I.

Cantavano, seduti tutti e duecento sopra sei lunghe file di panchetti

bassi, in modo che parevano accocolati sul pavimento e presentavan

l'aspetto, così fitti com'erano, d'una nidiata enorme di uccelli; i

quali, al mio entrar nel camerone, voltarono il becco tutti insieme,

rallentando il canto e mostrandomi duecento bocche aperte, come se

aspettassero l'imbeccata. Quando fui davanti a loro, accanto alla

direttrice, ebbi per un momento tutti quegli occhi addosso spalancati

e fissi; ma, con mio rammarico, riconobbi subito di non aver quello

sguardo affascinatore dei fanciulli, del quale certi ispettori si

vantano, perchè vidi che tutti quegli occhi non erano attirati dalla

virtù della mia pupilla, ma dal pomo d'argento della mia canna.

Che imprudenza! Se non avessi portato la canna non avrei perduto

l'illusione....

Stetti ascoltando un po' quel canto di bambini che mi fa ogni volta lo

stesso effetto quasi di stupore, come d'un canto che venga di lontano,

di fra le nuvole, da creature in cui rimanga la memoria, ma non più

il senso delle passioni umane, e che sempre mi si traduce agli occhi

nell'immagine d'un'alba limpida che imbianca una terra sconosciuta....

Poi andai intorno per osservare ad una ad una quella messe di teste

che, al primo sguardo, m'eran parse tutte compagne. Ah quando si dice:

il tipo regionale! In ogni folla di bambini è rappresentata l'umanità

intera. C'erano là teste di siciliani, di sardi, di tedeschi, di russi,

d'inglesi, di giapponesi, d'indiani; e più di piemontesi, certo; ma chi

le avrebbe riconosciute a Milano? E là pure, come in tutti gli asili

infantili, non c'era viso che non portasse qualche segno della lotta

quotidiana con gli uomini, con gli animali e con le cose: tracce di

graffiature umane o feline, lividi, ammaccature, scottature, gonfietti,

come se li avessero marcati a uno a uno per riconoscerli. E così quelle

voci, che parevan tutte eguali nel canto, come suonarono diverse quando

la direttrice fece alzare l'uno dopo l'altro a dire i numeri! Fu come

far correre la mano sopra una tastiera: una rapida manifestazione

d'animi e di temperamenti fisici distinti, che alla mia fantasia

trasformava istantaneamente quei bimbi negli uomini e nelle donne

avvenire, sospinti da mille disparate passioni per mille vie dolorose a

diversi destini, da cui rifuggiva il pensiero spaurito.

Ricordi d'infanzia e di scuola seguìti da Bambole e marionette, Gente minima, Piccoli studenti, Adolescenti, Due di spade e due di cuori · 第 17 / 52 题