(Vol I, pag. 418.)
_Tre lettere al Duca di Ferrara_.[578]
1.[579]
Ill.^{me} et ex.^{me} Dux.
Io mando alla S. V. el libreto nostro in lingua latina, a ciò che
lei l’habia in l’una e l’altra lingua; benchè non sono discrepanti di
sententie, se non in certo locho, dove nel latino agionsi certe parole,
non però di molta importantia. Vero è che in qualche passo uno serà
commento de l’altro. Non mi occorre scrivere altro al presente, se non
che io mi riccomando alla Excellentia Vostra. Gratia Domini Ihesu cum
Spiritu eius. Amen.
Florentiæ, die 29 octobris 1495.
Fr. HIERONYMUS servus Ihesu Christi inutilis.
Ill.^{mo} et ex.^{mo} domino domino Herculi Ferrarie Duci etc.
2.
Ill.^{me} et ex.^{me} Dux. Gratia Dei tecum.
Io mando alla Excellentia Vostra el libro de la Simplicità de la vita
Christiana anchora inperfecto; tanto è il desiderio mio che la S.
V. viva come perfecto cristiano, che io non mi sono curato di essere
notato di cupidità di laude, pur che presto veda la patria mia terrena,
per virtù di Vostra Excellentia, fare qualche fructo di spirito.
Nientedimeno, perchè questa è la prima stampa,[580] e mia intentione è
di lassarlo ripossare un pezo, e poi ritocharlo et emendarlo; prego la
S. V. e quanto posso la astringo, che per modo alcuno non ne dia copia,
nè lo presti ad altri: ma quando alcuno lo volesse vedere, lo lega con
la Excellentia Vostra, o ne la camera vostra. E se non mi fidasse in
questo ne la V. E., haveria prima chiesta una litera di fede, e poi
l’haveria mandato: ma tanta è la fede che io ho in essa, che credo
che la observerà quanto li scrivo, insino a tanto che piacerà a Dio di
publicarlo. Et se alcuno facesse, legendolo, qualche obiectione, prego
quella che si degni per maestro Ludovico da li Carri farmelo a sappere,
a ciò che possiamo respondere. E perchè molto si vano appropinquando
le tribulation de la Italia, anzi di tuta la Christianità e di tuto
el mundo, dipoi le quali verrano le consolatione; conforto Vostra
Excellentia ad essere solicita a le cose divine, perchè non habiamo
altro rifugio che Dio; e maxime a purgare la città da’ cativi homini,
e mettere li officii in mano de li boni, et a loro dare potestà, e
torla a li cativi et infami, perchè questi provocano l’ira di Dio
grandemente. Noi qui siamo li primi tribulati, e seremo anche li primi
consolati. Pensi la E. V. se Firenze, la quale è piena di moltitudine
di boni Christiani, e la quale in questo, così in merito come in
numero, excede grandemente ciaschuna città d’Italia, è tanto afflicta;
quanto seranno tribulate le altre. Dice San Pietro: _Tempus est ut
incipiat iudicium a domo Dei: si autem primum a nobis, quis finis eorum
qui non credunt Dei evangelio?_ Chi serà amico de Dio riderà in mezo
le persequtione; ma guai a quelli che non temeno Dio. Pax et gaudium in
Spiritu Sancto sit in corde tuo, domine mi. Amen.
Florentiæ, die 10 ianuarii 1496.
Servus Ihesu Christi inutilis Fr. HIERONYMUS de Ferr.
Ill.^{mo} et Exc.^{mo} domino domino Herculi Estensi, duci Ferrarie et
Mutine etc.
3.
Ill.^{me} et exc.^{me} Dux.
La electione del Ministro de Dio a me è stata sempre monstra
conditionata; et insino a questa hora presente non ho visto di lui
alcuna riprobatione. Di queste cose non si può pigliare se non tanto
quanto Dio dà, et a quello ci bisogna stare contenti. Onde è scripto:
_Altiora te ne quesieris, et fortiora te ne scrutatus fueris_. Et
lo Apostolo: _Non sapere plusquam oportet sapere, sed sapere ad
sobrietatem._ Il nostro Signore Dio vuole che noi stiamo in timore et
in humiltà; e che si confidiamo in lui, non nelli homini: col quale
se noi seremo dacordo, non ci bisogna temere cosa alcuna, dicendo
el Spirito Sancto nelli Proverbii: _Cum placuerint Domino viæ eius
inimicos quoque eius convertet ad pacem_. La Excellentia Vestra
non imputi a negligentia la tardità del rispondere a quella; ma al
desiderio di satisfargli a pieno, per el quale ho facto oratione molti
giorni. Hora non ho potuto altramente rispondere che come la lege
in questa carta. Gratia et pax domini nostri Iesu Christi sit semper
vobiscum, amen. A V. S. mi ricommando.
Florentiæ, die 29 augusti 1497.
Servus inutilis Ihesu Christi
Fr. HIERONYMUS de Ferr.
Ill.^{mo} ac exc.^{mo} domino domino Erculi Estensi, Ferrariæ Duci etc.