(Vol. I, pag. 373.)
_Lettera di un agente segreto del Moro_.
Ill^{mo} et Ex^{mo} mio Singular^{mo}. Hoggi, che è el giorno di
Carnevale, se è facta qua una festa, alla quale non se ricorda che mai
in Firenza ne fusse facta una simile; et è facta per opera di Frate
Hieronimo de Ferrara, nel modo infrascripto. Videlicet: sono circa
20 giorni, chel dicto Frate exortoe tutto questo popolo, a volere
fare che li suoi fanciulli facessino li altari per le vie, ponendovi
sopra la imagine del Crucifixo, et dopoi domandare elimosine per li
poveri vergognosi: per la qual cosa, quasi in ogni canto de via per
Firenza, era uno altare dove dimorava gran turba di fanciulli, com le
bazinelle[541] in mano, chiedendo denari per li poveri vergognosi.
Ed ereno tanto importuni, che con faticha si poteva passare per la
via, se non seli daseva qualche quatrino, et maxime le femine, et più
alle giovene che alle vecchie; perchè il dicto Frate così gli haveva
proponuto et ordinato. Et tenevano bastoni lungi in mano; acciò non
passasseno, se prima non pagavano qualche cosa; cum la quale arte hano
ragunato circa 300 ducati. Et dopoi dicto Frate, hoggi, ha fatto fare
una processione a dicti fanciulli, li quali erano circa il numero de X
mila; et li maggiori non passavano li 14 anni de etade; de anni 6 fin
in 9, gene era circa 4^m.[542]
Fenno prima dire una messa in la Ecclesia magiore, cum grande
solennità; et dopoi dicti fanciulli, separati a quartero per quartero,
cum le trombe avanti, in processione, gridando: Viva Christo; andorno
alla Nuntiata et a molte altre ecclesie, et all’ultimo a Sancto
Martino, a presentare dicti denari, acciò si dispensano a li poveri
vergognosi. Questa è stata la festa che oggi se efacta a Firenza, alla
quale concorreva tutto el popolo per vedere.
El dicto Frate ha pubblicato volere predicare tutta questa
quadragesima, perchè dice havere havuto licentia del Sommo Pontefice.
Alla Ill^{ma} Sª Vª humelmente mi raccomando, la quale prego Dio
mantenghi lungamente in felice stato. Florentiæ die 16 febbruarii 1495.