XIV.

E Giuseppe, affatto interdetto, persisteva nel suo pensiero: Che mi farò

io di lei? Poi dicevasi in fra sè: Se nascondo il suo peccato, io sarò

trovato colpevole nella legge del Signore[63]; se la denunzio agli occhi

dei figli d'Israello, temo che ciò non sia giusto e che non trovino che

io consegno il sangue innocente ad un giudizio di morte. Che farò dunque

di lei? Certo, io l'abbandonerò di nascosto. La notte lo sorprese. Ed

ecco che l'angelo del Signore gli apparisce in sogno dicendogli: Non

temere di ricevere codesta giovinetta, perocchè ciò che è nato in lei è

dello Spirito Santo: ella partorirà dunque un figliuolo, e tu gli darsi

il nome di Gesù, perchè sarà desso che salverà il suo popolo dai suoi

peccati. Giuseppe si alzò dopo questo sogno, e glorificò il Dio

d'Israello che avevagli fatto questa grazia. E tenne seco la fanciulla.

[63] DEUT., cap. XXII, v. 13.

Memorie di Giuda, vol. II · 第 32 / 51 题