Ed ecco che una donna, scendendo dalla montagna, gli dice: Vi dimando,
uomo, ove andate voi? E Giuseppe: Cerco una donna levatrice ebrea. Ed
ella: Siete d'Israele, voi? Sì, risponde Giuseppe. E colei: Chi è dunque
la donna che partorisce nella caverna? — È la mia fidanzata. — Non è
dunque la vostra moglie? — E Giuseppe: Non è mia moglie, ma Maria,
allevata nel santo dei santi al Tempio; la mi cadde in sorte, ed ha
concepito per lo Spirito Santo. — E la levatrice a riprendere: È ciò
vero? — Venite e vedete, sclamò Giuseppe. La levatrice andò con lui. Si
fermò innanzi la caverna. Ed ecco un nugoletto luminoso ombreggiava la
caverna. La levatrice gridò: Oggi l'anima mia è stata magnificata,
poichè i miei occhi hanno visto delle cose stupende ed il salvamento è
nato in Israello. Ora, di un tratto il nugoletto penetra nella caverna,
e con esso una sì grande luce che gli occhi non la potevano tollerare.
Poco a poco però la luce si moderò, di guisa che si potè scorgere il
bambino che prendeva le mammelle di sua madre, Maria. La levatrice
gridò: Questo di oggidì è un gran giorno per me, perchè ho visto un così
grande spettacolo. Ella uscì dalla caverna ed incontrò Salomè a cui
disse: Ho un grande spettacolo a raccontarvi; una vergine ha concepito
colui che la natura sua non comporta (e questa vergine è restata
vergine). E Salomè: Per il Signore Iddio vivente! se io non esamino la
sua natura, non crederò che la ha partorito.