¶ Questi sono li commissarii che furno iuridicamente electi et deputati
cioe.[708]
Dua del numero de ghonfalonieri di compagnia del populo
Carlo di Danielo canigiani.
Giou[=a]ni di messer Giannozo manetti.
Dua del numero de. xii. buoni huomini.
Giouanni di Antonio canacci.
Baldassari di Bernardo brunetti.
Dua del numero de. x. nuovi di liberta et pace.
Piero di Daniello delti Alberti.[709]
Bcnedecto di Tanai de nerli.
Dodo dagnolo Spini.[710] Vno dol numero delli. viii. nuoui.
Tomaso di Bernardo Antinori.
Francescho di Luca di messer Maso delli Albizi.
Giuliano di Jacopo Mazinghi.
Piero di Bertoldo Corsini.
Braccio di messer Domenico Martelli.
Lorenzo di Matteo Morelli.
Antonio di Jacopo di pagnozo Ridolfi.
Andrea di Giouanni Larioni.
Alfonso di Filippo Strozi.
¶ Tutti Citadini Fiorentini. I quali nella infrascripta examina
procedeno[711] in questo modo infrascripto: incompagnia anchora et in
presentia di messer Simone Rucellai. Et messer Tomaso Arnoldi Canonici
Fiorentini per ordine et commissione della sanctita del Papa.[712]
¶ Adi. IX del presente mese daprile il dicto fra Hieronymo fu
interrogato et examinato nella sala disopra del Barigiello. Prima a
parole poi con minacci poi con tortura et hebbe dicto di in due uolte
tracti, iii. et mezo di fune.[713] Dipoi adi. xi. xii. xiii. xiiii.
xv. xvi. xvii. fu ogni dì examinato circa alle moderne cose con parole
et conforti senza alcuno tormento o lesione di corpo. Et benche in
tutti dicti dì in alcuno cose uariasse et dicesse quando auno modo et
quando a unaltro nientedimeno adi. xviii. interrogato di nuouo a parole
et senza tortura o lesione di corpo confesso et affermo quanto nella
dicta exanima si contiene. Et dipoi questo soprascripto di adi. xix.
di aprile medesimamente senza tortura o lesione di corpo ma con parole
humane et conforti[714] hauendo di nuouo rilecto et ben considerato
tutta la infrascripta examina confermo et disse in presentia de
dicti canonici examinatori et commissarii essere vero in tutto et
per tutto quanto in dicta examina si narra[715] et così se soscrito
spontaneamente de sua propria mano.
¶ La verita e questa che circa a. xv. anni fa essendo io nel monasterio
di san Giorgio la prima volta che io fui a Firenze con fra Tomaso
Strada che le morto: il quale parlava auna sua sorella monacha. Et
in quel mezo inchiesa pensauo de comporre una predicha: nel pensare
mi venneno alla mente molte ragione furno circa a. vii. per le quale
si mostraua che alla chiesa era propinquo qualche flagello. Et da
quel puncto in qua cominciai a pensare molto simile cose et molto
discorsi le Scripture.[716] Et and[=a]do a san Gimignano a predicarui
cominciai a predicarne et in dui anni che io ui predicai proponendo
queste c[=o]clusione che la chiesa haueua a esser flagellata: rinovata
et presto. Et questo non haueuo per riuelatione, ma per ragione delle
Scripture. Et così diceuo et in questo modo anchora predicai a Brescia.
et in molti altri luoghi di Lombardia qualche uolte di queste cose
doue stetti [=a]ni circa, iiii. da poi tornai a Firenze che dal di
che io fui in san Giorgio, come disopra e dicto alla tornata mia in
Firenze, ui corse anni circa a. vii. di t[=e]po. Et cominciai il primo
di dagosto in san Marco alleggere Lapocaiypsi che[717] nel M.cccc
Lxxxx. Et proponeuo simelmente le medesime c[=o]clusione sopradicte:
dipoi la quaresima predicai in Sancta Liberata il medesimo non
dicendo perho mai che io lauessi per rivelatione: ma proponendo che
credessino alla ragione affirmando questo con più efficacia che io
poteuo: dipoi passato la pasqua di questa quaresima: fra Siluestro
tornando da san Gemigniano mi disse che dubitando delle cose che io
diceuo et riputandomi pazo li apparue in uigilia uisibilmente secondo
che disse uno frate nostro morto: il quale lo riprese et disseli
queste parole: tu n[=o] dei pensare questo di fra Hieronimo: che tu lo
cognosci dipoi hebbe molte altre apparition simile secondo mi disse
fra Siluestro.[718] Et perho oltra al desiderio et accensione che
aueua a predicare simile cose maccesi ad affermarle anchora in [=q]che
parte più che prima: [benche in facto fusseno tutti miei trouati et
p. mio studio.] Et vedendo la cosa succedermi bene andai più au[=a]ti.
Vedendomi crescere la gratia et la riputatione nel populo di Firenze:
cominciai adire che io laueuo p. reuelati[=o]. Et così cominciai a
uscire fuora forte. [Il che fu una mia gr[=a] presumptione.] Et molte
uolte diceua delle cose che mi referiva fra Silvestro p[=e]sando
qualche uolta che fusseno uere: nientedimeno io n[=o] parlava a Dio nè
Dio a me in alchuno spetial modo: come Dio suol parlare a suoi sancti
apostoli o profeti o simili: ma andauo pur seguitando le mie prediche
con la forza et la industria del mio ingegno [et presumptuosamente
affermauo quello che non sapeuo esser certo:] volendo ciò che io
trouauo con lo ingegno fuse uero. Et tanto poi mi inebriai in questa
cosa che io usci a dire che ero più certo di tal cose che io non ero
li in perghamo et che doi et doi f[=a]no quatro. Et tutto per dare più
credito alle cose che io diceuo: et per confermarle piu nella mente
deli huomini: et[719] faceuole uerisimile con ragione et similitudine
stando sempre più forte nella mia opinione: [per parere, pur che io
dicessi il uero et che fusse da dio: ma non sapeuo nulla: ma la gloria
del mondo macecchaua.[720]]
¶ Et a questo modo mi condussi in sino á lanno M.ccccxciiii. di poi
essendo cominciato questo gouerno dal. M.ccccxciiii. in qua cominciai
ad affermare più le cose mie, non solo p. gloria: ma per uolere
condurre lopera del gouerno di Firenze, si per riputatione si per
hauerlo al mio senso et per potermene ualere come di sotto si dirà: et
ancho per hauere credito fuora di Firenze et così affermauo di Pisa et
de beni della cipta di Firenze et de mali et daltre cose particulare.
In questo medemo modo non ero certo di potere fare miracolo o segno
supernaturale come più volte hauemo dicto che si farebbe a luogo et
tempo [ma lo affermauo per dare riputazione allopera mia.]
¶ [Quanto alle visione di fra Siluestro quale le fusseno non mene
curauo ma mostrauo ben curarmene assai: [=p]che erano trouate tutte
di mio ingegno et di mia astutia. Et se pure le cose di fra Siluestro
mi ueniuano al proposito laueria dicte et attribuitole a me per dare
più riputati[=o]e alle cose nostre come era qualche bel puncto, o
qualche gentilezza.] Ma[721] sapiate di certo che questa cosa che io
ho conducta lho conducta con industria si prima per la philosophia
naturale: la quale molto mi serviua aprouare le cose et efficacem[=e]te
persuaderle et poi la expositi[=o]e della Scriptura aiutaua la materia
et sempre il mio ingegno uersaua in queste cose grande et universale
cioè circa il governo di Firenze et circa le cose della chiesa: et poco
mi curaua di cose particulare, o piccole.[722] [In fine dico essere
stata tutta mia industria: et benche fra Silvestro mi dicesse più suoi
visione: il forte era nel mio ingegno: tamen io lo pigliauo et diceuo
erano da dio secondo mi ueniuano al proposito et fingeuo et m[=o]strauo
alui di credere che lauesse da dio: et lui confortauo che non ne
dubitasse ne lui ne fra Domenicho intendeu[=a]o la mia intentione:
perche con loro andauo: con grande industria et astutia.]
¶ Come di sopra dico io cominciai a predire le cose più anni inanzi
che fra Silvestro mi referisse suoi visione: et qu[=a]do n[=o]
fusseno state le visione di fra Silvestro quello medesimo arei dicto:
ni[=e]tedimeno come eti[=a] ho dicto disopra mene seruiuo quando mi
uenivano aproposito.
¶ Et sappiate che fra Siluestro ha questa natura sin da giovinetto
come e notto[723] a molte gente che lui fa insogno quello che fanno
li altri in vigilia: perche si leua ua atorno parla: mangia scriue:
legge predicha dice messa cercha de bastoni per casa et se può da: et
non se può destare se non si percuote o c[=o] la maza, o con altro, o
con lamano diricta al cuore et quando si desta pare che si sciolga da
uno grande legame et che uenga dell’altro mondo dicendo Jesus Jesus:
et tra laltre cose che la facte che io so et ho uedute una nocte si
leuo et venne in choro quando ueranno[724] li altri frati et prese uno
pugno di segatura delle casette dove si sputa: et se ne misse in boccha
dic[=e]do, o le buona: dipoi ne trasse nel volto alli altri frati. Vna
mattina legendo io nellorto sadormento circa alfine della lectione: et
così adormentato ando per lorto et entrato nella uigna cauo una canna:
et feceli la coccha: et così colse uno bello grappo duua in quello
luogo et cad[=e]do in terra il grappolo: frate Antonio da Rada lo prese
et fra Siluestro gli de della canna in sul capo dicendo danne anche
ame: et comincio a mangiare di quella uua: et io era presente et io
viddi tutto: et perche l’uva non li facesse male essendo buona ora lo
feci destare.[725]
¶ Vnaltra uolta si leuo essendo nella cella del priore: che era
fra Francesco saluiati: et tolsegli ipanni che lui haueua adosso et
strassinoli per tutto il dormitorio: molte uolte dorm[=e]do insieme
con lui lo udito cichalare et dire idefecti de frati et de secolari: et
intra glialtri diceua una uolta di P[=a]dolfo rucellai: Tu fai come il
fornaio: che fai fare i frati e non ti fai tu. Vnaltra uolta a sancta
Maria Magdalena si leuo et uestissi et andò in chiesa: et entrato in
perghamo comminciò a predicare. Et molte altre cose simile a facto: et
spesso p. lo adrieto: hora lo fa rare uolte excepto qualche cichalaria.
¶ Lopinione mia circa alle predicte cose di fra Siluestro dico essere
una complexione così facta et una occulta dispositione o infirmita la
quale si sono sforzati molti medici di curare et finalmente se ben mi
ricordo fu c[=o]cluso che nel processo del tempo se ne guarirebbe come
se poi uisto che al presente n[=o] fa tanto spesso.[726]
¶ Quanto allo intento mio et fine al quale io tendeuo: dico inuerita
essere stata la gloria [del m[=o]do][727] et hauere credito, o
riputatone: et per uenire a questo effecto ho cerchato de mantenermi in
credito et buon grado nella cipta di Firenze par[=e]domi che la dicta
cipta fusse buono instrumento affare crescere questa gloria:[728] et
farmi credito anchora di fuori: maxime uedendo che mera prestato fede
et per aiutare anchora questo mio fine predicauo cose per le quale
ichristi[=a]i cognoscesseno le abominatione che si fanno a Roma. Et che
si c[=o]gregasseno affare uno concilio il quale quando si fusse facto
sperauo di deponere molti prelati et ancho il Papa. Et arei cercato
desserui et essendoui confidauo di predicare: e fare tale cose che ne
sarei stato glorioso [o con essere stato fatto grande nel concilio o
con restare in assai stima et riputatione di mondo.]
¶ Et per condurmi meglio al soprascripto mio intento et fine: essendo
già introducto nella cipta di Firenze il gouerno ciuile: il quale
mi pareua essere optimo instrumento alla mia int[=e]tione: cerchauo
di stabilirlo al mio proposito: et per tal modo che tutti iciptadini
fusseno beniuoli a me, o uero seguitassero il mio consiglio, [o per
amore, o per forza:] et era mio animo che nella cipta di Firenze:
si fermasse et stabilissi dicto gouerno ciuile al modo Venetiano al
più si potesse: nel quale intendeuo che regessero quelli che erano
mei amici più che li altri: et per questo li fauoriuo c[=o] ogni mia
industria a me possibile nel tempo che sordino el c[=o]siglio benchè
io uedessi molte contradictione da gr[=a]di: io fauoriuo il populo per
fare il c[=o]siglio gr[=a]de a ogni modo. Poi che fu facto per paura
che le. vi. faue non fessino qualche disordine tentai lapello. Il quale
b[=e]che hauesse molte contraditione pure si fece dipoi ebbi desiderio
che si leuassino. xx.[729] et persuasi prima irren[=u]tiare a Giuliano
Salviati. Poi a messer Domenico Bonsi. Il quale si monstro alieno, et
uuolmi arricordare che io lo dicessi [=a]chora a Fr[=a]cesco ualori:
il quale lhebbe per male la ren[=u]tia del xx., et disse a Giuliano
Saluiati. Tu hai guasto questa cipta a ren[=u]tiare. Dipoi nelle
predicatione tocchauo questo caso de. xx sotto couerta in questo modo
cioè. Elce unaltra cosa da fare che n[=o] hauete anchora facto.
¶ Poi si fece la legge contra il parlamento: la quale et con
predicationi et scripti molto sollicitai: ued[=e]do poi certe
diuisi[=o]e tra ciptadini presi a fauorire quella parte che mi
pareua più a proposito di questa opera mia et prima in generale dipoi
cominciai al particulare per cognoscere meglio il fine de ciptadini
et finalmente mi ristrinsi a unirli insieme. Et perche non può essere
unione senza capo: par[=e]domi più a proposito Fracesco ualori presi
a fauorirlo: maxime credendo n[=o] si potesse fare tyranno: et questo
uenne et da me et da lui: in quanto el ueniua a me et si comendaua se
stesso dicendo essere buono ciptadino che quanto a questo nessuno lo
superava: et in doi modi io lo fauoriuo. Et incomendarlo che gliera
buono ciptadino laltro in c[=o]fortare qualche ciptadino chestesseno
con lui uniti: benche a pochi: perche a pochi parlauo. Come era Giouan
Baptista Ridolfi: benche nello diceuo sotto coperta: et per uno buon
modo: ma tale che lui mi poteua intendere perche mi pare sauio.
Ma Giouan Baptista mi sputaua parole per le quali comprendevo non
sintendeua bene con Francesco benche parlaua in generale: cosi anchora
parlai a Alamanno et Jacobo Saluiati: Intendendo che non stauano ben
con Francesco et confortaili a stare ben c[=o] lui. Et loro mi disseno
essi[730] fa troppo gr[=a]de ebisogna darli qualche sferzata et tenerlo
adrieto. Et io haueuo per male che fusseno disuniti da lui perche mi
pare sempre siano iti bene et er[=a]o di quelli riputauo mei amici. A
Giuliano Saluiati non mi ricordo auerlo dicto: ma mia int[=e]tione era
uandasse a Luca di Antonio delli Albizi: Antonio Giraldi: Et Lionello
Boni anchora li comendai liquali tutti tre ne diceuano male. Anchora li
com[=e]dai a Domenico mazinghi et cosi a molti altri i quali usauano
in san Marco et simile anchora a c[=o]fessori et a frati mei: et
tutto a fine che lui[731] fusse seguito et hauesse fama. Vero e che io
c[=o]fessauo alloro che gliera strano et per fare anchora più stabile
il dicto gouerno della cipta di Firenze: et che ogni due mesi non
sauessi a mutare: era mio animo di stabilirlo c[=o] modo Veneti[=a]no:
cioe di fare uno Duce[732] o uero ghonfalonieri a vita o per qualche
longo tempo sec[=o]do si fusseno accordati. [Et questo faceuo per
gloria et ripulatione mia per hauer quello uoleuo nella cipta.] Et
arei desiderato che fusse stato Duce[733] uno che non hauessi figlioli
ne molto parentado: perche stesse piu sotto posto alle legge et no
si potesse fare tyranno ma non ne trouauo nessuno nella cipta di
Firenze che mi piacesse benchè se Francesco Valori non hauesse hauuto
quelle strane conditioni lui per il primo lharei posto et dopo lui
Giouan Baptista Ridolfi: ma mi daua noia il grande parentado che ha:
questo perho non conferi io mai con persona se non con frate Nicolo da
Milano[734] et credo con fra Siluestro et fra Domenico.
¶ Et ebbi già sospitione che Fr[=a]cesco ualori: et altri di quelli che
erano detti amici mei: non si uolessero restringere et fare uno stato
fra loro: perho predicauo et scriueuo contro a tale strecto gouerno
accioche per amore, o per forza questi tali fauorisseno questo gouerno
ciuile:[735] nel quale perho uoleuo loro fusseno i principali: et
laltra parte stesse sotto: cioe che il fauore del consiglio fusse per
li amici mei: iquali uolentieri fauoriua circa ecasi dello Stato: per
che mi pareuano buoni: b[=e]che in generali parlassi.
¶ Questo soprasscripto mio intento et concepto non lo mai conferito con
persona: ma bene ho cercato di condurlo a fine p. mezzo di religiosi:
et ciptadini et seculari: a quali non perho mai parlato particularmente
ma in genere [per n[=o] essere gi[=o]to allaccio: perche qualcuno
si sarebbe potuto mutare et m[=a]chare dalla affection nostra et are
publicato la cosa et così ne sarei stato imputato.]
¶ Quanto alle intellig[=e]tie expresse, o particulari che si facesseno
in san Marco per nostro mezo: dico non uinesser facta alchuna che io lo
sappi ma in genere era dichi andaua alla predicha che si cognosceuano
tutti inuiso et io li cognosceuo et questo era la forza principale
di questa cosa: et tutte le prediche tendeuano al soprascripto fine:
et così le diuotione et processione che si faceuano [=i] san Marco
[et le hipocrisie et le famigliarita et amicitie di ciptadini] le
c[=o]fessione et oratione c[=o] c[=a]ti et tutte simile altre cose
erano per acrescer lopera mia: ma cognosceuo bene che tra quelli uenera
di quelli che n[=o] andauano bene: che ui ueniuano per loro utile: et
quelli ciptadini ne [=q]li io molto c[=o]fidauo si stauano uniti se
hauessino facto quello diceua loro hauerebbeno mantenuto me et lopera
mia.
¶ Circa iparticulari della cipta io non mi extendeuo p. due ragione.
La prima p. mantenermi la riputatione. La seconda perche non mene
intendeuo: maxime hauendo dicto t[=a]te uolte imperghamo di non me
ne uolere impaciare, che non uoleuo dire una cosa et non lo fare. Et
sapendo che Francesco Valori Pagolo Antonio Soderini et Giouan Baptista
Ridolfi et iloro adherenti erano prudenti: ne sapeuano piu di me.
Et io lassauo fare alloro. Et ero come il Duca di Millano passato al
signore Ludouico:[736] onde non conferiuano meco le cose particulare et
alloro bastaua hauermi per insegna et instrumento coprendosi sotto il
mio mantello. Et io imperghamo et fuora confortauo questa parte nostra
a stare unita et essere animosi affare quello fusse utile allopera
nostra.
¶ Et una di queste utilità era che fusseno i primi a questo gouerno
ciuile: et quando hauessi uoluto qualcosa particulare non larei
conferita con ciptadini: per conseruare la riputatione mia ma larei
facto per mezo di fra Siluestro, o di qualche altro frate: secondo mi
pareua al proposito: come circa alli officii benche rarissime uolte
perche non li cognosceuo et non mene intendeuo: sappiendo maxime
che senza me erano soliciti isoprannominati egli adherenti loro al
usare del mio mantello: di che di sopra fo mentione era il uenire a
san Marco, monstrarsi essere del frate: fauorirlo nelle prediche con
laudarmi et dire cose simile et benche molti uenisseno a san Marco p.
diuotione: credo molti anchora p. beneficiarsi[737] et uedersi et fare
una meza intelligentia.
¶ I ciptadini i quali usauo p. mezani a mandarli qua et la erano Andrea
C[=a]bini: Piero Cinozi: Girolamo Beniueni: Francesco dauanzati: Carlo
Strozi assai: Jacopo Saluiati: quando Giuliano era ghonfaloniere.
Alexandro Nasi: Piero di Pagolo delli Albizi: et in effecto non teneuo
fermo nessuno se non Andrea Cambini con Francesco Valori: perche io
mi guardauo p. mantenermi la riputatione. Et quasi tutto lo effecto
di tale imbasciate: era circa in mantenergli in fede nostra: et
mandauoli a Signori: a dieci: alli otto: dicendo stesseno forte et
non dubitasseno che Dio li aiutaua: et notate che uno de principali
fundamenti che io haueuo allo intento mio dicto di sopra cioè a
mantenermi la reputatione et fama di buona vita. Erano il proposito
fermo di non mimpaciare mai de particulari: sapp[=e]do maxime che i
ciptadini mi seguitauano lo faceuano meglio: et meglio lo sapeuano fare
che io non intendeuo et a me bastaua che mantenesseno il gouerno che
io desiderauo in ogni modo che lo potesseno mantenere [o p. fraude o
per qualcuno altro modo:] li nomi de Ciptadini erano questi. Francesco
Valori: messer Domenico bonsi: messer Francesco Gualterotti: Giouan
Baptista Ridolfi: Pagolo Antonio Soderini: Domenico Mazinghi: Luca
di Antonio de glialbizi: Francesco del Puglese: Giuliano Alamanno:
Jacopo Saluiati: Bernardo delinghilese dischiata Ridolfi:[738] Piero
Lenzi: Berto da filichaia: Francesco di martino dello scarpha:[739]
Francesco mannegli: Almerigo Corsini: Simone et Nicolao del nero: egli
adhererenti. De quali sono quelli ciptadini che sono scripti in sul
ruotolo della suscritione[740] era su uno quaderno di carta pecora che
erano nello schanello mio in san Marco.
¶ Circa allo arere tenuto pratica con iciptadini dico che nel tempo
che sono stato a Firenze: molti ciptadini manno parlato, ma con nessuno
ho tenuto pratica particulare di stato come e di fare piu una cosa che
unaltra particolarmente: ma nello uniuersale sie tutto il mio intento
et stato di tenerli uniti ed animati.
¶ Con Francesco Valori parlauo di raro: ma Andrea Cambini portaua
imbasciate fra me et lui: et quando dicto Francesco mi parlaua: mi
parlaua molto di se: stimo lo facesse per che io auesse di lui buona
opinione: et qualche uolta mi disse et mando adire p. Andrea Cambini
che stauano male: che io facessi oratione: il forte de ragionamento
de Francesco erano che lui auesse auctorita nella cipta: et a[=c]hora
mi parlo di uolere dare la figliola di Filippo suo nipote per donna
a Matteo Strozzi: al quale Matteo io poi nac[=e]nai dalla lunga:
et lui mi rispuose non uolersi in parentare con Francesco: perche
stimaua che per imodi suoi douesse capitar male. Similmente mi disse
dicto Francesco che harebbe uoluto dare dicta figliola di Filippo a
Giouanni di Ncolo mannegli la quale cosa non ebbe di poi effecto:
parlauo ancora alle uolte con messer Agnolo Nicolini: et a Pagolo
Antonio Soderini: et a Giouan Baptista Ridolfi: et a più altri di
quelli ueniuano a san Marco p. uarie cagione: messer Bartholomeo Ciai
ma parlato qualche uolta ma non mi ricordo diche ragionamenti. A piero
Guicciardini parlauo anchora spesso:[741] et incitaualo dicendo si
portaua freddo p. l’opera nostra. Francesco Renuccini quando era de
Signori uenne a me una sera in[=a]nzi le. xxiiii. hore a pigliare parer
da me circa allimposta de preti. Lionello bono[742] anchora quando era
de Signori mi uenne a parlare et dissemi male di Francesco Valori che
era male ciptadino: che cercaua el b[=e] proprio. Et io lo difendeuo
perche desiderauo ce auesse auctorita come ho dicto: benchè anchora
mi dispiaceua p. la sua natura che era huomo da scacciare tutti isuoi
amici. Alexandro di Papi di[743] Alexandri fu anchora questi di a me
p. lo experimento del fuoco: a sapere se haueuano a tirare la praticha
inanzi: et per conto di Lanfredino mi ueniua predicta[744] cagione:
Piero di Pagolo delli Albizi. et Alexandro Nasi: a quali tutti rispuosi
disi.
¶ Circa affare magistrati maxime Signori X. del otto[745] non ne
parlauo mai expressamente dicendo fare il tale, o il tale: perche
non cognosceuo così particolarmente tutti iciptadini. Nelle prediche
confortauo in genere li buoni ciptadini: ma quando era instrutto da
frati di qualchuno che fusse buono allopera nostra: are comendatolo
con parole generale in circuli di frati: e di ciptadini che sene faceua
spesso ne chiostri nostri: dicendo questo saria buono p. lopera nostra.
Il simile faceuo di quelli che cognosceuo. Verbi gratia: Francesco
Valori: Giouan Baptista Ridolfi: Pagolo Antonio Soderini: Giulia[=o]
Saluiati: Domenico mazinghi: Domenico Bartholi: Lorenzo et Piero Lenzi:
et simili iquali similmente comendauo dicendo sarebbeno buoni per
lopera nostra, o simile parole generale ma non diceui[746] mai fate il
tale che mi saria stato charico: io considerauo più al ghonfalonieri
che ad altro: officio rimettendomi a frati che cognosceuano iciptadini
più di me.
¶ Et di hauere fauorito altramente alcuno p. hauere officio non si
trouera: excepto che Francesco scarsi[747] uenne una uolta da me a
pregarmi che fusse facto oratione per lui perche el fusse facto de. x.
dolendosi che non era facto mentione di lui in dignità alchuna. Di poi
essendo stato facto mi uenne a ringratiare delle oratione.
¶ Dello hauere tenuto pratica con Signori o altre persone fuora del
dominio nostro di cose di Stato. Dico che al Re di Francia in quelli
principii che ritorno in Francia scrissi tre ouero quattro lettere[748]
confortandolo alla restitutione delle cose de Fiorentini. Et allo
ritornare in Italia dicendoli che facendo altramente el capitarebbe
male. Il simile li mandai a dire p. Nicolao Alamanni la prima uolta che
parti di qua p. andare in Francia. Et anchora gliho mandato a dire p.
piu Fr[=a]zosi che sono passati di qua p. ritornare in Francia: ma il
Re non ma mai atteso ne datomi risposta p. lettere ne p. imbasciate:
[=i] modo che p. Nicolao Alam[=a]ni nellultima et penultima uolta che
lui parti di qua n[=o] lo mandato adire altro et ancho non confidauo in
dicto Nicolao ne mi pareua huomo da farci fondamento perche non stimauo
potesse parlare al Re.
¶ Venne già a me uno frate Ludouico da Valenza maestro in Theologia:
et dissemi parlandomi perho copertamente che il Papa uorebbe che i
Fiorentini mandasseno a lui imbasciatori ouero li scriuessino qualche
buona lettera: et molto mi stringeua affare opera che il populo
stesse edificato ala uia del Papa: et rispuosemi[749] che questa cosa
non poteuo fare come arebbe facto Lorenzo, o Piero: et lo rimissi a
Francesco Valori: Piero Filippo et Pagolo Antonio et di lui poi non
intesi altro.
¶ Messer Luigi Tornaboni mi misse gia inanzi di tenere pratica colla
prefectissa di Sinigaglia[750] dicendo che ella haueua il modo a sapere
delle cose di Francia. Et io dubitando dinganno lo rimissi a Francesco
Valori. Et di poi non intesi altro.
¶ Passando di qui il Cardinale Burgens: et parlandoli mandai p. lui a
sollicitare la uenuta del Re di Francia et la restitutione delle cose
nostre. Similmente mandai Filippo Lorini in Fr[=a]cia p. dire al Re il
medesimo circa alla tornata et restitutione dicta mandato da me c[=o]
saputa perho de dieci che allora erano: et le risposte furno come di
sopra.
¶ El Signore Carlo Orsino et Vitellozo Vitelli quando tornorno di
Francia furno da me in san Marco a confortarmi affare quello poteuo per
il Re di Francia: et uenneno a me come io fussi il signore della terra:
A quali risposi che pregherei dio per il Re et che ero di bona uoglia
affare per il Re cio che potessi.
¶ Piu altri anchora Franzosi et Napolitani cacciati da Napoli: che
diceuano andare atorno p. le cose del re di Francia et per cose di
stati: mi ueniuano a uisitare per simili effecti: perche pareua loro
che io fussi amico del Re di Francia: et tenessi la parte sua et io li
rimmetteuo tutti a Francesco Valori.[751]
¶ Fu anchora da me messer Dolce da spuleto [=i]basciatore del Duca
durbino: a offerirmisi: et fu in quel tempo che il Duca durbino sera
tornato a casa sua, et io scrissi una lettera al dicto Duca.[752]
Della quale lo effecto era che non si partisse da Fiorentini. Et
partendosi che non li fusse contra: [pensando che lui fusse buono a
mantenere lopera mia: p. che benche non li parlassi mai mili monstrauo
affectionato non che lui ma ogni altro che auesse fauorito me et la
parte che mi seguitaua: acciocchè fussino i maggiori col populo et
che reggessino di fora et dentro et maxime fauoreuile hauendo le gente
darme.] Et decta lettera mandai per lo imbasciatore del decto Duca che
mi u[=e]ne aparlare che fu il predicto messer Dolce.
¶ Anchora dico ebbi per male che messer Hercule fusse casso[753]
per questi medesimi effecti et ebbi sospecto Piero Filippo non ne
fusse stato causa per mettere inanci il C[=o]te Renuccio. Et questo
perche messer Hercole mera affectionato per mezzo di fra Nicolo da
Millano che già fu Cancellero de dicto messer Hercole et ancho sapeuo
era affectionato a Francesco Valori et etiam feci qualche opera con
Francesco Valori: perche n[=o] lo facessi cassare et in questo modo
hau[=e]do le g[=e]te darme amici rimaneuano li amici mia più forti: et
il gouerno di drento et di fuori andaua alloro modo: et in ogni cosa
fusse occorsa nella terra si poteuano meglio difendere et a questo
senso lo faceuo.[754]
¶ Il Conte Checcho da monte doglio mi mando gia uno suo canceliero
pregandomi li fusse fauoriuile alla restitutione delle suoi terre et
io gli scripsi che non era tempo a mouere simile cose: et per non
dare materia alli altri populi de t[=e]tare simile causa: et pure
lui facendo grande instantia: ne feci dire alla Signoria et a. x. pur
qualche parola: ma pure freddam[=e]te perche come ho dicto n[=o] pareua
fusse da fare in quel tempo et qu[=a]do hauessi uisto il tempo larei
facto per farmelo amico.
¶ Messer Agam[=e]non Marescotti da Bologna podestà passato e stato
anticamente nostro familiare: et pregai Jacopo Salviati che era
electionario che lo elegessi: et cosi fu facto podestà: et questo feci
si per hauere il fauore suo: si per il ben li uoliua: che pareua fusse
al proposito allopera mia. Così hebbi grato questo podesta che e al
presente: per essere padre dello Vicario dellarciuescouo di Firenze. Il
quale e nostro amicissimo benchè di questo non ne feci opera alchuna.
¶ Marcuccio Saluiati[755] mi fu menato da Fra Ruberto suo fratello
inanci al caso del fuoco: circa a. vi. di per che io lo confortassi al
ben uiuere: et così fei: et hebbilo caro per hauerlo amico: et lui mi
fece molte proferte inanci si partisse: dicendo io metterei la uita per
uoi.
¶ Intesi Giou[=a]ni della uecchia che era nostro amico da frate Cosimo
tornaboni: che ebbi charo: ma n[=o] li parlai mai.[756]
¶ Al Duca di Ferrara al Duca di Milano ho ancora scripto circa al ben
uiuere: ma non per cose di Stato: circa il fare de conducte non mene
sono impaciato: se non con racomandare legiermente alcuno come uno
figliolo di messer Nicolo da Esti da Ferrara: et uno Conte Cristophano
da Gonzaga: et uno de Rangoni da Modena: et alchuni altri che io non
cognoui iquali racomandai a Francesco Valori et a Domenico Mazinghi:
et altri de dieci pure legiermente dic[=e]do il tale uorebbe essere
conducto, fate uoi.
¶ Circa alla guardia della piaza [=c][=h] se ne fusse icapi dessa
guardia io n[=o] sapeuo e ben uero che io confortai in perghamo che
dicta guardia si conducesse: non mi ricordo gia se io ne parlai con
particulari ciptadini: ma Francesco Valori dipoi lhebbi mossa mene lodo
a bocca: et confortomi la seguitassi t[=a]to se facesse stimo anchora
mello mandasse a dire p. Andrea Cambini: la cagione di questa guardia
fu per securta nostra p. questi incontrarii a noi stessino sotto: et
non hauessino facto qualche insulto come temeuamo.
¶ Circa al non obedire al Papa et non andare a Roma dico procede[757]
per non essere morto per la uia, o a Roma come era da Piero di Medici,
o dalla Legha p. essere io contra al proposito loro.
¶ Circa alla scomunica dico che benche a molti paresse non fusse nulla,
nientedimeno io credeuo quella fusse uera et da obseruarla:[758] et
obseruaila un pezo: ma poi uedendo che lopera mia andaua in ruina
presi partito a non la obseruare più anzi manifestamente a contradirla
con ragione et con facti: et stauo obstinato in questo per onore et
riputatione et mantenimento dellopera mia.
¶ Circa al cominciare al predicare nella septuagesima che fu adi. xi de
febrajo: dico che prima aspectai le lettere di messer Domenico bonsi:
quelli che egli scripse alla Signoria et unaltra a me. per le quale
auisaua che il Papa non era disposto a dare licentia che io predicasse:
unde mosso da me perche uedeuo che lopera mia ruinaua. mi dispuosi a
ripredicare p. sostenere la mia opera: et di questo non fui excitato da
alchuno ciptadino particulare: ma più presto gli amici mia sene dolsene
come fu Alamanno et Jacopo Saluiati et Domenico mazinghi. E ben uero
che alchuni di quelli che usauano in San Marco mi diceuano quando si
predica,[759] noi ci moiamo di fame: et Giouanni di Jacopo di dino mi
ricordo uenne a me a San Domenico et domandomi quando saueano a fare
igradi:[760] ma non mi chiari[761] quando sauessi aricominciare perche
cosi di fare costumaua di non manifestare sempre il certo del di quando
uoleuo predicare.
¶ La cagione perche io usci di sancta Liberata il secondo di di
quaresima: non fu per obedire al Papa ma per paura di essere morto: et
poi che io fui conducto apredicare in San Marco io fermai il predicare:
non obstante la lectera de. iii. di marzo di ser Alexandro bracci: per
la quale lui mauisaua della grande alteratione del Papa e di tutta la
corte et del pericolo che correuano i Fiorintini la: perche stimauo
fussino minacciati.[762]
¶ Circa alle lettere che ebbe dalli imbasciatori, o scripte alloro
dico che ho scripto qualche uolta a Giouachin guasconi confortandolo
a confortare il Re[763] atornare in Italia: et restituire le cose a
Fiorentini: et ho facto ogni opera che dila tenesse le cose calde:[764]
et questo feci perche intendeuo che il uescouo de Soderini scriueua
freddo: et questo per mei frati: et io laueuo per male: non mi ricordo
perho del chiaro se io scripsi, o mandai a dire a Giouachino quanto
disopra e dicto perche io a lui: et lui a me ci habbiamo scripto poche
lettere: ma Giouacchino scriueua bene spesse al figliolo: il quale poi
mi mostraua le lectere: et a lui io a bocca diceuo quello mi ricorreua
di risposta.
¶ Da messer Domenico B[=o]si ho auuto due lectere: una auisaua che il
Papa non mi uoleua dare licentia del predicare laltra mi riprendeua
dello hauere cominciato a ripredicare il più frequente che mhabbi
scripto e stato ser Alexandro braccia: il quale mae proprio a scripto
due lettere di cose generale et in mia laude et conforti: ma il forte
delle lectere lui scriueua a ser Bastiano da Firenzuola suo genero: il
quale poi mi referiua tutto et leggeuami le decte lettere. Il contenuto
desse era per la practica delle cose mei et daltre cose: et tutto si
cominciaua con Francesco Valori.
¶ Messer Ricardo bechi scripse anchora a Giouanni suo fratello delle
cose mie: ma lauamo a sospecto perche scriueua cose contra a noi.
¶ Dell’ordine et preparatione che si fece il uenerdi sancto hora
lanno: non ne seppi ne so altro particulare: se non in questo modo io
ho inteso da Filippo Arigucci: che allora era de Signori che uoleua
gittare dalle finestre del palazzo. Bernardo del nero che era allora
ghonfalonieri di iustitia: et che in quel tempo il dicto Filippo
mando a dimandare madonna Camilla de Rucellai [=q]llo si haueua affare
allora et che lei gli m[=a]do a rispondere che lei haueua hauuto in
reuelatione che gittassero delle fenestre Bernardo del nero et che
madonna Camilla lo disse a fra Malatesta frate di san Marco: se questo
gittar di Bernardo del nero delle finestre era inspiratione diuina: et
fra Malatesta ne domando me: se poteua essere inspiration diuina: et
sera licito il farlo: et io rispuosi uoi sapete come sa a rispondere
per me in questi casi rispetto alla irregularita ma io non lo confortai
si facesse: rispecto alla irregularita dicta: ben mandai a dire et a
confortare Filippo Arigucci per Domenico Mazinghi che io adoperaua a
simile imbasciate che stessi forte con qualchuno de sua compagni: et
così confortai Domenico Mazinghi che era ghonfalonieri di compagnia
affare il simile et cosi confortai facessi come suoi compagni: et stare
forte tutti contra la opinione di Bernardo del nero: perche era contra
allopera nostra: ma n[=o] c[=o]fortai che fusse morto: bene arei hauuto
charo che fusse stato mandato uia. Il fine di gittar Bernardo a questo
modo delle finestre credo fusi perche era contrario allopera nostra: et
per leuar uia un capo allaltra parte.[765]
¶ Con Piero de Medici non ho hauuto pratica alcuna perche li sono stato
sempre molto contrario: ne ho hauuto il maggiore inimico uolendo il Re
di Francia introdurlo in Firenze come ciptadino: quando torno da Napoli
io disputai con in[766] Re che non lo facesse. E ben uero che Dino di
Jacopo di Dino mio amico mi scripse da Roma che Piero uoleua uiuere
bene: mi chiedeua instructione del suo uiuere et mi se ricomandaua: et
io li rispuosi che Piero uoleua appicchare la pratica meco et perho che
io non uoleuo entrare in altro se non che pregherei dio per lui.
¶ Vnaltra uolta fu a me anchora uno che io non conobbi: et dissemi
come Piero mi si racomandaua: et che uoleua ben uiuere: et tornare
come ciptadino: ma questo tale nocturno[767] a me se non una uolta et
come di sopra dico non lo conobbi: era uestito da prete: piccolo di
statura bruno di carne e di eta danni quaranta in circa la Contessa
suocera di Piero et Lanfonsina[768] sua donna quando cera molto me
lo raccomandorno alle quale rispuosi che non credeuo che Piero mai
ritornasse.
¶ Et col Cardinale de Medici non ho auuto pratica se non che due uolte
mha scripto raccomandandosi: che le cose sue[769] fusseno restituite:
et come e noto et per molti si sa: furon restituite alchune cose
piccole di che non accade al presente far mentione: dico ben se fusse
occorso che Piero fusse tornato: mio animo era dirgli quello che ho
predichato: lho facto a buon fine maxime non essendo tu qui instato
et quando tu fussi instato non tharei predichato contra: ma parlato de
uitii in generali.
¶ Delle cose di Pisa dico non dissi mai hauerla in pugno: ma dissi
bene Pisa tu lharai in ogni modo: e uero che io dissi ho in pugno più
gratie: ma non specificai mai di Pisa [perche parlauo cauto per non
essere preso et in sermone]. E ben uero arei hauuto caro per ogni mezo
si fusseno rihaute le cose uostre per essere uero propheta; perche mi
ueniua al proposito e uero che il Re di Francia mela promisse poi mela
disdisse. Et per hauermela disdecta lo comunicai con la Signoria era
allhora quando tornai dal prefato Re da Poggibonzi.
¶ Quando feci quella predicha oue io narrai di alchuni huomini di
grande ingegno che si douessino fare frati fu p. messer Vliuieri
arduino et per messer Malalesta che sapeuo erano alla predicha et altri
simili: et di poi a messer Malatesta in particulare alleghai qual cosa
di illuminatione: et più cose expresse et dissigli che messer Philippo
Varamoro et messer Pandolfo de Medici cerano apparsi. et decto che
si facesse frate: et uuolmi anco aricordare che io dicessi a messer
Malatesta che non si facendo frate che andarebbe allo inferno.[770]
Questi simili uoleuo con meco p. magnificare lopera mia: et hauere
dal mio ualenti huomini [di quello anchora che io ho decto di sopra
che sono nello inferno. lho dicto per darmi riputatone non che non lo
sapessi.]
¶ Hebbi una uolta in secreto una lettera senza subscriptione da
frate Siluestro: dal quale poi intesi che gliera stata mandata da una
nuora di Tanai che e de lenzi:[771] p. la quale io era auisato che mi
hauessi cura: perche era uno che mi uoleua fare male. Il che presumpsi
fusse di Jacopo: [non so certo se poi io dissi hauer hauuto questo
p. riuelatione: ma credo certo lo dicessi. Il simile dico di quelli
secreti che io diceuo:] il quale si uoleua far grande:[772] [quali
diceuo da me[773] spaurirlo.]
¶ Circa anchora quelli che io dissi che non uoleuano si rihauesse Pisa:
et quellaltra predicha nella quale io narrai che ecerano tanti: peggio
dico che io non ne seppi mai alchuna cosa certa o particulare: ma lo
dissi perche stimauo così: et se era alchuno che lo uolesse fare[774]
si ritirasse indrieto: et dargli spauento: [et a me attribuire
riputatione.]
¶ Circa la chiauetta[775] et chassetta di che ho facto mentione tante
uolte et che ho detto appartenere alla Chiesa: lho facto per dare
terrore, minacciare, et p. fare tenere adrieto le mani a chi mi uoleua
male: et infine sono state parole: ma altro particulare secreto o
reuelatione non uera drento.
¶ La predicha che io feci loctaua della donna. M. cccc.xcv. quando
io monstrai essere ito in paradiso:[776] [lo feci p. attribuirmi
riputatone et gloria et] fu una intentione che io feci stando nella
libraria greca di san Marco: non che in facto la fusse come la dissi et
come mingegnai persuaderlo al populo.[777]
¶ Della congregatione di Lombardia mi separai per restare libero et
fare a mio modo.
¶ Echani in cathena et galline che piglieri[=e]no le uolpi[778] chio
predichai in perghamo furono tutte cose trouate da me per [darmi
riputatone et] inanimare emia et sbigottire gli aduersari: quando
in perghamo diceuo alle uolte al proposito di chi mi auesse uoluto
amazzare. Io ti ueggho. Io ti ueggho et tu miuedi uoltandomi uerso le
donne: perche non si potessi dire il dice per il tale. Io diceuo tutto
al mio proposito per sbigottire chi lhauesse uoluto fare: [et darmi
riputatione] non che io ne sapesse altro.
¶ Le polize dichi io feci mentione nelle prediche di uolerle fare et
dare in mano di alchune persone: perche le tenessero guardate insine
a certo tempo: et poi saprisseno: furno tutte fauole et ciance p.
sbigottire i contrarii a me: [et quanto dighano[779] fu in questa
cosa fu solo che io dissi a fra Siluestro io diro di darui una poliza
laquale contera i peccati di Piero Capponi: che esso fra Siluestro
li sapeua perche lo confessaua: ma non nelli dei; et infine fu una
finctione p. sbigottire ma in facto non ne fu altro.]
¶ Circa ibarbari[780] che io ho predicto più uolte che ueranno contro
la Italia: dico et credo certo che in Italia habbi a uenire flagello
alla Chiesa da gente Barbare: perche sempre iflagelli alla Chiesa in
Italia sono uenuti da gente Barbare: et p. questo mio discorso lo dissi
ma non p. altra certeza particulare: benchè mostrassi esserne più certo
che non era in facto.
¶ Circa la reuolutione[781] della chiesa et la conuersione delli
infideli io ho predicto douere succedere: dico che lo hauuto et ho
dalle Scripture sacre: et credo certo p. lordine della scriptura
solamente senza altra reuelatione particulare: ma dello hauere a essere
presto non ho expressamente dalle Scripture: ne da reuelatione: bene
mi sforzauo di prouarlo con molte ragione le quali anchora sono scripte
in diuersi luoghi: [benchè io affirmasse oltra a queste ragione hauerle
p. reuelatione era solo per darmi riputatione et credito.] Le cose che
io disopra allego circa alle Scripture facte lo tracte di Daniele san
Hieronymo: sancto Augustino Origene: et San Tomaso.
¶ La uita stretta che faceuo p. me et faceuo fare ad altri: la
solitudine et il poco monstrarmi che io faceuo tutto era a riputatione
et honore [del mondo:] et p. restare in opinione et concepto appresso
delli uomini di sanctita.
¶ Circa alla coronella di cuori che si induceua a uno cuore solo: la
quale io designai: quando io disse essere ito in paradiso fu p. animare
ogniuno alla unione del gouerno ciuile: per potere peruenire alla
perfectione di dicto gouerno Venetiano con quel modo habbiamo dicto
disopra.
¶ Circa al Vicario dello Arciuescouo di Firenze: dico che le pratiche
che io ho tenute seco sono state generale: et come le altre dello
Stato: confortandolo a castigare et sottomettere i preti che non erano
nostri amici: et quando nhaueua qualchuno nelle mani che hauhessino
facto qualche errore: mi domandaua consiglio. Anchora mi domando
consiglio duno che haueua ueduto una uergine Maria: che uoleua uenire
a fare gridare il populo misericordia et io gli dissi che non lo
consentisse per niente che erano ciurmarie: et quando torno questa
ultima uolta a Firenze: mi uenne a parlare di nocte offerendomisi et
diceua non uolersi dimostrare mio amico: p. potere meglio difendere
le cose nostre. Haueuami dato auctorita di confessare et communicare
ciascuno che appartenesse alla sua iuridictione: et questa teneuo con
lui p. hauere anchora il clero a mio proposito. Haueua anchora decto
Vicario colligatione con li octo: aquali haueua dato la sua auctorita
contra a preti. Se ben mi ricordo[782] hebbi ben p. male che cacciasse
tanto lo experimento del fuoco come fece. Il che fece da se sanza
che io nulla mandassi apissicare.[783] Vero che io non li mandai a
dire altro in contrario: p. non parere che io non uolesse fare lo
experimento et p. mantenermi in reputatione messer Baldo inghirlani:
et io ci operamo che questo uicario ritornasse p. essere nostro amico
grande: et laltro fusse rimandato.
¶ Circa il tyranno che adi proximo io dissi in perghamo che si uoleua
fare: quelli che cacciauano le cose nostre: dico che io li dissi p.
rianimare lemia che pareuano freddi: accio che si ritenessono: non che
io nhauessi coniectura alchuna: et etiam p. dare terrore allaltra parte
che non si leuasse. Et infine fu anchora perche io ho hauuto sempre
in fantasia che il Duca di Milano abbi uoluto fare tyranno Lorenzo di
pierfrancesco[784] non che io ne sapessi altro: et sempre ho hauuto
Lorenzo in buono conto et p. huomo da bene.
¶ La subscriptione facta in san Marco dico che io non lordinai ma i
frati mia lamosseno loro: et mello disseno: et io lhebbi caro perche
si mostrasse questa unione di ciptadini et questa beniuolentia uerso
di me et aquistare riputatione con il Papa: et etiam questa scriptura
confirmaua et uniua piu iciptadini che erano alla uolunta nostra: tra
quali dico non era che io sapessi altra intelligentia ordinata ma in
facto stimauo si cognoscessino: e che questa subscriptione operasse nel
consilio.
¶ Dello hauere saputo delle Signorie inanci che si publicassino dico
fra Siluestro mi referiua alle uolte benche di raro la Signoria quando
era facta prima che la fusse publicata: ma non mi diceua da chi sello
hauesse: et di questa particularita non mi ricordo molto bene perche
non ui attendeuo.
¶ Quanto alla parte del consilio diche sono stato interrogato: dico che
hauendo grande sdegno contra alla corte romana perche per hauendola
ripresa mi haueua perseguitato: et anchora: p. i costumi loro ero
in animo di fare opera: p. fare congregare concilio: et hauemo[785]
deliberato di fare scriuere cinque lettere p. diuerse persone[786]
che concitasseno cinque Re a fare concilio le quale lettere erano di
questo tenore: che pareua degna cosa che tali Re fussino ragguagliati
delle cose grande di qua: et essendo qua uno predicatore che dice cose
future: et detesta euitii della chiesa: et dice prouare le cose soi con
ragione naturali hauendo anchora decto predicatore scripto una lettera
al Papa: di tal tenore et la coppia debbe essere nel mio scannello:
o lha fra Nicolo da Milano doueriano essendo capi della christianita
prouedere a tali mancamenti et congregare concilio et decte lectere
furno facte p. preparare la mente de decti Re et altre lectere[787] che
io mera deliberato scriuere aciascheduno di loro: p. tale effecto di
concilio: et gia lhaueuo cominciato abozzare et le bozze debbono essere
nel mio scannello: et in ciascheduna di decte prime cinque lettere era
copia della decta disopra che io haueuo scripta al Papa. Il Re[788]
a chi aueuo scripte queste lettere sono questi. Lo imperadore. Re di
Francia. Re di Spagna. Re di Inghilterra: et il Re di Vngheria; quella
dello imperadore la feci scriuere a Giouanni di Nicolo Cambi: quella
del Re di Francia feci scriuere a Domenico mazinghi: che scripse in
nome suo a Giouachin Guascon: la quale haueua poi a mostrare al Re:
quella di Spagna feci scriuere a Simon del nero in nome desso Simone a
Nicolo suo fratello che la communicasse a quello Re:[789] come haueua
a fare Giouachino: quella Dinghilterra fu commessa a Francesco del
pugliese: il quale haueua in Firenze uno amico suo inghilese et a
questo inghilese fece scriuuere tale lectera: et uolendo scriuesse al
Re disse che scriuerebbe a un suo amico di lì che la mostrarebbe al Re.
Quella dungheria mandai la minuta a Ferrara a un mio amico Ferrarese:
perche scriuesse poi lui a decto Re. La minuta di queste cinque lettere
io feci dare a ciascuno de soprascripti p. fra Nicolo da Milano che
epso fra Nicolo le fece: et stimo lui habbi le copie et le decte
lettere furno fatte circa un mese fa.[790]
¶ Il mio fine fu in principio perche i costumi della chiesa mi
dispiaceuano[791] per lo sdegno che haueuo delle scommuniche et breui
facte contra di me: mi excitorno a fare più presto p. tormi uia questi
obstaculi dalli occhi mia: [et anchora ver[=a]no le cause della gloria
delle quale ho fatto mentione di sopra.] Chi sapesse questa cosa del
concilio et delle decte lettere; o con chi lhabbi tractato: dico che de
frati lo sapeuano fra Siluestro fra Domenico et fra Nicolo da Milano.
De ciptadini lo sapeuano tutti esoprascripti che scripseno decte
lettere: et Girolamo beniuieni: ma con nessuno mai la consultai et
pratichai, et mai da nessuno ne sono stato excitato.
¶ Tutto che io ho facto ho designato di fare come disopra lho facto
[p. essere sempre famoso nel presente et nel futuro: et p. auere
tale credito nella cipta di Firenze; et che tutte le cose di grande
importantia non[792] facessino senza la mia uolunta.][793] Et poi che
io fusse stato stabilito in Firenze a questo modo haueuo animo a far
cose grande in Italia et fuora de Italia p. forza di Signori co iquali
haueuo contratto amicitia: et trattato cose grande: come e questo
del concilio. Et secondo che le cose fusseno passate haremo pensato
dellaltre. Et maxime haueuo intentione suscitare iprincipi Christiani
et principalmente quelli fuori di Italia dopo il concilio a sogiogare
glinfedeli e di farmi Cardinale o Papa non pensaua molto: perche quando
hauessi conducto questa opera senza esser Papa sarei stato di auctorita
et reuerentia il primo huomo del mondo: et quando io fussi stato facto
Papa non lharei ricusato: benche mi paresse essere maggiore cosa essere
capo di decta opera che esser Papa: perche uno huomo senza virtù può
essere Papa: ma tale opera si richiede a huomo di excellente uirtu.
¶ Circa allo hauer decto al crucifixo se io mento tu menti: dico che
benche io non miricorda hora sopra che articulo lho dicessi: niente
dimeno io lo diceua sopra cose che io credeuo esser uere et secondo
l’ordine di dio.
¶ Circa a confesori io ne metteuo molti in san Marco: confortandoli
che confessassino assai: non p. intendere da loro le confessioni:
perche non lharebbono facto p. la pena grande: et anco p. conseruarmi
la riputatione appresso di loro: perche se io li hauessi richiesti
di simile cosa mi sarei al tutto scoperto maligno ma io lo faceuo p.
hauere piu concorso: et per tenere li amici nostri confortati allopera
nostra: et anchora perche fussino piu uniti.
¶ Circa lo experimento del fuoco dico così che io hebbi p. male
molto che fra Domenico proponesse quelle conclusione et prouocasse
questa cosa et harei pagato una gran facenda non lo hauesse facto.
Similmente mi dolse che li amici mia lo stringesseno: che io p. me
non lharei uoluta: et se io lo consenti lo feci p. diffendere lhonore
mio più che poteuo:[794] et se io hauessi predicato allhora quando la
cosa si mosse: et quando la cosa si stringeua: mi sarei ingegnato di
extinguerla con dire che quelle conclusione si poteuano prouare con
ragioni naturali, et dissine male a fra Domenico: che lhauesse così
incalcata parendomi cosa grande et periculosa: finalmente ui censenti
p: non perdermi di riputatione: et sempre dissi che ci conduciauamo a
questo cimento p. esser prouocati et p. rispondere. Stimauo al tutto
che il frate di San Francesco non ui hauessi a entrare: et non ui
entrando lui: non era obligato anche a entrare il nostro: et se pure
fusse occorso che il nostro hauesse auuto a entrare ancho lui: uoleuo
entrasse con il sacramento nel qual sacramento aueuo speranza non lo
hauesse a lassare ardere:[795] et senza il quale non lharei lassato
ire: et conferendo questa cosa con Giouan Baptista Ridolfi in san
Marco due uolte: innanci al di del cimento: Giouan Baptista disse che
il frate di san Francesco non ui entrerebbe mai: et il simile credeuo
io:[796] et così non ui entrando lui non era obligato ancho a entrarui
il nostro onde p. sbigottire più il frate di san Francesco che non ue
entrasse: e p. dargli maggiore terrore operai chel fuoco fusse grande
che mandai fra Malatesta alla Signoria a ordinare la forma di dicto
fuoco: similmente haueuo dato ordine che il fuoco saccendesse da una
delle bocche: et dallaltra entrasseno ifrati: et drieto alloro se
metesseno scope che serasseno laltra boccha in modo paresse che non
potessero tornare adrieto. Il che tutto disegnai perche il dicto frate
di san Francesco si sbigottissi et non ui entrasse: et così restaua
disobligo ancho il nostro[797] di questo ordine di accendere il fuoco:
serrare la boccha al sopradicto modo ne parlai con fra Domenico et fra
Siluestro et quelli quatro ciptadini che ueniuano a me nella loggia
il dì dello experimento et uolmi aricordare lo mandai aricordare
a Lanfredino lanfredini che era proposto p. Piero degli Albizi et
Alexandro nasi: benchè non sono chiaro se io nello mandai a dire, ma
certo sono che io me ne dispuosi mandarnelo adire.
¶ La intentione de ciptadini mei amici che sollicitano[798] questo
cimento: stimo fusse p. auere questo honore et restare di sopra: ma io
arei hauuto molto charo che la cosa si fusse rotta: et distornata: p.
non hauermi a condurre a tale cimento.
¶ Dello hauer dato ordine che la cosa non si conducesse ouero si
rompessi p. mezo de mia amici: dico che non larei mai facto: perche
mi uedeuo spaciato: et ne perdeuo il credito: manifestandomi che io
uolessi fuggire il cimento: ma il mio fundamento principale fu: che il
frate di san Francesco non ui entrasse mai et per ogni dimonstratione
che si fece circa il fuoco, come disopra e decto fu perche si
sbigottissi et non ui entrasse: et cosi restaua de sopra il facto
nostro.
¶ Et dello hauere io certeza che fra Domenico o altro de mei che
uentrasse: come dissi imphergamo che io aueuo che non arderebbe dico
che non lo haueuo altrimenti: [ma lo dissi p. darmi riputatione sino
allultimo più che poteuo.][799]
¶ Et perche sono stato domandato: se io direi queste cose inanci
al populo, ho risposto et così affermo che dubiterei di non essere
lapidato.[800]
LATIFICATIONE[801] di sua propria mano del processo.
¶ Io fra Hieronymo di Nicolo Sauonarola da Ferrara del ordine de
predicatori sponte confesso esser uero quanto di sopra e scripto
nella presente charta et altre uintitre scripte duna mano et in fede
dicio mi sono soscritto di mia propria mano questo di. xix. daprile
M.cccc.xcviii.[802]