SI SCUSA PER AVERGLI MOSTRATO POCO RISPETTO[*]

Mio diletto Signor, poichè vedesti

Senz'alcun velo il negro mio misfatto,

Signor, perdona e fa che in te non desti

Scandalosi pensier l'orribil fatto.

Nel momento fatal forse dicesti:

«Cos'è quello, per zio?! Divento matto?

È questo l'occhio dell'Argia? Son questi

L'aspetto e i vezzi suoi? Mo niente affatto!»

E ben dicesti! Anch'io quanto mi posi

Viceversa così, pensai lo stesso

E tu lo sai che non te lo nascosi;

Ma, deh, quell'affaraccio dell'ingresso

E il panorama che alla folla esposi,

Scordali, Cocco, e sposami lo stesso!

[*] Recatasi incontro a S.M. l'Imperatore, salì sopra un palo e,

urtata dalla folla, cadde a capofitto, mostrando al suo sperato

amante, com'ella dice, poco rispetto.

Rime di Argia Sbolenfi con prefazione di Lorenzo Stecchetti · 第 28 / 142 题