Ora, un certo Nicodemo, giudeo, si presentò innanzi al governatore e
disse: Vi prego, giudice misericordioso, che vogliate ascoltarmi un
istante. Pilato rispose: Parlate. E Nicodemo: Sono io che ho detto agli
anziani, agli scribi, ai sacerdoti, ai leviti ed a tutta la moltitudine
dei Giudei nella sinagoga: che vi volete da quell'uomo? egli fa parecchi
prodigi, buoni e gloriosi, tali che alcun uomo sulla terra non ne fece
mai nè ne farà; licenziatelo e non gli fate alcun male. Se egli è
Dio[84], i suoi prodigi sussisteranno; se è uomo, saranno dissipati.
Avvenne lo stesso quando Mosè, inviato di Dio in Egitto, fece dei
prodigi che Dio gli aveva ordinato di fare innanzi a Faraone re
d'Egitto. Vi erano Jannés e Membrés,[85] maghi. Essi rifecero per
gl'incanti i prodigi fatti da Mosè, ma non tutti; ed i prodigi fatti per
malìa, non essendo di Dio, come voi sapete, voi scribi e farisei,
perirono in una a coloro che li avevano fatti ed a coloro che li avevano
creduti[86]. Lasciate dunque andare codesto uomo, perchè i prodigi di
cui lo accusate sono di Dio, ed e' non è degno di morte. I Giudei
risposero a Nicodemo: Voi siete divenuto suo discepolo e parlate per
lui. Nicodemo replicò: Ed il governatore è anch'egli divenuto suo
discepolo? eppure, egli parla in favore di lui, egli che tiene la sua
dignità da Cesare. I Giudei fremettero, intendendo queste parole,
mostrarono i denti a Nicodemo e dissero: Ricevete da lui la verità ed
abbiatevi il vostro possesso col Cristo. Nicodemo riprese: Sia pure
così, e ch'io lo riceva come voi dite.......
[84] _Atti_, cap. V, v. 38.
[85] II, TIMOT, cap. III, v. 8, si legge _Jambres_.
[86] _Atti_, c. V, v. 37.