Daniele, mercè l'assistenza efficace di quel santo uomo di Padre

Ambrogio, già si era preparato, col divino ausilio della religione,

all'eterno viaggio.

Irreparabile sventura! Il milionario non avea fatto alcun testamento,

ed ora ei non poteva in nessun modo manifestare la sua volontà.

L'ora terribile era suonata!

Veggendo che non ci era tempo da perdere, si pensò di strappare almeno

un cenno dal moribondo col quale avesse manifestato di sposare Lucia.

Ciò sarebbe bastato perchè la sventurata giovinetta fosse considerata

qual vedova del milionario: era ad ogni modo una maniera di testamento.

La stanza dell'infermo era gremita di gente. Non vi era cuore che non

palpitasse per la misera donzella, la cui commovente fisonomia, il

cui pallore e le cui virtù le aveano attirato l'amore di tutti. Si

desiderava con ansia che il matrimonio avesse luogo.

Gli ufficiali dello stato civile si erano seduti. Uno di loro,

accostandosi al letto del moribondo, dimandò ad alta voce:

— Signor Daniele de' Rimini-Brighton, Conte di Sierra Blonda volete

voi sposare in legittimo matrimonio Lucia Fritzheim, figliuola del fu

Giacomo?

Dalle labbra di Daniele parti un suono indistinto; le pupille si

voltarono al cielo e vi rimasero immobili. Non era già una parola o

una voce quella che era uscita dalle labbra del moriente; era bensì

un singulto breve... profondo... Si ripetè l'interrogazione... La più

assoluta immobilità avea colpito il giacente. Furono brevi momenti di

silenzio agghiacciante. Padre Ambrogio si avvicinò a Daniele, gli toccò

il polso, gli pose la mano in sul petto.

— Morto! esclamò il prete con accento di pietà straziante.

— Morto!! ripeterono tutti compresi d'orrore.

Un silenzio di stupefazione successe tra i gruppi presenti a questo

desolante spettacolo, Lucia avea messo un grido come se un pugnale

le avesse tocco il fondo del cuore. Intanto il notaio e gli impiegati

municipali, alzati, disponevansi a partire quando un giovine forestiero

ch'era in uno dei crocchi di curiosi, si avanzò verso di loro e disse

in francese:

— Fermatevi, signori, la vostra presenza in questo luogo non sarà stata

inutile.

Questo giovine forestiero, quantunque avesse parlato in francese,

lasciava scorgere dal suo accento ch'egli non era nato in Francia:

si comprendeva subitamente ch'ei si serviva di questa lingua non

conoscendo l'idioma del paese. Bello e gentile era il suo aspetto,

biondi i capelli e la sottile lanugine della barba; vivo lo sguardo che

dardeggiava da due occhi cerulei; nobile il portamento e soave, siccome

sogliono averlo i giovani di alta educazione e di cuore ben formato. Da

due giorni questo viaggiatore si era presentato al palazzo M... ed avea

significato il desiderio di vedere il giovine Conte di Sierra Blonda.

La nobiltà e l'avvenenza del suo volto parlavano in suo favore, sicchè

non si trovò la menoma difficoltà a farlo entrare in quella casa, tanto

più che assiem con lui penetravano quivi altri sconosciuti, ai quali

non si badò essendo tutt'i familiari e domestici di Daniele in gravi

e solenni faccende per la dolorosa catastrofe ond'era stato colpito il

loro padrone.

Entrando nell'appartamento di Daniele, lo sconosciuto s'imbattè

in Maurizio Barkley: la sorpresa e il piacere di entrambi furon

grandissimi; eglino si abbracciarono e si baciarono con effusione di

cuore.

Poscia, lo straniero pregò Maurizio di non rivelar per ora a nessuno il

suo nome. Barkley gliel promise, ed il menò nella stanza dove giaceva

Daniele.

Venuto di presso al letto dell'ammalato, lo straniero per lunga pezza

il ragguardò con un sentimento di pietà profonda, e fece appresso una

quantità d'interrogazioni a Maurizio, col quale sembrava essere in

istretta amicizia.

Egli era stato presente a tutto; avea con premura aspettato l'arrivo

di Lucia Fritzheim; avea fatto taciti e ferventi voti nel suo cuore

per la felicità della virtuosa fanciulla; avea palpitato d'ansia

nel solenne momento in cui la figlia del gabelliere sarebbe divenuta

Contessa di Sierra Blonda; imperocchè l'animo di lui era stato tocco

dal commovente racconto fattogli da Maurizio delle sublimi virtù di

lei e della nobil rassegnazione ond'ella avea sopportato l'abbandono e

l'oblio del suo fidanzato. Un altro momento, e Lucia avrebbe ricevuto

il guiderdone dovuto alle sue virtù. Nell'animo del giovin forestiere

nacque tosto una risoluzione ardita ma felice, certo ispiratagli dalla

Provvidenza. Dietro l'impulso istantaneo di questa risoluzione, egli si

era inoltrato inverso l'uscio della camera, avea fermato gli ufficiali

dello stato civile, ed avea pronunziato le parole che abbiamo riferite.

Lo straniero si avvicinò quindi a Lucia e prendendole la mano con

sembiante affettuoso: — Gentil giovinetta, le disse, il tuo infelice

stato, l'elevatezza del tuo animo, il tuo dolore han fatto in me

un'impressione ch'io non so dirti. Il mio primo pensiero, giungendo

in questa città, è stato di conoscerti, dappoicchè fin nelle lontane

regioni donde io sono partito mi furon fatti da Maurizio Barkley gli

elogi della tua virtù impareggiabile; la tua storia mi è nota, come

quella del disgraziato giovine che tu hai amato. Già da molti anni

tu hai appreso a soffrire e a rassegnarti. Iddio ti ha chiamata, a

quest'ultima pruova: alza dunque la nobil fronte, rasciuga le lagrime.

Ormai non ti resta che a pregare l'eterna pace all'anima del tuo

Daniele. Ma il cielo non ha permesso un precipitato matrimonio, sul

quale forse sarebbero corsi i più scellerati comenti del mondo, e che

avrebbe gittata un'ombra sulla tua incontaminata virtù: ti avrebbero,

se non di altro, accusata di cupidigia e d'ambizione. LA PROVVIDENZA

DISNODA MEGLIO DEGLI UOMINI I DRAMMI DELLA VITA. Essa non permise che

tu portassi un nome non puro di macchie; non permise che la fede del

tuo imeneo fossero i ceri della morte... Lucia Fritzheim, al subblime

tuo cuore conviensi un cuor puro e vergine di affetti; alla tua mano

ardente di giovinezza conviensi una mano parimente giovane e forte, e

non già quella di un cadavere. Io ti offro il mio cuore, la mia mano, e

il mio nome ch'è pur quello di Daniele. Io sono Eduardo Horms-Brighton

di Glascovia, figlio di Edmondo Brighton, e fratello di Daniele. Chiamo

in testimonio della verità de' miei detti Dio primamente, e poscia il

mio amico e nobil uomo Maurizio Barkley.

Un lungo mormorio di sorpresa e di ammirazione passò tra i diversi

gruppi degli astanti.

Lucia qual trasognata guardava il giovin forestiere e Maurizio sul cui

volto lampeggiava un raggio di gioia. Oppressa da tante rapidissime

emozioni, ella svenne tra le braccia della sorella Mariella e dei

fratelli ch'erano accorsi ad abbracciarla.

La sera di questo giorno, l'appartamento di Daniele era vestito di

magnifici lugubri parati, e le sue spoglie esanimi riposavano su

splendidissimo feretro. Cento torchi lunghissimi e tetri proiettavano

la loro sinistra luce sui neri lenzuoli di morte che coprivan gli usci

e le pareti di quasi tutte le stanze.

Per qualche ora nella camera dov'era il morto si erano udite le preci

ed il pianto dei fratelli di Lucia. Padre Ambrogio facea lor ripetere

sacri salmi. Uccello guardava il cadavere di Daniele con occhio stupido

e selvaggio; ei sorrideva e non dicea motto. Cessata la preghiera, egli

si accostò a Padre Ambrogio, e, ridendo gli disse:

— Padre Ambrogio, ora, il _contino_ non può più battermi n'è vero?

Il sacerdote gli comandò silenzio, e seco trasse l'idiota fuori di

quella stanza, non senza fare la più trista considerazione sulle parole

profferite da Uccello, che portavano in sè il marchio della Divina

giustizia.

I nostri lettori ricorderanno che fin dal tempo in cui Daniele era in

casa di Giacomo, quei fanciulli gli aven dato il titolo di _contino_.

Il futuro avea forse lampeggiato su quelle anime innocenti?

Maurizio Barkley vegliò tutta la notte a fianco del Cadavere di

Daniele. Egli rimanea lunghe ore in contemplazione di quelle spoglie, e

nella sua mente si aggiravano pensieri strani, indicibili, e che per lo

addietro non si erano mai presentati al suo spirito.

Maurizio non potea staccare i suoi occhi dall'estinto Daniele. Una

strana ed orrenda illusione colpiva i sensi e l'anima di lui, e facea

balenare alla sua mente una celeste luce che gli rilevava i misteri

della Provvidenza e della giustizia di Dio.

IL CADAVERE DI DANIELE RASSOMIGLIAVA IN TUTTO AL CADAVERE DI EDMONDO!

Era lo stesso CONTE DI SIERRA BLONDA!

Era la stessa faccia, la stessa barba, lo stesso abito nero, gli stessi

occhi semiaperti, lo stesso nerore delle labbra!

Altro non mancava per la compiuta illusione che la CAMERA VERDE e il

CUSTODE.

La bell'anima di Maurizio fu tocca dalla luce cristiana!!!

Il domani, per tempissimo, le sale e le stanze dell'appartamento del

Conte di Sierra Blonda erano deserte.

Una donna, vestita di grammaglie, piangeva a dirotte lagrime sul corpo

di Daniele.

Era Emma Barkley di Gonzalvo!

RIEPILOGO

Le grandi ricchezze del Conte di Sierra Blonda, per mancanza di

testamento, erano entrate sotto il dominio della Legge. Nate da mala

radice, esse aveano portato amaro frutto. Dio le disperdeva.

Sei mesi dopo la morte di Daniele, la famiglia Fritzheim non era più

povera. Eduardo Horms, ricco di virtù e di dovizie, era lo sposo di

Lucia, ed aveva ritirato presso di sè i fratelli e la sorella di lei.

Maurizio Barkley ed Emma sua moglie s'imbarcavano per l'Inghilterra;

mentre Eduardo Horms, colla sua nuova famiglia recavasi a Parigi ov'era

aspettato da FEDERICO LENNOIS, altro figlio di Edmondo[8].

INDICE

Parte Prima

I. _La famiglia dello stradiere_ Pag. 5

II. _Il Giuramento_ » 12

III. _Le ultime parole_ » 20

IV. _Uno sguardo indietro_ » 25

V. _Il cuore di un prete_ » 32

Parte Seconda

I. _Emma_ » 37

II. _La lezione_ » 41

III. _Due amici di Daniele_ » 48

IV. _La serata di Lady Boston_ » 54

V. _Un milione_ » 59

VI. _Un tentativo_ » 65

Parte Terza

I. _Un cavaliere del firmamento_ » 70

II. _La serpe morale_ » 75

III. _Le notti di Edmondo_ » 80

IV. _Un rimedio_ » 84

V. _La ricchezza_ » 89

VI. _L'artista_ » 94

VII. _Le condizioni_ » 98

Parte Quarta

I. _La cavalcata_ » 104

II. _La visita_ » 109

III. _Maurizio Barkley_ » 118

IV. _L'ardita menzogna_ » 123

Parte Quinta

I. _Lotta interna_ » 130

II. _L'Upas_ » 135

III. _E se domani mi cercherai più non sarò_ » 140

IV. _Il testamento_ » 146

V. _La camera verde_ » 152

VI. _L'amico_ » 160

Parte Sesta

I. _Juanita_ » 165

II. _Il ritorno_ » 171

III. _Lo schiavo_ » 177

IV. _Qui amat divitias fructum non capiet ex eis_ » 182

V. _Le nozze_ » 185

NOTE:

[1] Questa operetta periodica, raccolta letteraria, artistica e di

articoli di moda, pubblicavasi in Napoli con molto buon successo nel

tempo degli avvenimenti del nostro racconto.

[2] Era così chiamato nelle Spagne nei mezzi tempi una comitiva di

giovani di alta nascita e ricchi, i quali andavano la notte in cerca di

avventure.

[3] Chi potrebbe, in paragone delle spagnuole, cercare le pallide

bellezze dei Nord? Come le loro forme, rispetto a quelle sembrano

povere, deboli e languide!

[4] Chiamansi Chattels in generale i beni d'una persona, cui può

lasciare in retaggio, e più particolarmente con tal denominazione

s'intendono nelle colonie inglesi gli schiavi comprati o generati da

altri schiavi.

[5] La maggior parte delle seguenti notizie son vere e attinte da

opere di viaggiatori inglesi di grande reputazione: alcune di esse sono

letteralmente tradotte da dette opere.

[6] Dagli esperimenti di tutt'i moderni fisici risulta che

l'elettricità idrometallica devesi riguardare come un nuovo ed

infallibile termometro per dar giudizio della morte o della vitalità

ancor latente, tanto in una parte, quanto nell'intero corpo; e per

conseguenza le correnti elettriche sono reputate oggidì di grande

soccorso nelle paralisie, ed in tutte le malattie nelle quali il

solido vivo abbisogna di forte stimolo. In fatti, se l'acupuntura

istituita contemporaneamente, con due aghi partenti da due lamine,

che si tocchino, una di rame, l'altra di zinco, non produca alcun

risentimento, alcun movimento fibrillare nemmen quando si comprenda nel

circolo e nell'arco il diaframma od il cuore, allora si può ritenere

che ogni eccitabilità è spenta. PIETRO MANNI — _Manuale per le cure delle asfissie._

[7] È superfluo il ricordare che la scienza va debitrice di questo bel

metodo d'imbalsamazione al nostro professor Tranchina.

[8] FEDERICO LENNOIS è il protagonista e il titolo di altra nostra

narrazione che fa seguito a questa.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo

senza annotazione minimi errori tipografici.

Il mio cadavere · 第 20 / 20 段