2. Maggiore energia nel potere, disponendo di maggiori mezzi, ed
accrescimento corrispondente dei bisogni del potere sotto l'aspetto
amministrativo, militare ed in conseguenza finanziere.
3. Importanza acquistata dalle classi produttrici — conseguenza dei
bisogni sopra enunciati dei governi, — tendenza alla pace per la
stessa causa dell'influenza che i capitalisti hanno nelle transazioni
politiche.
L'intelligenza doveva per queste ragioni acquistare maggiore importanza
in uno stato sociale e politico ove esistevano tutte le condizioni qui
enumerate. Lo stato de' costumi erasi raddolcito, la vita divenuta
piú grave e piú solenne; e se le passioni e le umane imperfezioni
dominavano come sempre nel mondo, la loro funesta azione era stata
piuttosto indebolita che accresciuta dagli avvenimenti, quali avevano
dato severa lezione e piú dure abitudini agl'individui tutti. Un
maggiore bisogno di miglioramenti positivi e reali e lo spirito di
nazionalitá sono il compimento della potente azione di sí lunga guerra
sulla societá europea. Senza essere un molto acuto investigatore
delle cose umane è facile il ritrovare che la tendenza alla fusione
sociale, la forza acquistata dal potere, i nuovi bisogni che ne
nascevano, l'importanza delle classi produttrici e quella acquistata
dall'intelligenza, il raddolcimento dei costumi, la frivolitá tolta
dall'alto posto che occupava, il desiderio del meglio positivo e
della propria nazionalitá, moderando però le antipatie nazionali,
tutto scaturiva dalla lunga guerra che ha aggiunto tanta esperienza
negli uomini, ed ha reso necessarie la ricchezza e l'intelligenza
e fatto comprendere la differenza che passa dal bello al possibile
in fatto. La mente umana avvezzavasi a meditare su tante catastrofi
e la umana volontá ad elevarsi ad immensi sacrifizi, e nasceva un
fenomeno interessante quale fu quello della diminuzione delle antipatie
nazionali; ché appunto sul campo di battaglia cominciò quella stima
reciproca che i combattimenti ispirano pel valore e che in séguito le
relazioni pacifiche dovevano vie piú confermare. E questa disposizione
contribuir doveva a bandire la frivolitá e a dare una sembianza di
maturitá anche alla gioventú, al contrario dell'epoca precedente in cui
l'etá matura ed anche avanzata conservava la leggerezza, la noncuranza,
le forme e il linguaggio stesso della gioventú. Da questo breve quadro
noi vediamo operarsi con una prodigiosa attivitá quella separazione
dall'insieme del medio evo, che indicammo essere la tendenza costante
della societá moderna, specialmente dal decimo quarto secolo in
poi; separazione resa piú compiuta nella sua fisonomia nell'epoca di
Luigi decimoquarto e nelle sue condizioni tutte in quella di cui qui
ragioniamo. Questo era ciò che volevamo provare; e non ci resta che a
ritornare sul quadro degli Stati europei dopo il congresso di Vienna in
considerazione de' suoi politici risultamenti, ed avremo risposto alle
tre rimanenti quistioni che ci eravamo proposte.
La penisola iberica avea richiamata l'attenzione e l'ammirazione
dell'Europa per la sua lunga resistenza alla dominazione francese. Ma
la sua posizione topografica, la perdita delle colonie, le interne
dissensioni e le perdite sofferte le avevan tolta ogn'importanza
positiva nelle transazioni politiche dell'Europa dopo la caduta
dell'impero francese.
La Francia ristretta ne' suoi antichi limiti, dominata ed occupata,
pareva aver molto perduto d'importanza politica; ma la sua gloria
militare non mai smentita neppure nell'avversa sorte, la sua avanzata
civiltá e le istituzioni che ne risultarono, conservavanle una potenza
morale che non cessò di esercitare sull'Europa tutta.
L'Olanda cessò di esser repubblica, ma riunita ai Paesi bassi divenne
una monarchia di secondo ordine.
L'impero germanico vide la confermazione dei re creati durante
l'impero, la distruzione de' principati ecclesiastici, la riduzione
di tutti i piccioli principi, lo scioglimento del legame feudale
rimpiazzato da una federazione. Gli eserciti delle potenze secondarie
erano comparsi con gloria sul campo di battaglia, le masse nazionali
si erano mostrate perseveranti per la difesa della propria patria e
l'intelligenza era in un movimento ascendente in tutti i rami dello
scibile. La sua missione nell'equilibrio europeo pareva esser quella di
un gran corpo destinato a impedire che il settentrione e il mezzogiorno
si urtassero in modo da dare l'universale dominio al vincitore.
La Prussia si era ingrandita e soprattutto erasi rilevata con energia
e con gloria dai suoi disastri: ella stava tra le grandi potenze
non per estensione, non per configurazione, non per l'unitá de' suoi
popoli, ma per la sua forza morale, per l'intelligenza del suo governo,
per la bontá delle sue istituzioni militari e pel vigore della sua
nazionalitá. Ciò che un grand'uomo aveva fatto nella guerra de' sette
anni la nazione intera l'aveva operato nel 1813, 1814 e 1815; la qual
cosa, unita all'intelligenza sparsa e progrediente nella societá,
davale un valore politico e militare di molto superiore alle sue forze
reali.
L'impero austriaco aveva còlto il frutto della sua perseveranza,
della soliditá del suo esercito e del patriottismo de' suoi popoli,
riprendendo tutto il perduto per la guerra e conservando i compensi di
Campoformio e la Galizia.
La Russia che aveva avuto il raro vantaggio di combattere tutta
l'Europa nel terreno che meglio le conveniva, nel 1812, ricevette
una forte impulsione da questa campagna, e nella sua reazione dominò
nel mezzogiorno, nel settentrione e nell'oriente, ricca di nuovi
acquisti sul Baltico, sulla Vistola, sul Fasi e sul Pruth; crebbe
di forza materiale e morale e di ricchezza con lo sbocco ch'ebbero i
suoi prodotti nell'Europa; eserciti numerosi, agguerriti e pazienti
assicuravano la sua potenza; e diede una nuova pruova che gli uomini
come le nazioni ignorano le loro forze se queste non sono eccitate,
mentre Carlo decimosecondo e Napoleone hanno fatto conoscere alla
Russia le risorse che aveva per difendersi dalle loro aggressioni.
La Scandinavia prese, benché tardi, parte alla guerra europea, ma
in senso opposto. La Danimarca perdé la sua marina e perdette ancor
la Norvegia che passò sotto il dominio del sovrano della Svezia.
Quest'ultima con cedere le sue possessioni di Germania restò isolata
per cosí dire dal continente europeo.
La Porta ottomana avea respirato durante la lunga guerra europea che
avea distratto i suoi nemici naturali: la pace di Bukarest nel 1812 e
lo spirito pacifico dell'Europa la garantivano contro attacchi esterni,
ma l'invasione francese aveva rotto i suoi deboli legami con l'Egitto,
e i suoi sudditi greci arricchiti dal commercio sentivano quanto vi
era di doloroso e di umiliante nella loro posizione e minacciavano una
insurrezione.
L'orgoglio e l'ambizione dell'Inghilterra erano stati compiutamente
soddisfatti, mentre avea le sue truppe accampate nel bosco di Boulogne,
tutte le flotte degli altri Stati o erano state distrutte o ridotte
a tale da non poterle resistere, ed aveva occupato Corfú ed il capo
di Buona speranza non solo, ma tutto ciò che le era convenuto. La
riputazione de' suoi eserciti aveva ecclissato quasi quella delle sue
flotte, perché queste non avevano piú nemici da combattere. Ma il
debito che restava, turbava l'economia interna del paese e reagiva
sulle sue istituzioni. Il sistema di Pitt era esaurito in tutte le
sue conseguenze e si prevedeva che nelle sue istituzioni interne come
nella sua esterna politica una potente modificazione lentamente si
avvicinava.
L'America del nord avea guadagnato col sistema continentale,
avea resistito con buon successo agl'inglesi, e questa doppia
circostanza aumentava la sua prosperitá e la sua considerazione. Il
sud dell'America era nell'anarchia, ma pareva difficile che potesse
rientrare nella dominazione delle metropoli ch'erano ad essa inferiori
non solo in estensione ma anche in popolazione.
La Polonia restò divisa tal quale lo fu nel 1794 meno una parte della
Prussia, che fu prima ducato di Varsavia e che indi riprese sotto la
dominazione russa il titolo e lo stemma del regno di Polonia.
L'Italia passiva, nelle prime campagne e poscia infelice nelle sue
guerre, passata con vari nomi sotto la dominazione francese, non ebbe
al certo, peso come potenza, ma circa dugentomila italiani sotto nomi
diversi e combattendo anche per cause opposte comparvero con onore
sul campo di battaglia. La carriera civile come la militare mostrarono
che nella lunga pace nulla si era perduto d'intelligenza e di energia
in quest'antica ed illustre famiglia d'Europa. I suoi antichi sovrani
rientrarono in possessione dei loro Stati, le repubbliche e tutte
le istituzioni del medio evo scomparvero, ed in molti Stati furono
sanzionate in parte le istituzioni che la conquista avea seco recate,
ma che essendo in armonia con la civiltá dell'Italia erano state
reclamate da' suoi sapienti e cominciate a introdurre dai suoi antichi
sovrani.
I risultamenti del congresso di Vienna come massime generali, che come
fece il trattato di Westfalia ne formano un'epoca nel dritto pubblico,
possono ridursi a' seguenti:
1. Distruzione del dritto feudale come dritto pubblico europeo, per il
che i sovrani di Germania ed i cantoni svizzeri divennero eguali fra
loro.