V.

Ora, un certo Nicodemo, giudeo, si presentò innanzi al governatore e

disse: Vi prego, giudice misericordioso, che vogliate ascoltarmi un

istante. Pilato rispose: Parlate. E Nicodemo: Sono io che ho detto agli

anziani, agli scribi, ai sacerdoti, ai leviti ed a tutta la moltitudine

dei Giudei nella sinagoga: che vi volete da quell'uomo? egli fa parecchi

prodigi, buoni e gloriosi, tali che alcun uomo sulla terra non ne fece

mai nè ne farà; licenziatelo e non gli fate alcun male. Se egli è

Dio[84], i suoi prodigi sussisteranno; se è uomo, saranno dissipati.

Avvenne lo stesso quando Mosè, inviato di Dio in Egitto, fece dei

prodigi che Dio gli aveva ordinato di fare innanzi a Faraone re

d'Egitto. Vi erano Jannés e Membrés,[85] maghi. Essi rifecero per

gl'incanti i prodigi fatti da Mosè, ma non tutti; ed i prodigi fatti per

malìa, non essendo di Dio, come voi sapete, voi scribi e farisei,

perirono in una a coloro che li avevano fatti ed a coloro che li avevano

creduti[86]. Lasciate dunque andare codesto uomo, perchè i prodigi di

cui lo accusate sono di Dio, ed e' non è degno di morte. I Giudei

risposero a Nicodemo: Voi siete divenuto suo discepolo e parlate per

lui. Nicodemo replicò: Ed il governatore è anch'egli divenuto suo

discepolo? eppure, egli parla in favore di lui, egli che tiene la sua

dignità da Cesare. I Giudei fremettero, intendendo queste parole,

mostrarono i denti a Nicodemo e dissero: Ricevete da lui la verità ed

abbiatevi il vostro possesso col Cristo. Nicodemo riprese: Sia pure

così, e ch'io lo riceva come voi dite.......

[84] _Atti_, cap. V, v. 38.

[85] II, TIMOT, cap. III, v. 8, si legge _Jambres_.

[86] _Atti_, c. V, v. 37.

Memorie di Giuda, vol. II · 第 43 / 51 题