L'anno 1265, indizione 8ª, fu eletto in Perugia Papa Clemente IV, che

era allora oltre monti, ed apparteneva al collegio de' Cardinali,

e non volle recarsi a ricevere l'investitura del papato senza aver

prima visitato in Assisi la chiesa ove giace il gloriosissimo corpo

del beato Francesco. Lo stesso anno arrivò a Roma Carlo, fratello del

Re di Francia, e fu fatto e confermato Re della Puglia e di Sicilia,

d'onde il predetto Carlo, che era stato chiamato da Papa Urbano per

la riconquista della Sicilia, venne a Roma per mare, ove era anche

stato eletto Senatore. Dipoi invadendo la Puglia, in battaglia campale

tolse la vita e il Regno al prenominato Manfredi. Lo stesso anno, i

Modenesi e i Guelfi, che erano in Modena, un venerdì 6 Marzo, corsero

sopra Reggio, e quei di Fogliano ed i Roberti ruppero con gran violenza

Porta Castello, che era murata, ed i Modenesi e i Guelfi entrarono in

città, ove si azzuffarono con quei di Sesso, e con furore ed isterminio

li espulsero da Reggio. Perciò quei da Sesso coi loro partigiani si

ritirarono a Reggiolo, e quasi tutti i popolani, che tenevano dalla

parte di quei di Sesso, furono confinati a tre miglia al di sopra

della città e della strada Emilia, liberi sulla loro fede e lealtà,

tranne quelli che erano cittadini di Sesso. Così i Roberti nominarono

subito Podestà Giacomino Rangone di Modena, deponendo Marco Gradenigo

di Venezia. In quell'anno, que' di Sesso presero il castello di

Canolo[210], che dopo fu ripreso dalla fazione de' Roberti. Parimente

in quell'anno fu fatta e pattuita una tregua tra i Reggiani, che

occupavano Reggio, e quelli che ne erano stati cacciati, a cominciare

dal giorno di San Pietro sino a San Michele; e la convenzione fu

stabilita per mezzo de' frati Predicatori, cioè frate Federico Priore

di detti frati, frate Pellegrino lettore, e frate Pietro Falconi e

alcuni frati Minori; della qual tregua trassero utile notevole ambedue

le parti. L'anno stesso, verso Natale, arrivò un numeroso esercito

Francese in aiuto di Carlo fratello del Re di Francia, che era a Roma.

Ed io li ho veduti arrivare mentre andava a predicare in S. Procolo

di Faenza, nella festa di S. Giovanni Evangelista. E corsero in Puglia

contro Manfredi, figlio di Federico Imperatore deposto, per debellarlo,

e lo uccisero e spogliarono di quanto aveva, l'anno 1266, verso Pasqua.

E fu gran miracolo che l'anno in cui vennero non si ebbe freddo, nè

gelo, nè ghiaccio, nè neve, nè pioggia, nè fango; ma buonissima era

la strada, facile e commoda, come fosse il mese di Maggio. E questo

avveniva per disposizione di Dio, perchè accorrevano in aiuto della

Chiesa, ed a sterminio di quel maledetto Manfredi, che per le sue

iniquità fu ben degno di tal fine. Ed erano veramente moltissime, come

se ne diceva, e aveva perfino fatto uccidere suo fratello Corrado.

E Corrado aveva fatto uccidere Carlo di lui fratello, nato a Ravenna

da un'Inglese, moglie di Federico Imperatore, mentre Corrado gli era

nato da una figlia del Re Giovanni. Ebbe anche Enrico, il primogenito,

da una spagnuola; e Manfredi avevalo avuto da una sorella, o da una

figlia d'una sorella del Marchese Lancia, Lombardo di Piemonte. Ma tra

tutti i figli dell'Imperatore Federico, a mio avviso, il più valente

fu Enzo Re di Sardegna, fatto prigioniero dai Bolognesi, e per molti

anni sino alla morte tenuto in carcere. Questi non era legittimo.

Anche un altro ne ebbe non legittimo, di nome Federico, cui creò Re in

Toscana. Lo stesso anno, Uberto Pallavicino, Podestà di Cremona, coi

Cremonesi e con ogni sua possa tentò di impedire il passo al Conte di

Fiandra, Capitano della milizia dell'esercito di Re Carlo. Ma il Conte

sforzò il passo dell'Oglio a Palazzolo[211], distrusse il castello di

Capriolo[212], e gli abitanti del castello, perchè avevano impiccato

uno de' suoi cavalieri, tutti, maschi e femmine, sino ai ragazzi,

li fece passare a fil di spada. Il Conte passò poi vicino a Brescia,

prese e distrusse Montechiaro, castello dei Bresciani, e poscia andò a

Mantova.

FINE DEL PRIMO VOLUME

_Il traduttore si riserva il diritto della proprietà letteraria_

ERRATA-CORRIGE

Errori Correzioni

Pag. 2 peliccie pelliccie

» 7 sudarono andarono

» 14 lni lui

» 14 fondamento fondamenta

» 30 dei Stefani degli Stefani

» 34 1225 1229

» 43 Tebaldo Tedaldo

» 58 Luigi Pizzi Italo Pizzi

» 82 Roberto Giberto

» 96 Sonio Senio

» 98 qnando quando

» 116 delle provincie della provincia

» 123 Adriano III Alessandro III

» 129 Cantorbery Rouen

» 140 Bartolomeo Gherardino

» 141 quatunque quantunque

» 145 Isaia XXXII Isaia XXXI

» 160 qnando quando

» 164 Prefetessa Prefettessa

» 196 Provvincia Provincia

» 196 Perrocchè Perocchè

» 207 Raimoudo Rainaldo

» 222 Balbekie Balbek

» 259 sovraccitati sovreccitati

» 305 Adriano III Adriano V

» 323 diocesi Reggio diocesi di Reggio

» 328 cinquanta cinquecento

NOTE:

[1] Stimo conveniente avvertire (dice qui l'editore parmense

dell'originale) che si è ommesso nella presente pubblicazione tutto

ciò che leggesi da carte 208 (prima dell'acefalo codice Vaticano) a

215 non essendo la narrazione in esse compresa che un estratto della

Cronaca del vescovo Sicardo già edita dal Muratori (Rer. Ital. t. 7.).

Al quale avvertimento il traduttore aggiunge che il celebre Monsignor

Gaetano Marini quando fece trascrivere dall'Abate Amati l'autografo

salimbeniano pel Duca di Sermoneta, sulla qual copia fu condotta

l'edizione di Parma, ommise la trascrizione di alcuni trattatelli,

canzoni popolari, satire inserte nella cronaca, perchè a suo avviso

erano inutili, mentre potevano servire a far meglio conoscere il

movimento del pensiero filosofico e religioso del tempo. E se, come

pare, si pubblicheranno le accennate cose mancanti, saranno tradotte e

aggiunte in appendice a questa edizione. C. C.

[2] Nome d'un passo sulla Sierra Morena tra l'Andalusia e la Nuova

Castiglia ove nel 1202 erano stati sbaragliati i Mori.

[3] Castello sulla sinistra del Serio in Lombardia.

[4] Ora Chiaravalle della Colomba, pochi chilometri sotto Alseno, che è

una stazione della ferrovia Piacenza-Parma.

[5] Abate de' Cistercensi di Flora in Calabria, morto nel 1201 o nel

1202; ei spacciava e passò per profeta; lasciò libri di predizioni e

molte altre opere, che suscitarono gran romore, ed ebbero difensori ed

oppugnatori. La Chiesa nel concilio di Laterano indetto da Innocenzo

III, condannò le sue dottrine intorno alla Trinità perchè conducevano

al Triteismo, senza nominarne l'autore perchè era uomo di santa vita; e

prima di morire, riconosciuti i suoi errori, li disdisse.

[6] Sulla linea della Ferrovia a dieci chilometri prima di Rimini per

chi parte da Bologna.

[7] Donato fu maestro di Rettorica a Roma nel 356, ove ebbe scolare

S. Girolamo. Compose una Grammatica che poi si denominò il Donato; e

lasciò i commenti di Terenzio e Virgilio.

[8] Piccolo paese sulla destra del Po a pieno nord di Borgo S. Donnino.

[9] Nella Provincia di Foggia tra Lucera e S. Severo. Salimbene

lo chiama Fiorentino; Giovanni Villani Fiorenzola, il dizionario

geografico universale compilato da una società di dotti italiani dice

Firentina. Ora non restano che pochi ruderi e un tratto di cortina del

castello a cui è addossata una fattoria della famiglia Romano, e si

chiama in paese Torre fiorentina.

[10] Nocera de' Saraceni la chiama Salimbene; Nocera la dicono Svetonio

e Tolomeo; Luceria la dicono tanti altri antichi, ora è Lucera.

[11] Sulla destra del Po Nord-Est di Guastalla.

[12] Tra Guastalla e Reggiolo era una stesa di terreno paludoso detto

il Po morto, le cui acque incanalate nel detto cavo, e asciugato il

territorio, si conquistarono alla coltivazione ubertosissime campagne,

a spese de' Cremonesi padroni di Guastalla, e de' Reggiani. La Tagliata

è aperta ed utile tuttora.

[13] Questo è Bondeno della Provincia di Mantova alla destra del Po in

quel di Gonzaga. In antico vi era Bondeno di Arduino e de' Ronconi; ora

le frazioni di Bondanello e Ronchi.

[14] Fabbrico e Campagnola a Sud-Sud-Est di Guastalla. Bedullo era

nelle vicinanze: ora non esiste più come villa a sè; nel principio

del secolo corrente fu atterrata la chiesa che ne restava, come ultima

reliquia, che era soggetta alla parrocchia di Fabbrico.

[15] Scolo d'acque in gran parte interrito tra il Reggiano, il Modenese

e il Mantovano.

[16] Cioè nella gora delle acque.

[17] Di questa Corte e Castello, che diede nome alla nobile famiglia

de' Conti da Palù, appena resta un vestigio tra Fabbrico e Reggiolo, in

un luogo detto Motta di Fabbrico, o Valle di Padulo.

[18] Castello a mezza via circa tra Reggio e Scandiano.

[19] Castello sull'appennino alla destra del Tresinaro.

[20] Sulla destra del Panaro a monte della via Emilia.

[21] A 7 miglia da Bologna al di sotto della via Emilia verso il Panaro.

[22] Piumazzo è una villa del Comune di Castelfranco, situato al

disopra dell'Emilia vicino al Samoggia e al Panaro.

[23] Popoli che stanziavano all'oriente della foce del fiume Oural.

[24] Popoli che stanziavano a nord del Caucaso sul fiume Kuma corrente

al Caspio.

[25] Sulla destra del Panaro non lungi dall'Emilia, a monte.

[26] Circa sull'area, ove ora sorge il Seminario, era allora la

canonica, o casa in cui coabitavano e convivevano i canonici, la quale

prolungando a settentrione due ali con portici all'interno, correva

ad appoggiarsi al fianco meridionale del Duomo e formava un chiostro.

Nel portico orientale, detto _Paradiso_, e attigua al Duomo stava

la cappella di S. Agata, ove i canonici s'adunavano a capitolo, che

atterrata in processo di tempo in una col chiostro, fu poi riedificata

incorporandola col Duomo stesso ove ora si trova allineata colle altre

cappelle, che sono opere posteriori appiccicate alle navate minori,

come un fuor d'opera dell'edifizio o disegno primitivo e principale.

Non si sa in che tempo siasi cominciata l'erezione dell'attuale

cappella di S. Agata: è noto soltanto che i canonici nel 1556 si

valsero de' proventi di una certa eredità per continuare l'opera già

da tempo cominciata e poi sospesa; e che nel 1574-75 fu tutta dipinta

da Aurelio Barili, del cui lavoro non resta che la fascia dell'arcone.

La prima di dette cappelle fu eretta nel 1285 della nobile famiglia

Cantelli, di cui ora è illustre capo il Senatore conte Girolamo,

proprietario e restauratore di quel monumento della religione de' suoi

antenati.

[27] La lettera greca Y ipsilon per i pitagorici era figura della vita,

e colla sua biforcazione simboleggiava la scelta dello stato che si

faceva a quindici anni compiti, ed anche il bivio al bene e al male.

[28] Sul Tevere a pieno oriente di Arezzo.

[29] A 24 chilometri da Perugia, sulla ferrovia Perugia-Foligno.

[30] Aveva più che 50 anni, dice G. Villani.

[31] Gli Amorei erano un popolo della terra promessa, che non volle mai

lasciare il proprio paese, quando giunsero gli Israeliti dall'Egitto;

anzi sostenne molte e disastrose guerre per la difesa delle patrie

mura, e non ristette mai dal tentarne il riscatto dopo le perdite

sofferte: sicchè nel linguaggio biblico è dato come il tipo della

costanza spinta sino all'ostinazione.

[32] Cetei o Etei popolo della Palestina: buona gente ed ospitale:

quindi dati come il tipo della bontà e dell'ospitalità.

[33] Sulla sinistra dell'Oglio lungo la via che da Cremona va a Brescia.

[34] Moglie di Azzone Sanvitali.

[35] S. Giorgio era non lunge all'attuale piazza principale della città

nell'area di piazza detta Pescheria vecchia che si allinea con un lato

a strada S. Lucia, strada che allora non esisteva, e fu aperta nel

1283.

[36] Larione o Lirone era un ramo del Po, che ora non esiste. Il Po e

il Lirone formavano un'isola detta Polirone, nella quale Tedaldo, avo

della contessa Matilde edificò la chiesa e una parte del monastero di

S. Benedetto di Polirone.

[37] Presso Chiavari e al mare.

[38] Gli istoriografi della città di Reggio la dicono porta _Brennone_.

[39] Gattaiola: a tre miglia Sud di Lucca con un convento in cui fu

monaca anche una figlia di Castruccio Castracani.

[40] Arcella, che allora si diceva Cella, è luogo non lungi da Padova,

fuori di porta Codalunga, dove esisteva nel 1231 un convento di

monache. S. Antonio reduce da Camposampiero e giunto gravemente malato

presso quel monastero di Cella vi fu ospitato e vi morì.

[41] Piccola villa a Nord-Ovest a pochi chilometri da Reggio.

[42] Villa a tre miglia pieno Nord di Reggio.

[43] Paese a circa 15 chilometri da Parma e a pieno Nord da Parma

stessa, non lunge dal Po.

[44] A cavalliere della via Emilia a dodici chilometri da Modena per

Bologna.

[45] A mezza circa via tra Parma e Reggio.

[46] Dopo molte indagini, di cui nessuna mi ha condotto a sapere chi

fosse questo _Alachia_, mi sono rivolto a congetturare se mai _Alachia_

fosse un nome astratto significativo di castità, derivante da qualche

lingua straniera, e probabilmente orientale. Interrogatone perciò

un giovane e già illustre poliglotto parmigiano, che fu mio scolare

al Ginnasio, P. Italo Pizzi ha gentilmente risposto, che la parola

_Alachia_ nel senso di castità può derivare dall'arabo; e il movimento

della scienza orientale verso l'occidente operatosi nel medio evo, o

il contatto dell'occidente coll'oriente per mezzo delle crociate, può

facilmente aver data la detta voce al dizionario del canonico Primasso.

C. C.

[47] Alla sinistra dell'Oglio sulla strada da Cremona a Mantova. Il suo

castello è ridotto a civile abitazione.

[48] Alla sinistra dell'Oglio all'oriente e non lunge di Canneto.

[49] Grosso paese alla destra del Pò non lunge da Guastalla.

[50] Alla sinistra dell'Oglio, pieno Nord di Marcaria.

[51] In mezzo tra il Chiese e il Mella sul canale Naviglio, se pure,

come sì crede, sia il _castrum de Geo_ del testo salimbeniano.

[52] Sul Chiese, pochi chilometri sotto la strada Brescia-Lonato.

[53] A Nord-ovest di Mantova sulla strada che va a Castiglione della

Stiviere.

[54] Sul Chiese poco lunge da Castiglione delle Stiviere.

[55] Tra il Chiese e il Mincio pieno Sud di Castel Goffredo.

[56] Gambara, Gottolengo, Pralboino e Pavone nello stretto territorio

che è nel basso corso del Mella e del Chiese.

[57] Sulla sinistra dell'Oglio e sulla strada da Cremona a Brescia.

[58] Al Nord di Cremona sull'Ogiio e sulla strada Cremona — Brescia.

[59] Castel Leone fatto fabbricare nel 1227 da Bernardo da Cornazzano,

allora Podestà di Modena, a fianchi di Castelfranco che si stava

costruendo da' Bolognesi, e pare che fosse precisamente ove ora sorge

il forte Urbano. Nulla restando Castel Leone.

[60] Cortenuova villa al sud sud-est di Bergamo, destra dell'Oglio tra

Romano e Martinengo.

[61] Alla sinistra del Taro una dozzina di chilometri a monte

dell'Emilia.

[62] Alla sinistra del Taro otto circa chilometri a monte dell'Emilia.

[63] A 18 miglia Nord Nord-Ovest di Bologna tra il Panaro e il Reno.

[64] _aven_, dal latino _habet_ nacque l'italiano antico, e non ancor

morto, _ave_, così dal latino _habent_ ebbero _avene_, e, troncato,

_aven_ per hanno, ora totalmente disusato.

[65] Di poco fuori della porta orientale di Modena.

[66] Sulla sinistra del Panaro a dieci circa chilometri a monte

dell'Emilia. Patria dell'illustro architetto Barozzi, detto il Vignola,

e di Lodovico Muratori.

[67] Sei chilometri circa ad oriente di Guastalla.

[68] Sulla riviera ligure orientale vicinissimo a Chiavari Est.

[69] Questo Pietro Veronese inquisitore colle suo incessanti ricerche

contro gli eretici, coi roghi, coi bandi, colla demolizione delle

case, e la confisca de' beni degli inquisiti, si era reso odiosissimo

a chiunque temeva d'essere accusato di opinioni eterodosse. Tra tanti

era stato messo al bando come eretico, Stefano Confaloniere di Alliate,

e gli si doveva diroccare la casa e confiscare il patrimonio. Avvisato

_come per fra Pietro era stato misso nel bando_, dice il Corio, si

concertò con altri malcontenti nelle terre di Giussano, ed erano

Manfredo Chiroro, Guidotto Sacchella, Jacopo della Chiusa, Tomaso

Giuliano, Carlo da Balsamo, Alberto Porro, e lo uccisero il 6 Aprile

1252 presso Barlassina con un colpo di falce.

[70] Quasi nell'asse dell'Apennino sul parallelo di Caserta.

[71] A dodici miglia Nord-Est di Milano.

[72] Non colla forza dell'armi, ma colle pratiche fatte presso i

milanesi, che lo restituirono a patto che nè esso nè il padre movessero

mai più guerra contro Milano.

[73] Fatto distruggere dai ministri di Federico II dopo aver dato asilo

ai baroni ribelli, ora non resta che un piccolo villaggio. Gli abitanti

però in seguito lo rifabbricarono a 12 chilometri circa di distanza

vicino al mare e a trenta chilometri Sud-Est di Salerno, ed è città di

qualche considerazione.

[74] Sul cucuzzolo di un alto colle a Sud-Sud-Ovest di Reggio sulla

destra dell'Enza.

[75] Al Sud di Reggio, Comune di Castelnovo ne' monti, versante

dell'Enza.

[76] Sud-Ovest di Reggio nei pressi di Bibianello.

[77] A pieno Nord di Reggio sulla destra dal Po.

[78] Castello dell'alto Apennino Sud-Ovest di Parma sulla via che va a

Spezia.

[79] Cioè sulla destra dell'Enza.

[80] A Nord-Nord-Ovest di Parma presso la foce del Taro in Po.

[81] Sul Po ad Oriente della foce del Taro.

[82] Sul Po a pieno Nord di Guastalla.

[83] Sulla sinistra del Taro a monte dell'Emilia circa dodici

chilometri da Parma.

[84] Sulla sinistra del Taro a pochi chilometri Ovest di Noceto.

[85] Alla sinistra del Taro, a Sud-Ovest di Parma a monte dell'Emilia,

e a 20 circa chilometri da Parma.

[86] A pieno Nord di Cremona sulla sinistra dell'Oglio, e sulla strada

Crema Brescia.

[87] Tra il Lamone e il Senio ed Ovest e non lungi da Ravenna.

[88] Nell'agro di Forlì.

[89] Alla sinistra del Taro poco più che due chilometri al disotto

dell'Emilia.

[90] Nella parte orientale della città, circa sull'area dell'attuale

collegio Maria Luigia.

[91] Due miglia al Nord di Bassano sul Brenta. È questo il castello,

d'onde ha tratto nome e origine di potenza la famiglia di Ezzelino.

[92] Piazza S. Giorgio trovasi a pieno Nord di Verona, sulla sinistra

dell'Adige; e, sul murello di cinta del convento di S Giorgio, leggesi

anche oggi su pietra la seguente iscrizione:

_Ezzelino III da Romano_

_sospettandoli a parte Guelfa legati_

_Fece trucidare undicimila Padovani_

_Inermi e prigioni_

1256.

[93] A Nord di Parma sulla sinistra del Po.

[94] Ora detto ponte di Caprazucca, allora di Donna Egidia, perchè

Egidia da Palù lo fece costruire a proprie spese.

[95] Quel Biduzzano corrisponde al luogo, ove ora la Baganza mette foce

nel torrente Parma, quasi sotto le attuali mura di cinta della città

di Parma. Ora non sussiste più un luogo col nome di Biduzzano. Molti

cambiamenti deve avere avuto quel punto d'incontro delle acque dei due

torrenti, e quindi n'è scomparso sino il nome.

[96] A Cremona tra le attuali Porta Romana e Porta Po era aperta

un'altra Porta, detta Porta Mosa, e subito fuori di quest'ultima vi

era uno spianato o una piazza che prendeva nome dalla porta che vi

metteva. Su quello spiazzo o campo erano le forche. Ora di Porta Mosa,

per ricostruzione delle mura avvenuta sulla fine del secolo passato,

non resta più traccia; ma in città la strada, che conduceva alla porta

soppressa, ritiene ancora il nome di Via a Porta Mosa; ed era, su

quell'antico campo, o spiazzo, vi è il tiro a segno.

[97] Ad Ovest-Ovest-Nord di Parma a valle dell'Emilia, 18 chilometri

distante da Parma. Ha un magnifico castello, in cui si reca a

villeggiare la famiglia de' Conti Sanvitali, a cui appartiene.

[98] _Partì da Lione per la Francia_. Vuol dire pel regno di Francia

quale aia allora politicamente costituito, di cui Lione non faceva

parte, ed era uno stato a sè, retto dagli Arcivescovi pro tempore di

Lione stessa.

[99] Salimbene chiama Planum Carpi il paese nativo dell'illustre

viaggiatore fra Giovanni. Nell'Umbria in seguito lo dissero Pian di

Carpine. Ora è valle di Magione; e Magione siede presso il Trasimeno

sulla ferrovia a 21 chilometri da Perugia, alla cui Provincia e

circondario appartiene.

[100] Figlio e successore del famoso Gengis-Kan.

[101] Questa torre, detta egregia in una cronaca Ravennate, sorgerà in

quell'area che si stende dalla strada del Corso a porta Alberoni, e,

restaurata da Federico II nel 1240, fu atterrata secondo il Riccobaldi,

nel 1295.

[102] Detta in cielo d'oro perchè il soffitto era ornato di stucchi

dorati.

[103] A quattro chilometri circa da Ravenna C. G. Cesare cavò a mani un

porto per stanza di una flotta romana, e sul lido di fronte costruì un

_castrum stativum_ un accampamento stabile per alloggio di una legione

in servizio della flotta. Trasportato il centro dell'Impero romano a

Costantinopoli, fu ritirata flotta e la legione; restò l'accampamento,

che era già fornito di non pochi edifizii, e il popolo di Ravenna lo

invase, e mutò in una città, che sorse non inferiore a Ravenna, e, da

_classis_ flotta, prese il nome di Chiassi. Distrutta poi, rimase il

nome stesso al luogo e al circondario dove era stata.

[104] Al Nord-Nord-Ovest di Parma sulla destra del Po; però ve ne ha

un'altra di rimpetto a questa sulla sinistra.

[105] Città e Cantone della Svizzera tedesca: La celebre Abbazia fu

fondata nel 700.

[106] Montecassino, a' cui piedi è S. Germano, che, sulla ferrovia Roma

Napoli, dista da questa città 111 chilometri. La magnifica Abbazia, che

è sull'altura, fu fondata nel 529.

[107] Il Yonne.

[108] Beaune: Bella città del dipartimento Costa d'Oro, posta in

fertilissima pianura, e ricca di celebri vigne.

[109] Vezellay; pochi chilometri distante da Auxerre.

[110] Jeres dista ora quattro chilometri dal mare di fronte alle isole

omonime.

[111] Digne: Capoluogo del dipartimento Basse Alpi, sul Bleone

influente della Duranza.

[112] Bariols: Nel dipartimento del Varo, sulla Duranza, ad Ovest di

Draguignan, che n'è il capoluogo.

[113] L'Abbate Gioachimo sativo di Celico, villaggio vicino e ad Est di

Cosenza, fece professione monastica nel monastero di Coraci, villaggio

vicino e al Sud di Cosenza. Era nato nel 1111. Comandato da Clemente

III di continuare i commentarii sulla sacra scrittura, si ritirò col

suo discepolo Rainiero in un luogo solitario detto Flora, sulla vetta

d'un monte presso Cosenza, ove eresse un oratorio e qualche cella. Ivi

si moltiplicò il numero de' suoi discepoli, e fondò un nuovo monastero,

e una congregazione con Regola più austera di quella dei Cisterciensi,

a cui egli apparteneva, e la chiamò Congregazione di Flora o Florense,

e ne fu proclamato Abbate.

[114] Vienna: Città sul Rodano, dipartimento dell'Isero.

[115] _Sebbene di piccola statura_: Vedine la ragione nei seguenti

versi.

[116] Marisco: Paese della diocesi di Bath in Inghilterra, sul canale

di Bristol, Ovest di Londra. Bath è antica e cospicua città romana.

[117] Lincoln: Città che possiede molti monumenti Sassoni e Normanni,

posta su ripido colle a pieno Nord di Londra verso il mare del Nord, a

53 circa di latitudine.

[118] Tarascon: è sulla sinistra del basso Rodano, a circa 15

chilometri Nord di Arles.

[119] Beaucaire: sulla destra del basso Rodano unita con ponte a

Tarascon.

[120] Antica città distrutta, che era alla foce della Magra, che si

versa in mare subito fuori del golfo di Spezia all'Est.

[121] Provins. Alla destra della Senna Sud-Est e non lontano di Parigi.

[122] A 22 chilometri Ovest di Parma sull'Emilia.

[123] Sull'Yonne alla sinistra della Senna, sud di Parigi.

[124] Al confluente del Yonne e del Vannes Sud-Est di Parigi.

[125] Ieres: Paese sulla sponda del Mediterraneo di fronte alle Isole

omonime, dipartimento del Varo.

[126] Merlino, secondo le cronache antiche, è il frutto misterioso

di un incubo d'una religiosa, figlia d'un re di Scozia, nei monti

della Caledonia. Sebbene la sua origine sia favolosa, pure non si può

dubitare della sua esistenza, e pare si debba fissare al quarto secolo,

e forse toccò anche il quinto. D'alto ingegno, di lunghe meditazioni,

ricco di cognizioni, versatissimo nelle matematiche e nelle scienze

naturali, era uomo di molto superiore al suo tempo; e quindi nessuna

meraviglia che la leggenda tessutane in que' secoli d'ignoranza

attribuisse ad ispirazione del cielo, ed a spirito di profezia, quanto

era in lui effetto della scienza e della previdenza calcolata dall'uomo

che medita. Ebbe la fiducia dei principi, che mi giovarono della sua

prudenza e sagacia nelle loro imprese. Tra gli storici chi ne parla

come d'un santo, e d'un profeta; chi come d'un mago e d'un incantatore.

E, divenuto l'uomo leggendario nel secolo quinto, lo rimase sino alla

fine del medio evo. Fu soggetto di molte tradizioni popolari nel ciclo

del re Arturo e dei cavalieri della _Tavola Rotonda_.

[127] La cattedrale di Ravenna è detta Chiesa Orsiana, perchè S. Orso

nel IV secolo la fondò, o almeno la fece restaurare ed ampliare.

[128] Polenta: Castello sui colli sud-ovest di Cesena.

[129] Erano a Firenze due vie, l'una nominata di Garbo dalla illustre

famiglia omonima, l'altra di S. Martino, nelle quali avevano sede

fabbriche di panni. In via di Garbo si confezionavano panni fini,

nell'altra grossolani. Onde ebbe origine l'uso di chiamare panno di

garbo il panno fino, e panno di S. Martino il grossolano. Dalle cose la

frase passò alle persone, e si chiamarono di garbo le persone gentili e

di fina educazione.

[130] Seguendo la dottrina de' ternari, i Gioachimiti in tre ordini o

stati dividevano gli uomini, i tempi, la sapienza, la vita. Abbracciava

il primo tre stati, o tre ordini d'uomini: cioè quello dei coniugati,

che aveva avuto luogo sotto il regno del Padre eterno, e sotto l'Antico

Testamento; quello dei chierici, sotto il regno del figliuolo, e sotto

la legge di grazia; e quello dei monaci, che perdurar doveva nel tempo

della maggior grazia per via dello Spirito Santo. Il secondo ternario

era quello della sapienza: cioè il Vecchio Testamento dato dal Padre;

il Nuovo che è opera del figliuolo; e l'Evangelio eterno, che doveva

venire dallo Spirito Santo. Il ternario de' tempi costituiva i tre

regni summentovati: del Padre, o lo spirito della legge mosaica; del

Figlio, o lo spirito di grazia; dello Spirito Santo, ossia la somma

grazia, o la rivelazione della verità. Sotto il primo erano vissuti gli

uomini secondo la carne; sotto il secondo tra la carne e lo spirito;

sotto il terzo, sino al finire del mondo, vissuto avrebbero secondo lo

Spirito puro. Nella quale ultima epoca dovevano, secondo loro, cessare

i sacramenti, le figure, e quanti vi aveva simboli o segni sensibili, e

mostrarsi nuda la verità.

[131] Villaggio sull'Emilia ad oriente di Parma e distante dalla città

poco più d'un chilometro.

[132] Greccio è sulla sinistra del Velino al di sotto di Rieti circa 12

chilometri.

[133] Montefeltro, ora Sasso Feltrio, tra il Conca ed il Marecchia a

Sud e vicinissimo alla Repubblica di S. Marino, è un piccolo tratto

di paese che diede nome ad un'illustre famiglia principesca, che ebbe

signoria in Urbino, Pesaro, Sinigallia, Gubbio ed altre Terre vicine.

[134] A pieno sud di Faenza, tra' colli.

[135] Circa 20 chilometri da Siena ad Ovest e a pochissima distanza

della ferrovia Siena-Empoli.

[136] Dista 9 miglia sud-Est da Velletri. Cori è antica città dei

Volsci, ha mura ciclopiche e avanzi considerevoli di templi antichi.

[137] Pertuis: Sulla destra della Duranza, pieno Nord di Marsiglia.

[138] Montesarchio: Paese al Sud-Ovest e non lunge di Benevento.

[139] Paese al Sud del lago omonimo e a Ovest-Nord di Brescia.

Cronaca di Fra Salimbene parmigiano vol. I · 第 27 / 28 段