--Addio, dunque, Vittorio!...
E Cataldo Abbadessa, grasso, roseo, allegro, affettuoso, mi gettò le
braccia al collo, presso al carrozzino che mi doveva accompagnare alla
stazione.
--Caro Vittorio!...--diceva--Povero il mio caro Vittorio!
E non sapeva dire altro. La signora Rosa, fiorente come lui, fresca,
d'una bellezza piena di salute e di luce, mi andava cacciando sigari in
saccoccia e ammucchiava alcuni piccoli formaggi della sua fattoria sui
cuscini del carrozzino.
--Perdonateci, professore... È cosa da poco... Siamo gente alla buona...
--Dunque, addio...--balbettai--Addio, Cataldo... Addio, signora Rosa...
Il carrozzino si metteva in moto.
Ebbi appena il tempo d'esclamare:
--Signorina Carolina, addio...
Ella, ritta in mezzo alla via, immota, pallida, stese la mano...
La udii mormorare:
--Addio, signor professore...
E il carrozzino partì, velocemente, tra nugoli di polvere.