati Minori

s'accontentarono d'andar ad abitare nelle case annesse alle cappelle

della città. Ma i Minori per umiltà non vollero dare tanto disagio

ai canonici, e non accettarono. Il dispensiere di questo Vescovo fu

accusato presso il suo padrone di non dare ai frati Minori la limosina

di pane da lui stabilita. Perciò chiamollo a sè, e lo rimproverò,

dicendogli; Figlio, non dice forse l'Ecclesiastico 4.º: _Non defraudare

la limosina al povero_? Ma sapendo il Vescovo, per sentenza di Salomone

ne' proverbii 29.º che _Il servo non si corregge con parole; benchè

intenda, non però risponderà_, lo cacciò in una angustissima e cieca

prigione, e lo nutrì del pane del dolore e dell'acqua dell'amarezza.

Poscia lo licenziò; e Iddio lo benedica. Giacchè sapeva bene il Vescovo

che la genìa dei servi non si emenda che col supplizio, come disse un

certo tiranno a quelli che erano incaricati di servire gli alimenti a

S. Ippolito. Sia benedetto, dice Pateclo di Monferrato, che perdonò a

tutti tranne che agli scudieri, miserissimi uomini, i quali dopochè

nelle Corti dei Grandi sono stati elevati a nobilissimi uffici,

diventano spilorci per mostrarsi buoni custodi e massai della roba dei

padroni loro, e rubano ai poveri e alla buona gente quanto poi regalano

alle loro puttane: e talora accade che le mogli e le figlie dei padroni

diventano le amanti dei servitori, dei dispensieri e dei fattori,

perchè delle robe di casa non possono mai godere che per mezzo loro.

Miserrimi che sono tali padroni! che custodiscono con più religione i

prodotti delle loro terre che il proprio onore e l'illibatezza delle

mogli e delle figlie loro. Tuttociò ha osservato il mio occhio, e ne

ha avuto le prove. Nicolò adunque Vescovo di Reggio fu uomo valente e

di molte cose esperto, e sapeva essere chierico coi chierici, religioso

coi religiosi, soldato coi soldati e barone coi baroni.

INDICE GENERALE

DELLE MATERIE CONTENUTE NELLA CRONACA

DI FRA SALIMBENE

Indice Generale

A

=Abbate= di Bertinoro v. I. 215-216.

=Abele= di Danimarca v. I. 322.

=Acaia.= Re Carlo d'Angiò ha titolo di Principe dell'Acaia

v. II. 72.

=Accarisio= (degli) Guido. Parteggia per l'Impero v. I. 262.

» Sua morte v. II. 52.

=Acerra= (di) Conte Tomaso v. I. 320.

» Cortigiano di Re Manfredi v. II. 4.

=Acorto.= Uccide l'Arciprete di Caviano v. II. 216.

=Acquasparta= (di) Matteo. Eletto Ministro generale dei

Minori v. II. 210.

=Adamo= di Marisco. Amico di frate Ugo v. I. 134.

» Sue qualità v. I. 134.

» Suoi scritti v. I. 173

=Adamo= (degli) Famiglia v. I. 14 e seg.

Adamino v. I. 15 e 33.

Giovanni v. I. 15.

Egidia di Guido v. I. 30.

Agnese. Sua origine v. I. 23

» Sue qualità v. I. 90.

Agnese di Guido v. I. 15.

Aica di Bernardo v. I. 15.

Alberta di Rolando v. I. 15.

Bartolomeo di Rolando v. I. 15.

Bernardo di Oliviero. Sua morte v. I, 13, 15, 31.

Bonifacio di Bernardo v. I. 15.

Caracosa di Guido, v. I. 29.

Caracosa di Oliviero v. I. 31.

Corrado di Bernardo v. 1. 32.

Emblavato v. I. 15-33.

Francesco di Rolando v. I. 15.

Gisla v. I. 30.

Guido v. I. 15.

Guido di Guido. Mandato dai Parmigiani in missione presso

Innocenzo IV v. I. 31.

Guido di Giovanni v. I. 15.

Guido di Rolando v. I. 15.

Guido fratello del Cronista v. I. 315.

Guido padre del Cronista v. I. 14-15.

» Va a Fano per tentare che esca dal convento il figlio

Salimbene v. 1. 18. 67.

Giacomo di Oliviero v. I. 31.

Giovanni maestro v. I. 15. 29

Leonardo di Bernardo v. I. 15. 32.

Mabilia. v. I. 15.

Mabilia di Rolando v. I. 15.

Maria di Guido v. I. 29.

Maria v. I. 29. 35.

Oliviero di Adamo v. I. 15.

Oliviero di Bernardo v. I. 15.

Ognibene (il Cronista). Nato v. I. 8. 15.

Pino di Rolando v. I. 15.

Rica di Bernardo v. I. 15.

Rolando di Oliviero v. I. 15. 31. 33.

Rolandino di Rolando v. I. 15.

Romagna di Bernardo v. I. 15.

Villano v. I. 32.

Salimbene. Nato v. I. 8. 15.

» Va a Lione v. I. 83. 105.

» Va in Francia v. I. 118.

» Commensale di Giovanni da Magione v I. 119.

» Accenni ad alcune sue opere v. 1. 121. 122. 311.

» Commensale di S. Lodovico Re di Francia v. I. 129. 130.

=Adamo= le Rigalde v. I. 315.

=Adda.= Sconfitta di Ezzelino v. I. 330.

» Passaggio di Corradino v. II. 8.

=Adegherii= (degli) Rolando, Ambasciatore a Reggio,

v. II. 80.

» Podestà di Modena v. II. 201.

=Adelardi= (degli) Giuditta. Lamenta che vi siano troppi

frati v. I. 152.

Rainiero. v. 1. 61. Frate Gaudente. 344.

=Adriano V.= Aiuta a spogliar del vescovado Maestro Giovanni

di donna Rifida v. I. 37.

» Nipote del Papa defunto v. I. 305.

» Elezione e morte, v. II. 38.

=Agareni.= v. II. 69.

=Agostino= di Recanati. Censore di frate Elia. v. II. 236

=Aica.= Concubina di Guglielmotto. v. I. 76.

=Aicardo= di Ugo. v. I. 31.

=Aigoni=, famiglia, v. II. 5.

=Aimerico= (degli) Famiglia v. I. 31.

=Aimono= frate eletto Ministro Generale v. I. 68. 165.

» Visita conventi v. I. 176.

» Sua esposizione di Isaia, v. I. 321.

» Morte v. I. 80.

=Aix.= Dove è v. I. 171.

» Vi abita e vi muore il Conte di Provenza v. I. 171.

» Vi fu Arcivescovo S. Massimino. v. II. 68.

=Albano= (di) Cardinale. Sua morte, v. II. 18. 19.

=Albareto= (di) Guido. Sua fazione in Reggio v. II. 81.

» È accusato, v. II. 179.

» Assolto per corruzione v. II. 181.

» Si batte a Cariano, v. II. 200.

» Grandiosità della sua casa. v. II. 209. 210.

» Predizione che lo riguarda, v. II. 203.

» Si brucia la sua casa. v. II. 209.

Azzolino. Uccide Guido di Bibbianello v. II. 178.

» Uno de' principali nell'esercito di quei di Gesso

v. II. 202.

Ezzelino. Del partito della città di sotto in Reggio v. II. 81.

Rolando. Del partito della città di sotto in Reggio v. II. 81.

=Albe= Suore. Loro convento, v. II. 70.

=Albenga.= Devastata dai Pisani v. II. 86.

=Alberghetti= (degli) Ugolino. Signoreggia in Faenza

v. I. 262. 809.

Manfredo Torta. Morte infertagli da consaguinei v. II. 147.

Alberico. Frate Gaudente, v. I. 262.

Samaritana, v. II. 218.

Famiglia, v. I. 158. Signori di Faenza, v. I. 262.

=Alberico= da Romano, vedi Romano (da).

=Albertino= di Verona. Trova modo di dar cibo ad Enzo Re

prigioniero, v. I. 216.

=Alberto= Cremonese. Falsi miracoli, v. II. 46.

Uccellatore. Padre di Giovanni da Parma, v. I. 190.

Cremonella fisico a Fontevivo. v. I. 335.

Parmigiano. Notaio della Corte Somana. v. I. 157.

» Sue qualità e parentela v. II. 54.

Pisano. Ministro Generale de' Minori, v. I. 25. 67.

» Sua morte, v. I. 68.

Della Scala. Succede a Mastino, v. I. 276.

Malavolta. Podestà di Genova annunzia la cattura di Re Enzo

v. I. 216.

=Albi.= Presso Albi si combatte la battaglia detta di

Tagliacozzo. v. II. 9.

=Albicani= (degli) Famiglia, v. I. 80.

Guizzolo eletto Vescovo, v. I. 80. v. II. 245.

=Albinea= (quei di), v. II. 202.

(di) Pietro. Ambasciatore a Parma ed oratore dell'ambasceria

v. II. 82.

=Albe= Gerardo. Fatto Cardinale, v. II. 34.

» Mandato a pacificare i Siciliani al tempo del Vespro

siciliano, v. II. 54. 56.

» Fa doni ai Minori, v. II. 160.

» Fa fare il dormitorio delle donne della Religion Vecchia,

v. II. 160.

» Fa un'offerta perchè si faccia una campana pel Duomo,

v. II. 160.

=Albrighetti.= Vedi Alberghetti.

=Alcarisii.= Vedi Accarisii. Famiglia, v. I. 309.

=Alconio.= Chi vi ha signoria v. I. 263.

=Aldobrando= da Foiano va ad un Concilio a Ravenna

v. I. 298.

=Alemagna.= Predizione che la riguarda v. II. 97.

=Alessandria.= Arrivo di Salimbene v. I. 209.

» Dominio del Pallavicino v. I. 228.

» Dominio di Lanzavecchia v. I. 254.

» Cagione di guerra tra Uberto Pallavicino e il Marchese

di Monferrato v. I. 272.

=Alessandrini.= Catturano i Tortonesi v. I. 326.

» Seguendo il Marchese di Monferrato vanno contro Lodi

v. II. 93.

=Alessandro= III. Ha controversie coi Principi

v. I. 12. 123. IV. Eletto v. I. 346.

» Ha controversie coi Principi v. I. 12.

» Riprova un opuscolo di Guglielmo del Santo Amore

v. I. 28. 179.

» Unisce i Britti in una sola Congregaz. v. I 151.

» Osteggia Fra Giovanni da Parma v. I. 180.

» Canonizza Santa Chiara v. I. 199.

» Tenta convertire Ezzelino v. I. 285.

=Alessandro IV.= Convoca un Concilio a Ravenna v. I. 298.

» Annulla disposizioni di Innocenzo IV v. I. 305.

» Espelle Guglielmo del Santo Amore v. I. 333.

» Eletto Papa v. I. 278. 305. 331.

» Vuole che i frati Minori confessino v. I. 302.

» Fatto scandaloso da lui narrato v. I. 302.

» Sua morte v. I. 285. 344.

Maestro inglese v. I. 23.

=Alina.= Bruciata. v. II. 48. 160.

=Alleluia= (tempo dell') Comincia v. I. 43.

=Alucii= (degli) Giacomo. Guarito per miracolo di San

Lodovico Re di Francia, v. II. 22.

=Alvernia= (monte di). S. Francesco vi riceve le stimmate

v. II. 115.

=Ambasciatori= Cremonesi. Loro costume, v. I. 235.

=Ambrogio= Normanno. Monaco v. I. 246.

=Amici= (degli) Amizzone. Va in Puglia a prender oro

v. I, 21.

=Ammanato= Tosco, Castaldo di Filippo Legato. Come punito

v. I. 293.

=Anagni.= Patria di Gregorio IX v. I. 11.

» Vi si canonizza S. Chiara v. I. 332.

=Anastasio= ravennate. Nemico di Paolo Traversali v. I. 70.

=Ancona.= Vi è in esilio Ghiberto da Gente v. I. 329.

=Andalò= (degli) Castellano. Primeggia in Bologna v. I. 264.

Loterengo. Podestà di Reggio v. I. 339.

» Priore dei Gaudenti v. I. 344.

=Andrea= di San Giovanni d'Acri, v. I. 8.

Di Bologna. Compagno di frate Giovanni da Parma e sue qualità

v. II. 109.

» Guardiano v. II. 118.

Re d'Ungheria v. I. 70. 71.

Chiesa di S. (Mantova). Vi fu ucciso Guidotto Vescovo di

Mantova v. I. 61.

Di Trezzo. Assoggettato a suplizii v. I. 103.

=Angeli= (degli) Guido. Vicario di Ghiberto da Gente nella

Podesteria di Reggio v. I. 338.

=Angere.= Cardinale nipote di Urbano IV v. I. 74.

=Anjou.= Provincia v. II. 72.

=Annibale.= Nipote del Cardinale Riccardo. Morte v. II. 8.

=Anselmo.= Raboino v. I. 198.

=Anticristo= v. I, 321. 334.

=Antiochia.= Presa dal Soldano di Babilonia, v. II. 10.

=Antonio= S. da Padova. Morte v. I. 41.

Pellegrino. Creduto santo v. II. 47.

Da Parma. Va ambasciatore ai Tartari v. I. 116:

=Apollinare= S. Ravenna e Chiassi sostengono averne il

corpo V. II. 69.

=Apostoli= e Apostolesse. Congrega v. I. 153. 167.

» Loro qualità v. I. 153.

» Non sono in istato di salute v. I. 163.

» Debolezza dei Vescovi a loro riguardo v. I. 166.

» Loro soppressione v. I. 153. v. II. 28.

» Arrivano a Parma v. II. 126.

» Cacciati da Parma v. II. 183.

=Aquila.= Primo a fare traduzioni, v. I. 121.

=Aquileia= (di). Gregorio di Montelungo Arcivescovo,

v. I. 29.

=Arcili= (degli) Gherardo e Gherardino. v. I. 91.

» Allocuzione, v. I. 91. v. II. 172.

=Ardizzone= Vescovo di Modena, sua morte, v. II. 207.

=Arduino= di Chiavari. Sua rissa, v. II. 131.

=Arezzo.= Vi muore Gregorio X. v. II. 31.

=Argenta.= Il Legato Filippo va ad Argenta, v. I. 293.

» Suo uso colà. v. I. 311.

=Arles.= Salimbene vi si trova, v. I. 131. 174.

» Frate Giovanni da Parma vi si trova, v. I. 174.

=Arlotto= da Prato. Dottorato a Parigi, v. I. 191.

» Eletto Ministro Generale dei Minori, v. II. 136.

» È a Parigi v. II. 155.

=Armarii= (degli) Tomaso. Un suo figlio uccide un frate,

v. I. 21.

Ugo di Tomaso possiede e vende Sinzanese. v. II. 159.

=Armenia= devastata, v. II. IO.

=Arno.= Presso la foce i Pisani costruiscono galee,

v. II. 86.

=Arnolfo= frate Guardiano. Possiede un certo libello,

v. 1.337.

=Arpi= (degli) Giacomino, v. II. 174.

» Ricco dissipatore finisce col mendicare, v. II 174.

Arpo. Frate, v. II. 174.

=Artaldo= Re d'Inghilterra. Espelle S. Tomaso di Cantorbery

v. I. 123. v. II. 244.

=Aschieri= (degli) Aschiero. Espulso da Reggio. v. I. 82.

=Asdente= Benvenuto. Chi era, che faceva e sue qualità

v. II. 58.

» Ambasciatori Reggiani lo consultano e sua risposta v. II. 82.

» Il Vescovo lo invita a pranzo, v. II. 84.

» Suoi vaticinii, v. II. 85.

» Sue capacità e sue riserve, v. II. 85.

=Asinelli= (degli) torre, v. II. 70.

=Asino= Pietro. Sua morte, v. II. 4.

Giordano, v. II. 4.

=Assaiuto= (di) Manfredino. v. II. 179.

Guercio, v. II. 179.

=Assandri= (degli) Giacomo. Compagno di frate Giovanni da

Parma e sue qualità, v. II. 112.

=Assassini.= Depredano, v. I. 94.

» Scorazzano il territorio parmigiano, v. I. 94. 102

=Assisi.= Vi muore maestro Guglielmo di Gattatico

v. I. 305.

» Vi è sepolto Martino 4. v. II. 129.

=Asti.= Guido Conte di Montefeltro vi è confinato,

v. I. 361.

=Atanulfo= (di) Raimondo. Il primo dei Saccati, v. I. 152.

=Attila= Re. v. I. 114.

=Auduci.= Pretendono la Signoria di Imola, v. I. 276.

=Austria= (d') Duca. Ucciso, v. II. 9.

» Paciere tra Pietro d'Aragona e i figli del Re di Francia,

v. II. 161.

=Auxerre.= Vi si trova Salimbene, e va a Vezellay a visitare

il creduto corpo della Maddalena, v. I. 120.

» Ricca di vigne, v. I. 122. 140.

=Avanzo.= Frate, v. I. 184.

=Avignone.= Dov'è. v. I. 205.

» Vi muore frate Buonagrazia. 176.

=Avvocati.= Famiglia di Mantova. Espulsi, v. I. 61.

(degli) Enrico di Cremona. Podestà di Parma, v. II. 146.

B

Cronaca di Fra Salimbene parmigiano vol. II · 第 18 / 25 段